Flavia Schiavo/Incipit/Narrativa/Truman Capote

Incipit (Flavia Schiavo) – L’arpa d’erba

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Truman Capote (1924-1984)

L’arpa d’erba
Quando ho sentito parlare per la prima volta dell’arpa d’erba? Molto tempo prima di quell’autunno in cui andammo ad abitare sul sicomoro. In un autunno molto remoto, dunque; e certo fu Dolly a parlarmene, perché nessun altro avrebbe pensato a quel nome: arpa d’erba.
Se, uscendo dalla città, imboccate la strada della chiesa, rasenterete di lì a poco una abbagliante collina di pietre candide come ossa e di scuri fiori riarsi: è il cimitero Battista. Vi sono sepolti i membri della nostra famiglia, i Talbo, i Fenwick. Mia madre riposa accanto a mio padre e le tombe dei parenti e degli affini, venti o più, sono disposte intorno a loro come radici prone di un albero di pietra. Sotto la collina si stende un campo di alta saggina, che muta di colore ad ogni stagione; andate a vederlo in autunno, nel tardo settembre, quando diventa rosso come il tramonto, mentre riflessi scarlatti simili a falò ondeggiano su di esso ed i venti dell’autunno battono sulle sue foglie secche evocando il sospiro di una musica umana, di un’arpa di voci.
Al di là del campo le tenebre del Bosco del Fiume. Fu certo in una giornata di settembre, mentre raccoglievano radici nel bosco, che Dolly disse: “Senti? È l’arpa d’erba, che racconta qualche storia. Conosce la storia di tutta la gente della collina, di tutta la gente che è vissuta, e quando saremo morti racconterà anche la nostra.”

The Grass Harp
When was it that first I heard on the grass harp? Long before the autumn we lived in the China tree; an earlier autumn, then; and of course it was Dolly who told me, no one else would have known to call it that, a grass harp.
If on leaving town you take the church road you soon will pass a glaring hill of bonewhite slabs and brown burnt flowers: this is the Baptist cemetery. Our people, Talbos, Fenwicks, are buried there; mi mother lies next to my father, and the graves of kinfolk, twenty or more, are around them like the prone roots of a stony tree. Below the hill grows a field of high Indian grass that changes color with the seasons: go to see it in the fall, late September, when it has gone red as sunset, when scarlet shadows like firelight breeze over it and the autumn winds strum on its dry leaves sighing human music, a harp of voices. Beyond the fields begins the darkness of River Woods. It must have been on one of those September days when we were there in the coods gathering roots that Dolly said: Do you hear? that is the grass harp, always telling a story – it knows the stories of all the people on the hill, of all the people who ever lived, and when we are dead it will tell ours, too.

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