Poesia/Simone di Biasio

Ritratti (inediti) di Simone di Biasio

Simone di Biasio

Simone di Biasio

accade il tempo
e gli orologi eseguono
accade
che gli orologi non eseguano
e il mio rimane fermo
nel freddo del davanzale di marmo

eppur si muore

eppur si muove a scatti
sl ritmo delle nocche delle dita si ridesta
con la lancetta che indugia
io non ci ho mai capito nulla
per questo lo portavo in bottega
ma poi camminava
come Salvatore camminava a strappi
persino si sdraiava sul prato verde
da cui Itri sembra un autunno disteso
ed è vero che il sole ricarica
perché questi occhi lo hanno visto deambulare
(l’orologio fermo si nasconde
per via di un pudico sentore del mondo attorno)
ma poi Salvatore camminava
a strappi parlava
adesso ti sa dire che ora segnare
che ora assegnare al tempo,
meccanismo di rivoluzione
degli uomini che orbitano la terraIl tempo accade
che salvi qualche ingranaggio dall’ossidazione
e i miracoli esistono in un’ora
in cui le castagne si fanno caldarroste
e i passi si sentono al piano di sopra

*

sui cerchi squadrati delle “o”
ti sei inventata una nuova grafica
hai ripreso la carta millimetrata dal cssetto
perchè i disegni non li faceva più nessuno qui
fortunatamente tracci la forma della “ç”
mentre sapevo scrivere française
persino imbellettarmi di pronuncia
ma la linea proprio no, sempre per data

tu invece ridisegni la font
– il tuo linguaggio segreto ti piace
metti sottosopra la scrittura
come sapessi degli equilibri tra le impudiche lettere
delle unioni civili degli spazi
e di notte non è affatto stanca la lampada
di percorrere i tratti delle “c”, cerchi mancati.

*

il buio si sconfigge con una pizza margherita
l’invenzione dal nome di regina
che stasera ha battuto tutto:
le lenzuola piangenti in ginocchio
– in ordine sparso
la visita dall’oculista con responso miope
la necessità di aprire bene gli occhi tutti i giorni
da domani fino alla morte
o fino a tutta la vita davanti

il buio l’abbiamo vinto con una pizza margherita
l’invenzione che so non mangerai per intero
ma era l’unica cosa che avevo da offrirti dopo
– in ordine sparso
l’auscultazione dei capelli
la verifica della temperatura del pigiama
il travaso da pianto a pianta
la misura della mano in rapporto al tuo profilo destro

il buio l’abbiamo vinto ma
per certi respiri il corpo è piccolo
e si gonfia come per scoppiare
neanche fosse un cuore grande con cervello stomaco piedi,
appena si ritrae trema come un palloncino
a cui allarghi l’unico orifizio d’aria
l’unica bocca che ha, l’unico ano
l’unico naso, l’unica vista
l’unica vista che se ha un difetto
imparerò a farmi riconoscere
dentro il canale di quel buio
attorno alla crosta della pizza margherita
che sia tra le coperte in lacrime o
tra i pianti che abbiamo finalmente coperto

*

ripara ancora le suole delle scarpe
con le mani drogate come piante dei piedi
mi disse di averlo imparato in Australia
molto prima di una lingua ricordata a tratti
di quell’idioma inventato dei migranti
finalmente tornò col curriculum in formato persona,
un master in gestione delle camminate

non mi ha mai insegnato a farlo
però osservavo quella precisione dei chiodi
respiravo lo stordente odore di colla
l’accensione di quella macchina scimmia
capivo che l’arte è raschiare i fondi
perchè il suolo riconosce i graffi e
solo così non fa scivolare
solo così non fa scivolare vite appena calzate

*

nell’intervallo che separa
il tempo della cucina dall’impiego
riposano anche le madri

di tutte le cose visibili e invisibili

delle tovaglie ubriache di vino
dei fiammiferi neri
dei sughi che può capitare insipidi
ed è un riposo da fiction
ogni giorno dopo il tiggì
per fare compagnia alle lavastoviglie

da un agolo privilegiato del mondo
ti si vede cogli occhi sbarrati al soffitto cielo
le coperte indossate sui vestiti
a separare la veglia in pieda da quella orizzontale
perciò le braccia rimangono escluse parallele
ad afferrare qualche dio rimasto in trappola
tra preghiere e ordinazioni

*

Simone di Biasio è nato a Fondi, in provincia di Latina, il 25 Luglio del 1988. Laureato in Comunicazione a “La Sapienza” di Roma, è giornalista pubblicista e lavora come ufficio stampa per eventi ed Enti pubblici e privati. È direttore responsabile di “Reader’s Bench” (www.readers-bench.com), blog di libri e letteratura con magazine trimestrale ed è nella redazione online della rivista di poesia “Atelier”. È tra i fondatori dell’Associazione “Libero de Libero” e riveste la carica di Presidente: con i soci ha ideato il primo Festival di poesia della città di Fondi, “verso Libero”. Ha curato negli ultimi due anni la comunicazione relativa alle mostre di pittura di André Durand, artista inglese.
È stato tra i premiati del Concorso internazionale di poesia “Castello di Duino” e a Trieste ha stretto amicizia con Titos Patrikios. Nel 2011 ha vinto il Premio di Poesia “E. Cantone” a Savignano sul Rubicone e nel 2011 e 2012 è stato ospite della kermesse “Educare alla bellezza” di Davide Rondoni. Sempre nel 2011 è stato premiato con la “Coppa Cinelli” al concorso nazionale “Latina in versi”. A luglio 2013 è stato ospite a “Parco Poesia” a Rimini, Festival dedicato ai giovani poeti degli Anni Ottanta e Novanta curato da Isabella Leardini. “Assenti ingiustificati” (EdiLet, Settembre 2013) è il suo primo libro di poesie battezzato da Claudio Damiani che lo ha scelto a Febbraio 2013 tra i vincitori del Premio “I Tredici” del Centro di Poesia di Roma in Campidoglio e ne ha curato la prefazione.

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