Antonio Sagredo – Abele Longo: Di voli (e diavoli) inconsueti

Duy Huynh

Il teologo-idiota e Giuseppe Desa

 

Il colto idiota dal pulpito raccontava bellamente

che la carità è lo stato naturale dell’uomo,

torcendosi sulla philautía, come morso da una serpe!

Giuseppe lo guardava schifato e  con occhio asinesco.

 

Lui, succube di voli inconsueti, non voluti e non richiesti,

con preghiere, rosari e ceri accesi sugli altari,  attendeva

a un’assenza di teofania, come se la sua ignoranza nota

al mondo fosse  sparsa ovunque, come un peccato da imitare.

 

Per eccesso di carità lui volava così in alto che gli uccelli

chiesero aiuto a quell’idiota, perché una colta istanza al Principe

dei Martiri almeno un terrore generasse in quel cuore semplice

e mai turbato… ma era caro a tutti gli umili perché le sue mani

 

erano sporche di sterco di maiale: una fatica devastante

diffondere il verbo alle bestie di cortile! Il teologo è spaventato:

conosce la propria colpa, non la carnalità che combatte bellamente.

Fu un’estasi unica l’ultimo volo di Desa: ne fu gelosa – Santa Teresa!

 

                                                                                 Antonio Sagredo

Bardonecchia, 27  dicembre 2007(crepuscolo)

 

*

 

Di voli e diavoli

 

aspiro al volo con assidua dura

tensione al divino prego fervente

digiuno dal mattino e corro corro

provo la rincorsa sul calcinculo

del corpo liberarmene se solo

un attimo appena a vista d’uccello

su Copertino che dissolve in scene

di folle di fedeli fibrillanti

alito freddo al collo Malatesta

traditore urla tutto infuocato

lavora che a scuola non vali niente

anche oggi mi è andata male anche

oggi niente voli ma solo zuffe

zolfo con questo zoccolo di diavolo

 

                                    Abele Longo

(da Reversibilità, Edizioni Accademia di Terra d’Otranto, 2012)

 

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2 pensieri su “Antonio Sagredo – Abele Longo: Di voli (e diavoli) inconsueti

  1. Gentile Locarno, la fede non è un dono: è una tendenza: si ha o non si ha. Lei poi non specifica quale fede, fede in/per/con ecc. Se intende una fede (non La fede) in Dio; personalmente non so cosa sia, ma questo non m’impedisce affatto di scrivere su questioni di fede come su questioni opposte; comunque La ringrazio. Di solito le persone che hanno “estasi” sono persone che mai hanno pensato ad averne una.
    Le invio dei versi che difficilmente un critico potrà spiegare, e dunque lo sfido!:
    ————————————
    E io so chi, cretino, sul promontorio lascivo di Howth
    costruì una croce-fallo in barba a diavoli, arabi e ebrei
    che di Valpurga adorano la voragine – ma l’estasi è un pesce
    in fiamme che un incendio gesuita ha mutato in segno di potere!

    antonio sagredo

    Vermicino, 23 settembre 2008

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