La bella moglie, il dittico noir di Franz Krauspenhaar

Brano d’anticipazione de La bella moglie, seconda parte del dittico noir  Eutanasia dell’onore, dopo Il subentrato, già scaricabile presso l’editore www.lite-editions.com.

Franz Krauspenhaar
Franz Krauspenhaar

           Non la finisco più di riflettere, sempre in macchina, guardando fisso davanti a me. La Nisiati è uscita dall’ufficio verso le quattro e alle cinque e mezza circa, quando sono arrivato io, lei era già in casa. S’è portata del lavoro da sbrigare a domicilio? Forse. Oppure no, più probabilmente. E Tommei? Telefono alla E.PU.D.O. ma è tardi, sono le otto, mi risponde una voce registrata, sono tutti filati a casa, hanno rotto le righe. Mi viene in mente che di Tommei non ho il numero di telefono fisso privato e nemmeno il suo indirizzo. E se fosse qui a pochi metri, nell’appartamento della Nisiati? Se i due fossero amanti? Già, perché no? Un classico. Nulla di più scontato. Ma non potevano vedersi più tardi? Perché uscire dall’ufficio alle quattro per venire qui? Se è stato così per incontrare il mio ex cliente, anche lui sarà venuto via dall’ufficio con molto anticipo. Perché non ho chiesto anche di lui quando ho chiamato quest’oggi alla E.PU.D.O? Sono incazzato nero con me stesso. Vago nel vago. Nella vaghezza, nella stranezza, nell’incertezza. Mi riprende una voglia terribile di fumare e un senso profondo di frustrazione che mi sospinge verso un’amarezza grigia. Ma si, chi me lo fa fare?, mi chiedo. Non lo so. Forse non so fare altro. Forse ho un bisogno compulsivo di provare cattive emozioni, o forse non riesco più a starmene chiuso in casa a leggere in attesa dei soliti incarichi di grigia routine. E ora provo rabbia,  qualcosa che atterra con un tonfo alla base dello mio stomaco. Provo una rabbia grave. La classe lavoratrice si ribella. Deve ribellarsi: o adesso o mai più.

Perché non fare in modo di spillare un bel pò di soldi a questo figlio di puttana con tante cose da nascondere? Perché, insomma, farlo gratis?

In più mi sembra sempre di più, ogni secondo che passa, che nel mondo l’onore sia andato del tutto in pezzi. E’ anche una parola vecchia, andata in disuso. D’onore parlano forse vecchi mafiosi sulla sedia a rotelle, o quattro neonazisti anche loro arrivati agli ultimi, col respiratore che ne cattura gli ultimi rantoli. Per il resto, dell’onore reale, quello pulito, non parla più nessuno. Per forza, l’hanno ucciso. Anzi, gli hanno fatto l’eutanasia globale. Anche io ho partecipato all’assassinio, sia ben chiaro. Lo sai, non mi credo affatto migliore degli altri. Forse la mia nota morale si esplica soltanto tramite una testardaggine che ha qualcosa di extraterreno. Sono andato oltre qualsiasi grado di testardaggine. Se questa può applicarsi alla ricerca della verità e dunque – ma sempre in seconda battuta – della giustizia, allora senza davvero volerlo nell’intimo scantono da questa eutanasia, e l’onore mio e di chi mi sta intorno riprende in qualche modo a vivere.

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