Augusto Benemeglio/Poesia

Augusto Benemeglio: Il Salento dei poeti

Nino della Notte

Augusto Benemeglio – Il Salento dei poeti pdf

8 thoughts on “Augusto Benemeglio: Il Salento dei poeti

  1. Un affascinante itinerario poetico – esistenziale quello che ci offre Augusto, che ringrazio per questo articolo appena pubblicato in Espresso Sud. Per chi sarà nel Salento, vorrei ricordare l’appuntamento del 5 agosto a Tiggiano, nell’ambito del festival/residenza teatrale ‘Ti racconto a Capo’, in cui saranno lette mie poesie e io stesso proporrò un viaggio poetico salentino, partendo da Vittorio Bodini, il più grande, come dice lo stesso Augusto, e risalendo a poeti a me vicini, compagni di viaggio, come Augusto, con il mare del Salento nel cuore.
    https://www.facebook.com/events/487907401293718/
    Abele

  2. Non si possono assolutamente perdere i saggetti di Benemeglio, puntuali, centrati, poetici. Quando parla di poeti parla di persone con le quali ha condiviso parte del suo percorso, quando parla del suo Salento fa poesia.Grazie.
    Narda

  3. “La poesia, scrive Flaubert, è una scienza esatta, come la geometria” scriveva Claudio Magris qualche tempo fa. La poesia è anche geografia, una geografia dell’anima senza la quale continueremmo a passare da un luogo all’altro ma senza abitarli. Continua Magris “Per conoscere il nostro tempo – per conoscerci, per sapere come abbiamo vissuto o non vissuto, come la Storia si sia intrecciata ai nostri amori, alle nostre pulsioni, ai nostri bisogni intimi e fondamentali – occorre rivolgersi ai poeti.”

  4. Interessante questo giro poetico del Salento, degli autori citati avevo letto solo Toma, e da poco una decina di poesie di Vittorio Bodini, poesia di cose vive, gli occhi d’acini d’uva, il basilico, il polpo sbattuto, tenute insieme con una sola punta di surrealismo, ricorda De Pisis.
    La “chiara luce” mediterranea e netta che traspare da tanti versi di Abele forse ha proprio lì il suo seme.

  5. Sono d’accordo con Giancarlo Locarno sull’accostamento di surrealità tra De Pisis e Bodini ( certe volte ci sono intersecazioni efficacissime fra le varie arti), ma ci sono altri pittori salentini poco noti, come della Notte (che Abele ha messo in copertina), Gabrieli e Sponziello che rendono ancora meglio, più pregnante , l’idea della poesia di Bodini, in cui i cromatismi hanno notevole rilievo.
    la luce mediterranea Abele se la porta da casa (essendoci nato nel Salento), ma i suoi versi sono pur sempre frutto di innesti ed esperienze bodiniane. Nessun poeta salentino può prescindere da tale retaggio. Bodini ha conferito internazionalità, diciamo pure universalità al Salento e ai suoi straordinari paesaggi, umori, costumi, storia, usanze; un qualcosa del genere aveva fatto la Deledda con la sua Sardegna e le hanno conferito il premio Nobel per la letteratura, Bodini invece – il suo è un destino da poeta maledetto – lo ricordano ancora in pochi. Ma nel gioco del rimescolamento delle carte ( anche Dante fu per secoli completamente dimenticato) verrà anche il suo turno, voglio sperare.
    Un saluto alla cara Narda.
    Augusto

  6. Grazie, Giancarlo. Come dice Augusto, Bodini è imprescindibile. Del Salento ha fatto il centro di una vicenda esistenziale che lo vede profondamente partecipe ma anche critico intransigente di una cultura fondamentalmente chiusa e immobile. Si tratta tuttavia di un Sud che va oltre i confini geografici; un Sud dell’anima confluito in una cifra stilistica molto originale, frutto dello studio e della traduzione di poeti come Lorca e Alberti.

  7. Carissimi, oltre al Salento ci sono altre terre: comprendo che l’Oriente con noi è stato cortese, ma adesso i miti da parte oppure ci arrotiamo.
    invio versi:

    ( omaggio a C. B. )
    Beffa fittizia

    Non euclidea
    geometria del tempo
    perché, fino a quando e qual è la mia colpa?
    Se la maschera è un papiro egizio
    e meso-tavoletta
    perché i poeti quando non c’è Canto?
    Rachab ha lingua d’occhio
    e labbra di cervello:
    i flauti sotto le mura sono madreperlacei.
    È nato superH, ma non sarà europeo.
    Venite a visitare quello che fu una volta
    un Salento Felix:
    Ciò che ero e non fui mai
    Ciò che non ero e che mai sarò
    Ciò che sono e non sarò mai
    Ciò che non sono e non fu mai
    Ciò che non sono stato e che non sarò mai
    Ciò che sono stato e che non fui mai
    Physis intestinalis…

    Aprile è il mese più imbecille
    Aprile è il più imbecille dei mesi

    Sibylla, è una mancanza di presenza
    che ci disunisce in una dolce villa.

    “Tu che sei che sarai mai stata
    il ben de’ fiori lontano dal fiorir
    gioisce in me nel certo ch’è l’attesa
    del non mai più andare”

    (Siamo difesi, è ormai presto) non ci porta via
    un’altra, immaginabile rovina.
    Oh non orribile squarcio di coltello!
    Il mio corpo, la mia figura ringiovaniscono!

    Ma l’Occhio di Dio, il tuo, lento penetrai
    e inesorabile la tua rosa oscurità mutò in rovina
    l’Onnisciente: il flauto mio compatto

    antonio sagredo

    Vermicino, 22 febbraio 2005

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