Albero di Natale: Pasolini, don Tonino Bello, Ciprì e Maresco

Johansen Viggo

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«Tanti auguri ai fabbricanti di regali pagani! Tanti auguri ai carismatici industriali che producono strenne tutte uguali!
Tanti auguri a chi morirà di rabbia negli ingorghi del traffico e magari cristianamente insulterà o accoltellerà chi abbia osato sorpassarlo o abbia osato dare una botta sul didietro della sua santa Seicento!
Tanti auguri a chi crederà sul serio che l’orgasmo che l’agiterà – l’ansia di essere presente, di non mancare al rito, di non essere pari al suo dovere di consumatore – sia segno di festa e di gioia!
Gli auguri veri voglio farli a quelli che sono in carcere, qualunque cosa abbiano fatto (eccettuati i soliti fascisti, quei pochi che ci sono); è vero che ci sono in libertà tanti disgraziati cioè tanti che hanno bisogno di auguri veri tutto l’anno (tutti noi, in fondo, perché siamo proprio delle povere creature brancolanti, con tutta la nostra sicurezza e il nostro sorriso presuntuoso).
Ma scelgo i carcerati per ragioni polemiche, oltre che per una certa simpatia naturale dovuta al fatto che, sapendolo o non sapendolo, volendolo o non volendolo, essi restano gli unici veri contestatori della società. Sono tutti appartenenti alla classe dominata, e i loro giudici sono tutti appartenenti alla classe dominante».
[da Pier Paolo Pasolini. Saggi sulla politica e sulla società, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, Mondadori, Milano 1999]

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e i nostri auguri scomodi:

Poeti per don Tonino Bello

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5 pensieri su “Albero di Natale: Pasolini, don Tonino Bello, Ciprì e Maresco

  1. Grazie a Flavia Schiavo per aver messo insieme l’albero a cui ho aggiunto i nostri auguri scomodi. Grazie anche a Silvia Ruggeri per avermi segnalato la canzone di Michele Lobaccaro. Tanti auguroni scomodi a noi tutti.

  2. grazie a te, Abele…. che come sempre pubblichi bellissimi frammenti, poesie, parti di libri, dando conto, in questa nostra difficile fase storica, di quanto idee, anima, pensieri siano moto di alcuni e siano direzione, obiettivo, “missione” per alcuni di noi, in modo diverso, e ognuno a proprio modo… i miei auguri di Natale, sono forse un po’ atipici, ma li sento molto miei e sento che sono aderenti a un’onda e a un’atmosfera complessiva difficile, e, per certi versi, dolorosa, soprattutto per chi vive un disagio sociale… e lo dico però in modo consapevole, ma ottimista e solare, vivendo gioiosamente questi giorni, per la vicinanza di persone care, per il calore intelligente degli amici, per la partecipazione dei miei studenti, un abbraccio a chi ama la poesia, la letteratura, il cinema, a chi ha rigore, intelligenza, rispetto….

  3. Cara Flavia, grazie a te, per quello che fai e l’entusiasmo che ti caratterizza. Sono tempi difficili non solo per ragioni contingenti ma soprattutto per il divario sempre piu’ profondo tra chi viene relegato ai margini e chi invece si rinchiude avidamente nel tornaconto personale e di “casta”. C&M ci hanno lasciato uno struggente canto della fine che Pasolini aveva per primo previsto. Pasolini come don Tonino Bello (profeta anche lui), sia pure da prospettive diverse (ma non certo opposte), aveva individuato anche le cause e proposto come rimedio il ritorno a una vita piu’ umana, individuando nel “bello”, nell’arte, una delle piu’ efficaci forme di resistenza.

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