Carmelo Bene/Emilio Villa/Giovanni Campi/Poesia

Giovanni Campi: dalle tenebræ luminescienti – intervista impossibile tra Emilio Villa e Carmelo Bene

  • Il testo si intitola
  • dalle tenebræ luminescienti

È una sorta di monodialogo, senza voce recitante, a piú voci: due, o forse tre

In epigrafe essendo il testo una sorta di intervista impossibile tra Emilio Villa e Carmelo Bene  v’è una frase di Giorgio Manganelli  tratta appunto da “le interviste impossibili” e che fa cosí:

“vi era un traffico segreto di libri occulti, di sigilli, e di incantesimi”

Il testo

Ô – en fin: ou au début: l’art / au de /là / de l’au/ delà / de l’audelà: l’artaud est là – de laude là

la lettre de l’être / me già me : una defúncta funtióne dalla phonè desuncta, quasi ‘n dispendj – oso – qual “defuntofono”*, qual phonocryptico – a comunicar scomuniche? a scomunicar comuni che// comuni non son mai stati? comuni che/// comuni non son son, mais jamais, stati? né siamo, né son siamo stati – ah! – mai nati?

en lieu du lieu – qu’est-ce qu’il y a?

en lieu de dieu, qui? – et la voix, elle là? elle est là? pas personne, oui, pas personne ici

nessuno, già, nessuno là

pas pas, pas personne, paspas pas personne paspas, paspas pas per, pas per son né , pas per son né pas né né /paspas / non per son, n’est pas? e ]neanch’i’ / se:] quale padre prima dei padri? quale dio prima degli dèi? e quale, la granmadre, cosí che fosse quella che pur esser dee o dovrebbe? non però la marmorea – rea poi di che?, – e che contra dei d’armi m’armi, non però la statuaria statua, che muta muti, fors’allora quella che// nonnutrica & divora? e dunque: qu’est-ce que c’est cotesto maremagno, che mitinqujeti libera, che mi ti ‘nqujeti possiede?

[“Ma se muore la morte, che succede?”**]

quale vita prima dell’avita vita, quale morte dopo la morta morte? forse una / memoria / profetica/ d’oblío, la vita, che s’in/ registra, che s’in/ cataloga, e la morte altrettale: non c’è forse un registro per,// che divide? non c’è forse un catà/ logos, ove la presenza s’assenti & ‘nabissi? che catacombino pur i purimpuri, che s’occulti ogni culto dèi, che s’insigilli ogni bonmot in ænigmatico / speculo / jerophonico

sia fatto / sfatto, sia detto / sdetto: ‘nabili abici dei labirinti labili, i tutti parete, i senz’affatto parete, quasi mur murati come dei chiacchiericcj dèi, e allor? spento il lumen, e i lumi tutti, o pur accesi quali ‘ncendj, ma senza fuoco, ma senza fuochi, d’una luce ‘ntensa, che abbaglj, che accechi i di già ciechi; anonimo il numen, ormai, e i numi tutti; e anonimo il nome, ormai, e i nomi tutti – quasi noiloro siasi & siansi numeri, soltanto numeri, che però non contino

e però si canti, ‘l mal dèi / cantiam/ catalevitando di scendi te – vo’ l’issi me

qual sede di cotali certo scomposti men / di / canti -/ dei delirj delirici, d’i balbi elogj, de gl’alieni eloquj, in uno stradire: de gl’encomj de’, ma senz’affatto encomio, no! una, senzafissadimora, / dimora: l’errorerrante & dubitabondo / babelbylon/ una torre / da tôrre

[ “voilà: vogliamo chiamarlo aperitivo discenditivo? […] La storietta ha […] quel tanto di stimolante […] che ben si addice alla inaugurazione di un solenne banchetto di precipitosi”***] bene, ben si addicano i cencenacoli de le beffe, dunque?

Ma non mai / non mai / non mai mendicanti “pani in su gl’uscj”****, nevvero?

cotesti pani & panie insieme, insieme sbriciansi, bricia a brice sbriciansi // quali farnetichj / d’i groviglj / & sgroviglj,/ d’i garbuglj / & sgarbuglj, // al bando i bandi, come di / regolo senza regole, come di / regole senza regolo, come di / legge fuorilegge, come di / tavole di leggi fuor di legge, al bando pure i bandoli d’ogni matta matassa, quella del cerebro per esempio, oh i’ l’es empj!, per decerebrarsi affatto, per affatto cerebroledersi, per del tutto/ del nulla / macularsi ― di quale colpa, di quale innocenza?

les mots s’ammotano, marcide, se esse so che muta ‘n mute s’ammutino, e smottano, d’ascosa scossa di tremuoto: ma non si lascj la scissassissa per l’ordinaria or di’ nata morta, e però insieme s’abbandonino, insieme le assi, quest’assi dal cogito interruptus, ‘n raptus, quest’assi ingiusinsuse, e insulse, quest’assi del palcoosceno ma senza piú scene né messinscene, senza quinte né cieli, senza personaggj di sorta né comparsate, ché oramai scomparsa è ogni comparsa, insieme queste assi / s’abbandonino

siparj,/ non è cosí?

e tamen et amen

est quod est: les sonnets ne sont pas nés

non i sonminuti, e nemmanco le minute de la minuta

en fin le début: mais, me già me, mais moi, le fou, mais moi le fou // s’en fout

*giorgio manganelli, discorso sulla difficoltà di comunicare coi morti

**giorgio manganelli, le interviste impossibili, nostradamus

***giorgio manganelli, hilarotragœdia

****liberamente tratto da questo passo del “dialogo di timandro ed eleandro” di giacomo leopardi:

“Eleandro: […] il mio cervello è fuori di moda. […]
Timandro: Né anche sarà nuovo che i vostri libri, come ogni cosa contraria all’uso corrente, abbiano cattiva fortuna.
Eleandro: Poco male. Non per questo andranno cercando pane sugli uscj.”

3 thoughts on “Giovanni Campi: dalle tenebræ luminescienti – intervista impossibile tra Emilio Villa e Carmelo Bene

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