Album selvatico. Poesie di Stefano Lorefice

lof

****

(Metadone blues part.1)

Gonfio di vita

aveva dalla sua tutte

le droghe provate, tutti gli

eccessi: un quasi-prodigio

di sopravvivenza. Ora, sorride

appena, mentre guarda

dove il fiume dirige ad ovest,

acque tranquille adesso; un tempo

rapide e gorghi di siringhe

e miserie umane.

****

Ignorare il disastro

servirà a un bel

nulla: ammesso che il nulla

basti all’ignoranza…

Sarà comunque marciare di

pecore umane, in fila

ottusa: finestre aperte

per cambiare aria

dove aria non c’è. 

(Da “Album Selvatico” nella sezione “La Creazione del Buio”)

****

Dopo una certa quota la vegetazione dirada, finiscono boschi e si compongono limiti fra territori sferzati dal vento e piste per tagliare incendi. A volte si scorgono piccole comunità umane che salgono in silenzio, con fatica e rispetto. File indiane lungo crinali, che le bestie del luogo osservano con sommesso bisbigliare; si spiega ai cuccioli che a valle ce n’è una marea infinita di quei bipedi farlocchi.

****

Dopo due giorni di neve era riapparso, lo davano ormai per spacciato, in realtà l’hanno ritrovato vispo, infreddolito, ma vispo. Parlava di bivacchi, forre e ghiaccio. In pochi notarono tutto l’attaccamento a cose semplici passare veloce nello sguardo. Fece il gesto di scaldarsi le mani con un soffio caldo d’aria dai polmoni rimasti.

(Dalla sezione “Istruzioni naturali per paesaggio”)

****

 Tu che portavi la spesa

da posti sconosciuti,

io che non sapevo cosa fare

di tutta quella benedizione di cibo;

poi si finiva all’amore

senza mangiare, aspettando

la fame e l’apri/chiudi

del frigorifero alle tre del mattino.

 ****

Sono lo scontro quotidiano,

la pace cercata, che spingono

a continuare. Si tratta

di una tazza di caffè,

un tavolo imbandito con pezzi

di pane e mattine chiare, friabili.

 

Un sorriso che tace,

pieno risplende di sé,

racconta tutto

e tutto accende.

(Dalla sezione “Utili conversazioni notturne”)

 ****

Arriverà il momento in cui

le cose torneranno al loro posto:

un contagocce di piccole pianure

e scorci di vallate prenderà a formarsi,

sommando elementi del paesaggio

a persone, sentieri conosciuti

e scorciatoie da selvatici.

In pochi metri sarà il sottinteso

di questa presenza

e cosi sia.

(Dalla sezione “Ipotesi sul ritorno”)

Stefano Lorefice (Morbegno – Settembre 1977) attualmente è tornato a vivere dove è nato, dopo essersi trasferito a Roma, poi in Francia per diverso tempo. Ha pubblicato le raccolte poetiche Frontenotte (Transeuropa Edizioni, 2011), L’esperienza della pioggia (Campanotto Editore, 2006), Prossima fermata Nostalgiaplatz (Clinamen, 2002) e Budapest Swing Lovers (Edizioni Clandestine, 2004). Nel 2010 è uscito il suo primo romanzo Il giorno della Iena (Eumeswil Edizioni), dopo la raccolta di racconti Cosmo Blues Hotel (Edizioni Clandestine, 2004).

Sito web: www.stefanolorefice.wordpress.com

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7 pensieri su “Album selvatico. Poesie di Stefano Lorefice

  1. Piccole e grandi sopravvivenze quotidiane, di “uomini e mondi”, creature anima_li e spazi, relativi a ognuno…

    …Si tratta

    di una tazza di caffè,

    un tavolo imbandito con pezzi

    di pane e mattine chiare, friabili.

    Poesie limpide, di una naturalità che disarma, ci si sente partecipi.

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