Augusto Benemeglio: Rocco Scotellaro, fragile messia

 

Augusto Benemeglio – Rocco Scotellaro Fragile Messia pdf

Terlizzi, 20 luglio 2013. Festival per la Legalità.
Recital su Rocco Scotellaro a cura di Augusto Benemeglio:

5 pensieri su “Augusto Benemeglio: Rocco Scotellaro, fragile messia

  1. Un omaggio appassionato e lucido, come nelle corde di Augusto, a Rocco Scotellaro a sessant’anni della morte. L’invito inoltre al recital che Augusto terra’ a Terlizzi il 20 luglio.

  2. A Rocco Scotellaro si è ispirata un’antologia di poeti italiani dal titolo emblematico di “”ROCCO SCOTELLARO OLTRE IL SUD” (a cura di Francesco De Napoli, Venafro, Edizioni Eva, 2003).
    La figura del poeta, in quell’occasione, nel 50° anniversario della sua morte, è stata per così dire calorosamente accolta da alcuni autori italiani, sensibili al suo messaggio e impegnati in prima linea nella difesa della scrittura e,contro gli abusi del potere.
    Vorrei qui ricordare i loro nomi:
    Leonardo Sinisgalli, Albino Pierro, Michele Parrella, Raffaele Nigro, Paolo Broussard, Domenico Cara, Maria Benedetta Cerro, Walter Chiappelli, Maria Rosaria D’Alfonso, lo stesso autore Francesco De Napoli, Ninnj Di Stefano Busà, Piero Ferrari, Amerigo Iannacone, Aristide La Rocca, Maria Grazia Lenisa, Angelo Lippo, Costanzo Liprandi, Elvio Mancinelli, Rosalba Masone Beltrame, Giuseppe Napolitano, Paolo Ruffilli, Edio Felice Schiavone, Leonardo Selvaggi, Jolanda Serra, Giovanni Tavčar e Liliana Ugolini.
    Concludo menzionando inoltre il contributo alla discussione sul poeta degli interventi posti in apertura nella suddetta antologia.
    Ad Augusto Benemeglio e Neobar, per l’interessante e valido studio presentato, vanno i complimenti della sottoscritta ed un grazie a nome della poesia!. Marzia Alunni

  3. Grazie , Marzia. Ne abbiamo bisogno. Ho ridotto il recital a 35-38′ , perchè Pasquale ha un programma vastissimo nel suo encomiabile festival per la legalità, e ci ho inserito un video per immagini e musiche, che accompagnerà la declamazione vera e propria . Certo non ci sarà gran tempo per provare le voci ( la sorella Antonietta, la Madre, una voce diciamo molteplice che fa da commentatore, Levi, Montale, Prisco etc.)ed io stesso che fo il narratore ; però Scotellaro me lo porto da casa, e quindi lo provo ad usura. Non vi anticipo che profilo ne viene fuori, perchè spero di poterlo reiterare in altri posti, Roma compreso. E magari, chissà , farvelo vedere in un filmato. Una cosa è certa: rimane la originalità assoluta – checchè ne dicano i nipotini di Togliatti – della poesia scotellariana, con i suoi ” gridi” della terra che sono quelli dei mugik, dei peones, dei cinesi a cui il grande Mahler nel suo meraviglioso “Canto della Terra” ( una sorta di decima sinfonia di cui ho inserito l’inizio in copertina ) , un ‘opera lacerata , sensibile profonda, esoterica, con la sua strana eco della poesia orientale che risulta sempre più cripitca, che va al di là del semplice significato delle parole, che ha il sapore ineluttabile dell presentimento della morte, come il grido di Rocco nell’ultima poesia alla Madre ( “O mio cuore antico/topo solenne che non esci fuori/sei giunto alla fine del tuo cammino…”) Anche lui, – dopo aver combattutto come un vero capitano, un guerriero limiti , alla conquista delle terre – anche lui , come il grande musicista, era diventato quasi passivo, facile preda delle avversità, inerme di fronte alle calamità della natura e della cattiveria umana. L’umiliazione della prigione lo aveva praticamente ucciso. E il grido della terra, il grido della libertà, è fatto giorno, gli morì in gola.Questa è quasi sempre la fine che noi riserviamo agli uomini (rari) che hanno smisurato cuore e grande amore per i loro fratelli , e quel grido dilacerante di riscatto, di riscossa per la propria grande rossa terra del sud che gli rimane strozzato nella gola.
    Scusate il pizzico di retorica. Ma forse ci voleva.
    Un abbraccio
    Augusto

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