Antonio Sagredo: Oxford (Neobar eBooks)

by elizabeth moriarty

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Antonio Sagredo – Oxford

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4 pensieri su “Antonio Sagredo: Oxford (Neobar eBooks)

  1. Oxford come luogo di fervida e febbricitante immaginazione in cui al Bardo, creatore dell’Amleto, se ne assommano altri che Antonio Sagredo “discrittura” come nelle corde del suo conterraneo e fratello Carmelo Bene, che assai avrebbe gradito questo manifesto:
    sai, i poeti sono come gli animali… non hanno parola,
    non una su cui posare un piede. Mai furono in alcun luogo.
    Perché il mondo fu evocato, con nomi dall’aria vuota…

    Oxford luogo di contaminazioni, citazioni e guerre intestine, dialoghi di testi e teste (sgozzate nelle tinte di Bacon), scrittura critica che “dilapida” il classico nella parodia. Una Oxford di clerici santi metafisici libertini squattrinati in qualche modo collegati con il bardo di Stratford (Thomas More, Christopher Marlowe, John Donne), di cui male disse Robert Greene; e una Oxford che si fa Praga, città di poeti cari a Sagredo, con Edwin Muir, traduttore scozzese di Kafka, a fare da intermediario.

  2. una poesia che ama lo spargimento di sangue quella di Oxford, aulica e plebea, prometeica e claudicante, febbricitante e barocca, furiosa e adamantina, sboccata e nobile… gli attributi potrebbero continuare, forse Sagredo è il poeta più fuori dalle righe ch’io abbia incontrato, è inospitale e inaccoglibile, vertiginoso, fasullo, farisaico, posseduto da un demonio. C’è molto Bacon, Chirstopher Marlowe, e John Donne e Giordano Bruno degli Eroici furori, c’è la Napoli malfamata dei Seicento, la Contro Riforma, il Vaticano con i suoi sortilegi e l’Inquisizione, c’è un vortice furioso e iconoclasta. Sagredo vorrebbe infilzare le parole, e forse c’è riuscito: è sibillino e astioso, arguto e astuto come un diavolaccio e indifeso come un arcangelo. Va come un automa autistico contro tutto e tutti alla maniera dei romantici nella nostra epoca sordidamente prosaica e solidale. È il poeta per antonomasia della Recessione, e della nostalgia della Inquisizione… sarebbe stato un ottimo esemplare da mandare al patibolo, possibilmente sopra una pira fumante. Acclamato da una folla starnazzante per lo spettacoo offerto gratis…

  3. Leggo e rileggo questo fantastico poema: non conosco il poeta Antonio Sagredo, ma devo dirvi che è un grande poeta! Ha saputo cogliere le atmosfere di due capitali europee con metafore e associazioni da capogiro, legando queste ai suoi natali; poi i dialoghi tra i poeti e il potere reale testimonia delle sue conoscenze comparate della poesia europea.
    Dire bravo non è sufficiente!

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