Sopra la terra il mare – Pasquale Vitagliano

by Maria Pina Ciancio
by Maria Pina Ciancio

Mare e terra, elementi, archetipi. Ma anche categorie, come lo spazio e il tempo, oppure generi, maschio e femmina. Ho accettato l’invito di Luciano Nota Sabatella e di Donato Fusco inseguendo queste suggestioni. Sopra la Terra il Mare, rassegna d’arte e di poesia, questo il nome dell’evento poetico (Policoro, agosto 2013). Una mia poesia iniziava così: Mare/ su terra (…). Una poesia senza versi, ne ho scritte molte in passato. Qualche critico non le apprezzò: prive di verso, scrisse. Faccio sempre tesoro dei giudizi validi e onesti. Mi rimaneva un dubbio. La mia era una scelta razionale. Era il frutto di una ricerca a ritroso sulla parola, uno scavo nel terreno della lingua nel tentativo (inutile) di giungere alla parola primigenia, al primo segno, al primo suono, più che al primo significato. Ecco che siamo tornati agli elementi, agli archetipi, alle categorie, ai generi.

Mare su Terra. Prima di loro c’era il Caos. Mare e Terra erano mescolati insieme alle luci e alle ombre. Dentro questo ventre nacque Gaia e tutto ebbe inizio. Nacque prima il Tempo e poi il Cielo. Madre del Tempo, della Memoria, Gaia è la profetessa di tutti gli oracoli. Con una brillante idea scenica, abbiamo recitato poesia a piedi nudi su un tappeto rosso disteso sulla sabbia, con il mare alle spalle e il pubblico di fronte. Una posa oracolare, appunto. In realtà, molto più umilmente, abbiamo tributato allo splendido scenario naturale dell’antica Heraclea la nostra piccola offerta poetica. Come pare che nella Grecia antica si venerasse Gaia depositando dentro alcune fenditure nella terra delle offerte di grano, frutti e miele, Un gesto di gratitudine verso la fonte del loro nutrimento.  

Sopra di ogni cosa resta il Mare, la potenza generatrice, il liquido fecondativo. Eppure, di questa poesia ne ho cambiato l’incipit. Mutandone radicalmente il senso. Non so dire se è stato meglio. Certo è che devo ringraziare Sopra la Terra il Mare per aver avuto la possibilità di ritornare al testo originario. Ed in questo tornare all’origine sta tutto il valore della mia partecipazione all’evento.

 

Colori

Mare

su

Terra

è il ventre latteo
sbreccato;
è un filo
di sangue,
giù.
Un occhio
si spande
su carta porosa,
tra due file
di fragole
che
danzano.

 

Questo è il testo originario scritto nel 1994

La nuova versione, apparsa nella raccolta Amnesie amniotiche (Lietocolle, 2009) ha un titolo e un incipit diverso.

La breccia

 

Visto
sul
vetro
è il ventre latteo
sbreccato;

(…)

Di questa versione della poesia Anna Maria Curci ha scritto una splendida traduzione in tedesco.

 

Die Bresche

 

Auf der
Glasscheibe
gesehen
ist sie der milchige zerbrochene
Unterleib;
sie ist eine Spur
Blut
hinunter.
Ein Auge
vergießt sich
auf porösem Papier,
zwischen zwei Reihen
Erdbeeren,
die
tanzen.

 

 

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7 pensieri su “Sopra la terra il mare – Pasquale Vitagliano

  1. “Sopra la Terra il Mare” e’ il titolo della rassegna d’arte e poesia tenutasi a Policoro (Matera), presso il Circolo Nautico Aquarius, il 12 agosto 2013. Rassegna organizzata da Luciano Nota e Donato Fusco, che ha esposto sue fotografie ispirate al mare, e moderata da Maria Grazia Trivigno. Questi i poeti che hanno preso parte: Maria Pina Ciancio, Pasquale Vitagliano, Maria Antonella D’Agostino, Abele Longo, Fernanda Cataldo, Giorgio Linguaglossa e Luciano Nota. Proponiamo su neobar, partendo da Pasquale, considerazioni e momenti di quella serata, su di un tema, il mare, centrale nella poetica di molti di noi, con la vastità dei suoi simboli e richiami.

  2. Leggo queste parole dopo essermi immersa nella lettura di alcune poesie di Sarah Kirsch, in particolare “Nordstrand”, “Spiaggia nel nord”. Ponti tra mari distanti disegna, incurante di reggimenti e scuole, quieta o tumultuosa sovversiva, la poesia. Ed eccoli, il ponte e il varco, la breccia, dalle marine di Nolde alle quali si pensa leggendo i versi di Kirsch al mare di Pasquale Vitagliano. “Zwischen zwei Sternen”, “tra due stelle”, il cielo del nord nell’omonima poesia (“Der nôrdliche Himmel”) di Sarah Kirsch, “zwischen zwei Reihen Erdbeeren”, “tra due file di fragole” si spande l’occhio nel testo di Pasquale Vitagliano. Un saluto riconoscente, Anna Maria

  3. Dice bene Anna MAria, quieta e tumultuosa poesia naviga per onde luce di acque e aria che insieme si fondono di se stesse si nutrono.L’archetipo che ci disegna dall’origine è uno dei temi che da tantissimo tempo studio e seguo qui e là trovando sue tracce e salvandone in me il corpo delle orme. Grazie. ferni

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