Michelangelo Zizzi/Poesia

A Sud del Sud dei Santi. Sinopsie, Immagini e Forme della Puglia Poetica. Cento anni di Storia Letteraria” (LietoColle) a cura di Michelangelo Zizzi

a sud del sud dei santi- lietocolle (1)Linea Borbonica 

L’ottimo, macchinoso, cerebrale, coltissimo Flavio Santi a più riprese in articoli e saggi vari, parla di una Linea Borbonica, come di una condizione di scrittura che interesserebbe la poesia meridionale.

Di là dagli argomenti di geopolitica generale della letteratura esiste una siffatta cosa? Di là dalla naturale disposizione del genere umano a catalogare e descrivere per tassonomie, insiemi?

Secondo noi sì e si tratterebbe di qualcosa determinato da almeno quattro fattori riconoscibili (almeno tre riconoscibili secondo le linee della consueta, stucchevole partizione epistemologica degli studi di politica ed etnologia degli ultimi secoli).

Innanzitutto c’è un fatto politico che esula dal significato di questo saggio e che è notorio: la questione meridionale.

Si tratta di riconoscere come la gestione politica italiana per almeno gli ultimi cinque secoli in generale, gli ultimi tre in particolare, dalla unità di Italia specificamente e nell’ultimo secolo partitamente, abbia indotto a una separazione di usi, costumi, consuetudini le popolazioni del nord da quelle del sud.

Che tutto ciò debba rifulgere anche sulle condizioni di una lingua letteraria ci sembra fuor di discussione.

C’è poi una questione di stampo affatto linguistico. Il sud, fatte salve le circostanze in cui si manifestano dialetti o idiomi del tutto isolati (penso alle aree arbresch, al grico salentino, al provenzale di alcune zone foggiane, etc.) è un formidabile contenitore di lingue sommatamente omogenee nel quale si dimostrano due aree di macroglosse: il napoletano-barese e quella siculo-calabrese-salentina. Basti vedere una cartina di geografia linguistica per accorgersene. Che una lingua sia anche un modo per interpretare il mondo è fatto notorio. Si aggiunga che il sud Italia per essere stato maggiormente interessato di quanto lo sia stato il nord da colonizzazioni di razze straniere per millenni, ha un vocabolario più stratificato, ricco, variopinto.

V’è poi una condizione di geofisica, di astronomia della percezione, di geologia dei materiali, di archeologia finanche.

La luce del Sud (ma ne ignoro i motivi), in particolare quella pugliese a differenza di altre zone italiane, ha una profondità, una cromatura, una capacità di rifrazione, enormi. Così, almeno, mi hanno narrato pittori e fotografi. La Puglia è assieme alla Sardegna e persino prima del Lazio, la regione più archeologica d’Italia per quantità di siti: l’unica che conta più di una settantina di menhir censiti e numerosi dolmen.

La pietra della Puglia in particolare ha caratteristiche di carsicità eccezionali e le sue grotte sono tra le più rinomate al mondo.

Esiste tuttavia un’ultima condizione che non tralascerei per tentare di definire i confini della supposta Linea Borbonica.

E consiste in quello che di irreparabile si trova direttamente all’interno di un filone mitico, ciò che resta della leggenda, il fulcro di ogni eredità che discende per via di luce dall’aver avuto natali divini.

Cerco di essere meno generico.

Il punto è che il sud Italia, e in questo caso la Puglia, hanno una fondazione mitica o meglio plurimitica consolidata, risultato delle massime e mirabili presenze che si sono aggiunte nei secoli.

Aristosseno e Archita sono di Taranto; San Pietro approda presso Bevagna, vicino a Manduria dove scorre un fiume miracoloso, il Chidro; le isole Tremiti furono fondate da Diomede; Pitagora come Apollonio di Tiana compariva nello stesso giorno ora a Metaponto, presso la quale aveva una scuola che si estendeva in tutto l’arco ionico, ora presso Sibari; presso Castel del Monte o a San Nicola di Bari è custodito il Graal; la cattedrale di Otranto mostra col suo mosaico la prima evidenza iconologica del ciclo arturiano; i trulli sono presenti solo in questa regione (fatta eccezione per costruzioni simili, ma ben più rare, in Cappadocia, Francia del nord, Irlanda, Egitto; e la mitica tomba di Minosse a Creta che ha forma di tolos); la leggenda del mago Virgilio è pugliese, giacché qui vi morì il grande poeta; le magioni templari sono diffusissime e le loro tracce ancora visibili tra le città d’arte e Sovereto; i normanni hanno fatto della Puglia il massimo centro di espressione architettonica e sacrale del loro impero.

