Paola Puzzo Sagrado/Riflessioni

Paola Puzzo Sagrado: Un minuto di silenzio

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UN MINUTO DI SILENZIO

Femminicidio, termine odioso che tuttavia non nasce per caso, né perché mediaticamente d’impatto, e tantomeno per ansia di precisione, ma perché negli anni Novanta il dato sulle uccisioni non era noto e quando alcune criminologhe femministe verificarono questa triste realtà, decisero di nominarla per distinguere e rendere visibile il fenomeno rispetto agli altri omicidi neutri, al fine di spiegarlo e di potenziare l’efficacia delle risposte punitive. Si tratta di donne uccise “in quanto donne”, la cui colpa è stata quella di aver trasgredito al ruolo ideale imposto dalla tradizione (la donna ubbidiente, la brava madre e moglie, la donna dell’ideale religioso, o la donna sessualmente disponibile) e di essersi prese la libertà di decidere della propria vita, sottraendosi al potere e al controllo del proprio padre, partner, compagno, amante etc. e che per la loro autodeterminazione sono state punite con la morte.

In base al conteggio ancora provvisorio di Telefono Rosa, dall’inizio dell’anno 2016, sono 60 le donne uccise in Italia dal proprio partner o, più spesso, da un ex. Oltre 155 dal gennaio 2015.

Secondo i dati raccolti dalla stessa Associazione, nei primi 5 mesi del 2016, almeno 8.856 donne sono state vittime di violenza e 1.261 di stalking. E’ solo la punta dell’iceberg, visto che il 90% delle donne, per paura, non denuncia. Numeri impressionanti che, per l’ennesima volta, puntano il dito sull’inadeguatezza delle risorse economiche e delle attività di contrasto alla violenza di genere spese dal nostro Governo, le quali sono del tutto insufficienti tanto che i pochi centri antiviolenza esistenti sono costretti a chiudere per mancanza di fondi.

Quante donne ancora, bambine, ragazze, madri, figlie, sorelle, amiche saranno massacrate prima che vengano attuate politiche attive idonee ad un problema sociale gravissimo e diffuso in tutte le fasce sociali come questo?

In attesa di risposte concrete, questo post e il video che segue, sono dedicati a loro.

Qui trovate i loro volti e la loro storia http://www.corriere.it/cronache/speciali/2016/la-strage-delle-donne/ . Per non dimenticare.

“Dietro la parete” è il titolo di questa bella e triste canzone di Tracy Chapman, nota cantautrice di colore. Un’artista costretta a subire non solo il giogo della discriminazione razziale e della povertà, ma anche quello dell’oppressione maschile, temi spesso presenti nei suoi testi.

Le pareti, in questo caso, sono le mura domestiche. Mura che contengono quegli inferni quotidiani che, ovunque nel mondo, le donne sono costrette ad affrontare spesso nel silenzio e nell’indifferenza più totali.
La voce stavolta la metto io. Solo una donna che canta per altre donne.
Paola Puzzo Sagrado

Fonti: Ansa, Telefono Rosa, Corriere http://27esimaora.corriere.it/articolo/perche-si-chiama-femminicidio-2/

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