Maurizio Manzo: L’incanto Sardegna


http://orso52.blogspot.it/2010/12/disperazione_17.html

 
Di questo incanto
che non seduce
insudicia la vita
non fartene ragione
non è questa tua terra
che lo diffonde
che ha sconfitto i sismi
e non ribolle
annegato i vili
cacciato gli oppressori;
non è del suo cuore
l’incuranza a oltranza
per i suoi figli
per la sua gente
ma dei suoi governanti
più bendati dei quattro mori.

Battono all’asta
la tua casa
speculano sul tuo lavoro
che poi svanisce
sotto gli occhi di tutti
le urla nel vuoto e
se ti dai fuoco
si parla della piaga
del vento
nella tua terra
circondata dal mare.
Quando richiedi
attenzione diventi
bersaglio
predatore predato
piagato nella dignità.

Non chiedi conto
solo di un pasto
ma di servire il loro
ingozzo
loro il trasporto
il loro essere
nel bene
l’imbottigliarsi il sole
rastrellare la sabbia
grattare rocce
spezzare il mare
sferzato dal petrolio
per la benzina
che solo respiriamo
guardiamo
e non tocchiamo.

Qui i ministri volano via
svincolano al dovere
volano
non come gli asini
che ci dicono di cercare
in cielo
con gli elicotteri
tenuti in moto
e ti osservano
esagitato diventare
un gesto
rimpicciolito
sempre più silenzioso
ingoiato dal rotore
diritto che scompare
cuore che non vede non duole.

Della gente mangiata
dal sale
con le croste di iodio
sopra gli zigomi
l’alluminio nelle narici
la silicosi nel destino
cresce il mormorio
marmoreo.

Advertisements

14 pensieri su “Maurizio Manzo: L’incanto Sardegna

  1. Sardegna come “metafora”, come diceva Sciascia per la Sicilia, di tutto un Paese martoriato su cui si avventano famelici gli stessi di sempre a spartirsi i resti. Sardegna come un’infanzia, nell’assistere sgomenti, da parte di chi ci vive da sempre, alla vendita all’incanto. Possiamo fare qualcosa? Certo, non se ne può più, i tempi sono più che maturi.

  2. Terra schiva e schiva dei potenti, con le rughe incise sul volto come sulle cortecce delle sue querce, sono certa che saprà risorgere, rinata, ripulita, le sue ceneri volate, i capi non più piagati e piegati.

  3. Bellissime parole, considerazioni espresse nel linguaggio cui è impossibile sfuggire, però…la foto ritrae un momento molto antico della cultura sarda, su Carrasegare…se quelli di Otzana passano da qui…

    1. Ciao Maria, ho chiesto l’autorizzazione all’autore della foto, che mi ha concesso…era appunto importante un richiamo immediato alla terra, e questa foto, che ha il titolo disperazione, mi sembrava farlo in modo inequivocabile, proprio per la sua arcaica espressione, rappresentazione.
      un caro saluto a te e a chi ha letto.
      mm

      1. Ciao Maurizio, il motivo della scelta di questa foto è chiarissimo, la suggestione che volevi aggiungere a quella delle tue immagini in parole è immediata ed efficace. Proprio per questo mi sono permessa di entrare in questa foto un po’ di più, di conferirgli un carattere ancora più preciso, pur ignorando se si tratti in effetti del Carnevale di Otzana; perché nei riti antichi della Sardegna c’è una forza incredibile, che sostiene i sardi da millenni e mitiga la loro disperazione. Allora mi piace pensare ai boes che avanzano a passo cadenzato, danzando e ai loro campanacci che non si possono ignorare…come un richiamo di bellezza, di grazia e profonda cultura, che ricordi al resto del Paese di cosa si sta in realtà dimenticando.Volevo esprimerlo in modo scarno, rude, fisico, spavaldo ed anche piuttosto polemico. Come lo esprimerebbe un magnifico boe, suppongo. Un sorriso e grazie per aver ascoltato.

  4. nel leggere questa composizione, intrisa di sens i civici, mi sovviene quel volto di enrico berlinguer segnato da solchi densi di aristocratica intelligenza, i miei complimenti a m. manzo..
    r.m.

  5. Sferzante atto d’amore verso la tua terra Maurizio, che come Abele ha già detto più su, ricordando Sciascia, diventa metafora di tutta l’Italia.
    Come diceva qualche altro grande che adesso non ricordo “la fortuna è questione di geografia”. Così, come i fatti ultimamente dimostrano ampiamente, nonostante alcune zone del paese siano più ricche e “più fortunate”, hanno gli stessi mali delle zone “meno fortunate”.

    Complimenti!

    Fernando

    1. Vero, Fernando, grande atto d’amore che rimane lì e non cambia le cose…i mali, prima o poi, arrivano a toccare tutti, e questa “graduatoria” la crea appunto la ricchezza e la “fortuna” del proprio contesto…come dire, piove sul bagnato!
      Grazie, Fernando
      un caro saluto
      mm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...