Antonella Taravella: Aderenza

Aderenza
Aderire all’impossibile?
C’è chi scrive con l’intenzione di rappresentare qualcosa: non è il caso di Antonella. Lei ha bisogno, in primo luogo, di proteggersi dalle parole con le parole, tratteggiando un cerchio perfetto attorno al nervo scoperto che vibra. La lingua è uno strumento che le consente di farsi una pelle nuova con toppe di senso; l’ago è la carne, il filo è lo sguardo. La perizia di questi barocchismi del corpo parlante, è una fatica disumana nella cui necessità estrema si può morire: la bellezza si farà con torri di sassi oscillanti, echi di incontri, scampoli di versi altrui, stralci di missive mai inviate.
D’altro canto, c’è della violenza sotto le parole di Antonella, che raccoglie ciascuno dei suoi fallimenti e lo scortica. È l’urgenza di esplorare le fessure fra i pezzi di vita irregolari, che sono il costume da clown di una poetessa buona e triste, per penetrare la struttura ingombrante della propria memoria – densità di carne, di rinuncia, di desideri-embrione da soffocare nel silenzio di organi sognanti. Il corpo bianco di una poesia esplosiva si lascia ferire dalla parola dell’altro, dell’altra che è sempre Antonella e che si perseguita fino alla tortura. È la memoria di molti, che ha una sola voce, lama e carezza alla sagoma di un destino sempre trascorso, ostile, un destino-femmina che trasmuta continuamente per sopravvivere a se stesso.
Il paesaggio stesso in cui la voce – solitaria – si innesta, non è che un tessuto di parole, che creano gli spazi attraversati dalle presenze inafferrabili. Il silenzio è il fondale su cui amore, amicizia e tutto ciò che assume il volto atterrito della perdita sembrano esaurirsi in se stessi. […]

Dalla prefazione di Donatella Vitiello

aderenza antonella taravella per smasher ed.
Cinque dita

il tempo fermato su 5 dita tronche, d’aria e parole
ogni angolo di grinza sdoppia l’io dal tu
e la polvere, una nebbia che sfuma,
scappando dalle ginocchia in 5 passi di pietre

***

Fondo LacrimaLe

intenti persi da occhi e ciglia
in un filo a colare dai bordi
mentre nel silenzio di un bacio
le ossa si sfilano dai pensieri,
dai fiotti in_fondo alle labbra
e non chiudo le palpebre pettinate
quando dal sole scende legando
i polsi al vento arrotolato alle nuvole
strina l’istante, smosso
alle spalle il deserto si apre come cosce
e senz’aria sogno le notti bugiarde

***

lo strascico [s]velato di ecchimosi e odori oleati
[s]gocciola l’inverno nelle ossa,
il sapore di rame circuisce il respiro
stronca ad un passo dal verbo
un regalo la pelle, un sentiero corposo,
su e giù fra le carni
rimescoliamo le viscere
nei respiri delle mani a stringere
arriveranno con sguardi molli,
ombre alla pelle sudata,
piccole gocce a rincorrersi
e poi la fiamma oblunga
sulle ore accartocciate nei letti

***

la schiena vibra appoggiata nell’acqua,
stanca, sfiorata dalla ceramica fredda

venature di bocca violamarino, tempo
e quando sboccia l’alba dal ciglio bianco

strizza la parola fra le dita gonfie d’aria
cercando perdono nella neve

***

In_Continum

ci scrutiamo le ossa nell’attraverso che scricchiola, nel frastagliato annuire di pelle su cui decidere di appartenere e in quella parte di cuore a cui il respiro non porta altre volte da utilizzare
la memoria calda delle pietre va verso passi meno oscuri e l’accrescere d’ogni futuro, rotola come una biglia di pioggia sull’inconsistenza dell’amore
ci si appartiene e si passa la vita a scoprirsi, sbocciando mano a mano affascinati dal gusto che la crescita ci riserva, accadendo di volta nelle foglie giovani e nei tronchi ormai secchi

***

Le fotografie presenti all’interno del volume sono una gentile concessione di Cristina Rizzi Guelfi.

Pagina dedicata all’autrice e al libro per Edizioni Smasher: http://www.edizionismasher.it/antonellataravella3.html

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3 pensieri su “Antonella Taravella: Aderenza

  1. Aderenza. Un titolo presagio anche della felice simbiosi tra la prefazione (analitica e intensa di Donatella Vitiello) e l’intero “corpo” dei testi. Testi in cui si avverte tutta la spasmodica volontà dell’autrice Antonella Taravella, di osservare ogni più piccolo dettaglio emotivo, per comprenderlo meglio, tenerlo stretto, anche a costo di lacerarsi nel -nominare- gli eventi. Complimenti a entrambe.

    Doris

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