Tutto ciò apre a una linea borbonica che definiremo mitica, intendendo il termine in modo interamente metaepistemologico.

Vi sono poi i meridionali e i pugliesi in particolare per caso o meglio per anagrafe. Coloro che sono nati in una certa regione e basta. Per cui può darsi che al di là del paesaggismo inequivocabilmente meridionale di un Vitagliano si abbia che egli sia difficilmente borbonico; oppure: è meridionale, mediterranea, borbonica la poesia mitteleuropea o italiana in senso generale se non cosmopolita di un Mansueto, la notevole ferocia turistico-linguistica di un Petrelli, la filigrana autoscienziale del regime stilematico di Bux, la ricerca di un sovrasenso ora nella lussureggiante ricerca linguistica ora nell’individuazione di fatti ginecomorfi e mistici di Fusco, la limpidezza ironica e la sottigliezza nell’intelligenza del verso di Desiati, che pur romanziere di alto livello, esordiva, molto giovane, in poesia?

Ho citato autori notevoli, che sono pugliesi, ma poco borbonici nel senso a cui accennavamo prima.

Per questo motivo non è stato del tutto facile trovare orientamenti e catalogazioni che valessero per tutti.

Del resto un simile discorso può farsi sempre e per ogni area geografica. Possiamo riconoscere anche in un poeta del nord il confinamento nella cosiddetta linea lombarda oppure dargli esclusivamente un’appartenenza di mera geografia. Tanto per fare un esempio, poeti anagraficamente milanesi da più generazioni, grandi poeti giovani come Inglese e Leone sono forse classificabili come afferenti alla linea lombarda? Evidentemente no

Certo gli autori da me stesso monografati (Bodini, Goffredo, Mastropasqua, Saracino), ma anche altri come Comi, Angiuli in parte, Schiavoni (che ormai merita riconoscimenti critici di livello a leggersi il suo ultimo lavoro) in parte, Seclì, rispecchiano quanto c’è nella poesia pugliese di linea borbonica e di orfismo, se quest’ultimo termine, al di là delle speculazioni che possano farsi si riconnette al privilegiare fatti fonetici e di scioglimento cosale fino a una vera e propria ossessione della rifrazione di luce su altri che si definiscono di significazione o di riepilogazione semantica.

La sfrenatezza, un certo esubero, una certa noncuranza dei fatti di relazione rispetto alle normative linguistiche e al lettore stesso che transiterà sul testo, sono caratteristiche della linea borbonica e dell’emittenza orfica.

I poeti che preferiamo non sono sarti che stanno tra le contrade come fossero luoghi per configurazioni cartesiane, ma sono nella condizione di diventare le contrade stesse, i crocicchi di nebbie di boschi o crochi, i fatti di luce della luce del Sud, l’evenienza stessa della luce, l’accordo sotterraneo tra un suono e una condizione dello stare.

In ogni caso, al di là delle nostre preferenze, che confesso, sono indotte dall’empatia per la poesia di passione (purché non sia generica, casuale, forzata e quindi stentata), tutta la poesia che è stata monografata, raccolta nell’antologia o su cui più profusamente si sono occupati i critici per zone geografiche, è poesia di rilievo, sia essa orfico-borbonico-meridionale, che della o dalla Puglia.

Michelangelo Zizzi

3 thoughts on “A Sud del Sud dei Santi. Sinopsie, Immagini e Forme della Puglia Poetica. Cento anni di Storia Letteraria” (LietoColle) a cura di Michelangelo Zizzi

  1. leggo: “…Il punto è che il sud Italia, e in questo caso la Puglia, hanno una fondazione mitica o meglio plurimitica consolidata…”, e, aggiungo, che, se un po’ tutto il nostro sud resta intriso dai possibili sensi del PLURIMITICO, esso il PLURIMITICO, npn potrebbe essere chiave di volta per idee fecondanti in tutti i campi del sapere (in senso lato)?? peraltro da anno lavoro sul concetto del “Cosmopolitismo delle Idee” e, qui, ne ritroverei conferme..

