Poesia

Poesia necessaria. Nicola Vacca recensisce Come i corpi le cose su Satisfiction

corpi

Il poeta e il suo rapporto con la conoscenza attraverso il passaggio nel mondo che vede. Questo è uno dei temi fondamentali della necessaria poesia di Pasquale Vitagliano, che da qualche anno ha iniziato un percorso autoriale che lo sta portando negli anfratti di un corpo a corpo con le parole della Storia.

Come i corpi e le cose ( LietoColle) è proprio la poesia di cui c’è bisogno in questi tempi bui avari di attraversamenti.

Pasquale Vitagliano con una straordinaria fisicità della parola ci fa toccare con mano la malinconia e il disincanto che ci appartengono in questi anni affollati di niente.

La sua parola si riempie di tutto il vuoto del mondo e nello stesso tempo entra con una rilevante prepotenza morale nel corso quotidiano delle nostre esistenze in cerca del fatidico centro di gravità permanente.

«Arriva ogni giorno come se fosse /il primo giorno, inaspettato e disatteso, /solido e tangibile come un arnese, / inutile eppure essenziale come una formula».

Nella caduta del tempo la scrittura poetica diventa l’antidoto al veleno dei giorni. Davanti alle porte del nulla tutto diventa una scommessa per il poeta che ha il compito di riempire il caos.

Vitagliano è consapevole delle spietate dinamiche della vita quotidiana e non si arrende davanti all’osceno crepuscolo degli idoli e delle persone. La sua poesia tesse una trama esistenziale di interrogativi e proposte per un terzo millennio che si annuncia più liquido del precedente: « Chiedo al mondo di vedere /ciò che non dissi, / perché / riapprenda dai miei sguardi / le viste che non ha più /perché io non odo più le voci / né le parole».

Nella concretezza del presente e nell’immanenza dello stare dentro il proprio tempo, la poesia di Pasquale Vitagliano è soprattutto presenza fisica che fa i conti con la « titanica vocazione al vuoto».

La sua parola non sfugge alla condanna dell’esistenza, non cerca risposte definitive, ma attraversa la camera oscura della Storia dove i corpi e le cose si inseguono nel recinto del villaggio globale, prigionieri di un gioco al massacro che ha come unica alternativa la dissipazione della verità.

E intanto il poeta, che sta a guardia dei fatti, continuerà a scrivere non per mettere la vita in versi, ma per portarsi la vita dentro.

Vitagliano ci regala parole comuni di un dettato poetico autentico che auscultano un quotidiano dal respiro corto.

Corpi e cose da toccare e da plasmare come la materia di uno spirito che non si arrende alla decadenza.

In queste poesie c’è assertività e non nichilismo. A un passo dalla fine c’è sempre la poesia dei corpi e delle cose che suggerisce possibilità di sopravvivenza.

One thought on “Poesia necessaria. Nicola Vacca recensisce Come i corpi le cose su Satisfiction

  1. (…) ben venga quindi questa poesia che fa esperienza del Mondo e la descrive con le parole che si merita , pronunciandole con il fervore antagonista e costruttivamente critico ormai raro nella poesia di questi anni .
    leopoldo attolico –

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