Augusto Benemeglio: Ungaretti – Il deserto, la memoria e la carne

I ritratti di Augusto

 

Ungaretti – Il deserto, la memoria e la carne (Augusto Benemeglio)

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7 pensieri su “Augusto Benemeglio: Ungaretti – Il deserto, la memoria e la carne

  1. Un altro memorabile ritratto dalla penna di Augusto. Purtroppo non ci sono clip su youtube degli interventi di Ungaretti nell’Odissea televisiva (a quanto sembra erano letti in diretta e non rimane nessuna registrazione). Non sono neanche riuscito a trovare il video della Zanicchi che canta ‘Un uomo senza tempo’ (Mi Viejo) a Ungaretti. Ho trovato invece, e spero di fare una sorpresa ad Augusto, la canzone nella versione originale, cantata da uno degli autori, Piero De Benedictis, in arte Piero, originario di Gallipoli ed emigrato da piccolo con la famiglia in Argentina:

  2. Caro Abele, mi hai fatto davvero un regalo prezioso. Disconoscevo questo cantante(prete?) di origini gallipoline ( è troppo giovane per il mio tempo,
    potrebbe essere magari il nipote di qualcuno che conoscevo a Gallipoli, il
    cognome De Benedictis è piuttosto diffuso nel Salento). E’ la stessa canzone,
    tradotta in parte in italiano ( ilt esto era metà spagnolo e metà italiano) che cantava
    la Zanicchi, allora giovane e molto sensuale ( si è guastata con l’età, ma soprattutto
    si è ” venduta” a un laido Mida come Berlusconi), che io avevo conosciuto direttamente
    proprio a Gallipoli, al “Costa Brada”, dove, insieme ad altri artisti ( ricordo le gemelle Kessler,il mago Silvan, Daniele Piombi, Claudio Villa) si esibiva durante la tourneè estiva. Trovo questo giovane Piero un angelo “disigillato”, come capita ad alcuni italiani ( uno
    per tutti l’attuale pontefice) che nascono all’estero da figli di umili emigranti e mettono il loro straordinario talento , fantasia e bontà , la loro storia e antica civiltà a disposizione della comunità. Magari questo succede in Argentina, la Nazione più “italiana” che esista. In America , a suo tempo , le cose andarono diversamente : abbiamo importato Al Capone e la lunga serie dei “Padrini”.
    Un abbraccio forte.
    Augusto

  3. Caro Augusto
    Piero De Benedictis è una gran bella scoperta per me. E’ nato nel 1945 ed emigrò con la famiglia in Argentina quando aveva tre anni. Conosciutissimo in America Latina, ha fatto parte di gruppi musicali d’avanguardia, si è opposto al regime militare in Argentina e ha passato diversi anni in esilio, anche in Europa.
    E’ su Facebook!

    https://www.facebook.com/video/video.php?v=1051196793925

    Mi viene il sospetto che il cantante nel video di Mi Viejo non sia lui

    Ma ti fara’ piacere sapere che e’ anche l’autore di una delle piu belle canzoni di Gianni Morandi:

  4. Augusto a proposito dei suoi “Ritratti”, nel libro:
    http://cartesensibili.wordpress.com/2009/10/13/associazione-culturale-%E2%80%9Cterra-d%E2%80%99ulivi%E2%80%9D-elio-scarciglia/ (ed. ass.culturale Terra d’Ulivi) dice

    – ” Ciascuno di essi mi ha insegnato qualcosa, a meditare sul senso della vita, della morte, della poesia, il mare, il vento, gli animali, le pietre, gli aranci e i limoni, le voci, le luci degli ultimi cieli. Talvolta mi è parso d’essere l’autore che cerca i suoi personaggi, ma è capitato anche l’inverso, che io fossi il personaggio in cerca di autori. E loro, i miei “ritratti”, ciascuno di essi, dal più famoso al più misconosciuto, sono stati i miei autori”.-

    Questo, grazie al suo modo di scrivere avviene anche nel lettore, ed è qualcosa di prezioso, non solo dal punto di vista letterario ma soprattutto da quello umano.

    Doris

  5. Bellissimo ritratto. Per me autodidatta, scoprire questi aspetti a me totalmente oscuri di Ungaretti, da sempre uno dei miei poeti preferiti, conoscendolo solo attraverso il filtro scolastico, è stato a dir poco sorprendente. Come tutti i ritratti di Augusto, mai scontati, profondi, intessuti dei suoi personalissimi e lucidissimi lampi d’intuito, capaci di creare innumerevoli trame nella trama, che può essere la vita di un uomo/artista/poeta, anche questo di ” Ungà “, poeta della prima tv italiana, di cui ho visto anch’io qualche filmato su youtube, restando colpito dalla sua faccia bonaria, da bambino ironico e vissuto, avvince il lettore facendo nascere in lui la curiosità fatta tutta di ammirazione nel voler conoscere e leggere anche Augusto.

    “E anche noi, allora ragazzini, lo ricordiamo bene quel volto di
    gran vecchio, antico profeta (ma a tratti anche con un ghigno mefistofelico), la barba
    candida, lo sguardo ammiccante” …

    Un saluto a tutti

    Fernando

  6. un incanto tutto!
    grazie ad Augusto per l’avvincente presentazione del Poeta, e ad Abele per ia sorpresa dei video.
    mi scuso della scarsa presenza, ma sto attraversando momenti difficili.
    ub abbraccio a tutti
    cri

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