  2. Pingback: ISTANTANEE- Anna Maria Farabbi: A SUD DEL SUD DEI SANTI di Michelangelo Zizzi | CARTESENSIBILI

  3. Caro Michelangelo Zizzi, ma degli apporti notevolissimi di autori stranieri al Salento’ le cito soltanto il nome di Andrzej Nowicki, polacco, considerato forse il più frande filosofo ateista del secolo trascorso e che dedicò i suoi studi storico-filosofici-poetici ecc. al meridione, specie, pugliese, e al Salento in particolare: La figura di Giulio Cesare Vanini di Taurisano è il pretesto per affrontare come pochi, anche nostri studiosi meridionalisti (veda il Francesco Raimondi), tutto il ‘500. ‘600 e ‘700… fino ai nostri giorni, e come dire sprovincializzando finalmente certi stili e certi metodi di studio borbonici, vecchi e consuntissimi. E ho avuto con Nowicki una straordinaria e copiosissima corrispondenza a tutto campo: dai poeti filosofi e scrittori salentini ai poeti russi (sono slavista) e slavi in generale; dalla storia antica slava a quella tutta meridionale, e recente degli ultimi 50 anni.
    Egli si laureò nella “università sotterranea” del ghetto di Varsavia, dopo la guerra: il Salento poi che attratto da Vanini e da Vanini a tutta la storia meridionale e da questa ai legami intensi con la storia europea. Dunque conosceva come pochi le contrade salentine, le loro cronache e il loro sviluppo nei secoli. Non so quanti anni ha Lei, ma sono della generazione del passaggio agricolo-pastorale alla dannata industria. Il Nowicki, morto 92 enne circa tre anni fa.
    Antonio Sagredo
    ——————
    Le invio dei versi:
    a Andrzej Nowicki

    FRAGMENT…AZIONE

    Ti stai avvicinando al più lontano dei pensieri radianti:
    – quello che non esiste ancora e che possiede il tutto
    – quello che sarà in tutti i luoghi ancora sconosciuti
    – quello che rimanda la conoscenza ad altra conoscenza,
    come una risacca senza requie e che sa il mobile infinito.

    Il traguardo è già dietro alle tue spalle ed è un luogo
    conquistato, ma altri luoghi affollano nuovi pensieri
    e molteplici spazi aspettano i soggetti: quante filosofie
    ancora abbiamo da conquistare! Le Muse vogliono baciare
    l’ultimo frammento, invano! Brunite sono le parole nei cieli!
    L’imperfezione giuliana trionfa sul concetto monolitico:
    spazza via l’assoluto indegno, le totalità inutili!

    La parola-ingresso frantuma l’autostrada in milioni di sentieri!
    Rivoli di culture s’intrecciano, si assorbono, si superano…
    Lo specchio degli Artefici s’è rotto! Si spargono dovunque luminose
    scintille di pensieri: volano via le vele dei Saperi – per altre terre!

    Antonio Sagredo
    Vermicino, 16 settembre 2010

    ——————————————————————————————————————-
    con un gelato di corvi in mano
    a vittorio, a carmelo e a me stesso

    regressione salentina

    Con un gelato di corvi in mano
    torchiavo con le dita il grumo dolciastro di un mosto,
    sul capo mi ronzava una corona di gerani spennacchiati.
    Crollavano lacrime di cartapesta dai balconi-cipolle,
    giù, come vischiosi incensi.

    Squamata da luci antelucane l’ombra asfittica
    piombata come una bara, scantonava
    per la città falsa e cortese su un carro funebre.

    Nella calura la nera lingua colava gelida pece!

    Schioccavano i nastri viola un grecoro di squillanti: EHI! EHI!
    come un applauso spagnolo!

    Ma dai padiglioni tracimava il tuo pus epatico, bavoso…
    risonava un verde rossastro strisciante di ramarro,
    le bende, come banderuole scosse dal favonio, tra quei letti infetti…

    e brillava… l’afa!

    Scampanava al capezzale delle mie Legioni
    quel verbo cristiano e scellerato che in esilio,
    invano, affossò – il Canto!

    Ma noi brindavamo – io, tu e l’attore – con un nero primitivo,
    i calici svuotati come dopo ogni risurrezione,
    perché la morte fosse onorata dal suo delirio!

    antonio sagredo

    Vermicino, 11 marzo – 4 aprile 2008

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...