Mando telegrammi (Mando telegramas), poesie inedite di Anna Ruotolo (traduccìon por Jesùs Belotto)

Anna Ruotolo

*
Volevo dirti che solo oggi
è nato tutto.
Quelle case e quelle canzoni
– quante, quante, quante –
nelle mie ginocchia.

*
Avevo quattro vacche
grasse e quattro magre.
Sono andata al mercato dei pegni.
Son tue, per te.
Le impegno, le abbandono un poco
per poterti riacquistare.

*
Correva come niente
e come nessuno
pure il sole.
Numeri e tazzine
lanciavo dal davanzale.

*
Mando questo telegramma.
Oggi è la prima aria di neve
tu starai in un questo o in un quando
o in un certo chissà.
Oggi perderemo qualcosa insieme
nello stesso momento
una fedina, una verdura per la strada.
Qualsiasi cosa. Una cosa che non si
trattiene. Viene a cercarti.
La tua, viene a cercarmi.

*
Qui dicono non arriverai
a tavola pronta
fumante verso il soffitto.
Ma loro non lo sanno che si riducono le stanze.
Mente il metro, è sempre notte.
Io sono tutti.

*
Ogni tanto mi accumulo
su una parte del letto.
Faccio una montagna al buio.
Uccelli e pesci mi toccano i piedi,
mi allungano le dita.
Mi dico: chissà, verranno
finalmente per parlare.

*
È una bella precisione
il tuo volto.
Se ti appoggio sul foglio
hanno virgole e misteri
i tuoi occhi. E le orecchie.
E i denti.
Sono la cosa più bella mai
scritta. Tutti vi entrano
e vi escono. Dopo ti cercano
in strada, nelle facce di ognuno.

*
Quería decirte que sólo hoy
todo ha nacido.
Esas casas y esas canciones
– cuántas, cuántas, cuántas –
en mis rodillas.

*
Tenía cuatro vacas
gordas y cuatro flacas.
He ido a la casa de empeños.
Son tuyas, para ti.
Las empeño, las abandono un poco
para comprarte de nuevo.

*
Corría como nada
y como nadie
el sol siquiera.
Números y tacitas
lanzaba desde la repisa.

*
Mando este telegrama.
Hoy es el primer aire de nieve
tú estarás en un esto o en un cuándo
o en un cierto quizás.
Hoy ambas perderemos algo
en el mismo momento
un anillo, una verdura por la calle.
Lo que sea. Una cosa que no
aguanta. Va a buscarte.
La tuya, viene a buscarme.

*
Por aquí dicen que no llegarás
a mesa puesta
humeante hacia el techo.
Pero ellos no saben que las habitaciones se reducen.
El metro miente, siempre es de noche.
Yo soy todos.

*
A veces me acumulo
a un lado de la cama.
Levanto una montaña en la tiniebla.
Pájaros y peces me tocan los pies,
me tiran de los dedos.
Me digo: quién sabe, vendrán
al fin a hablar.

*
Es una bella precisión
tu rostro.
Si te dejo en la hoja
tienen comas y misterios
tus ojos. Y las orejas.
Y los dientes.
Son la cosa más bella jamás
escrita. Todos entran
y salen por ellos. Luego te buscan
por la calle, en todos los rostros.

***

Anna Ruotolo (1985)vive in provincia di Caserta. Ha pubblicato  Secondi luce (LietoColle, 2009 – seconda edizione 2011) e Dei settantaquattro modi di chiamarti (Raffaelli editore, 2012 ). È presente in varie antologie tra le quali si segnalano: Quattro giovin/astri (Kolibris, 2010), Raccolta di poesie (Subway edizioni, 2011), La generazione entrante. Poeti nati negli Anni Ottanta (Ladolfi editore, 2011 – a cura di Matteo Fantuzzi e con una prefazione di Maria Grazia Calandrone). Suoi testi sono apparsi in riviste nazionali e internazionali e in blog letterari (Poesia [Crocetti], Capoverso, Poeti e Poesia, Italian Poetry Review, La Clessidra, Absolute Poetry 2.0, Neobar, L’occhio del pavone, Blanc de ta nuque, Imperfetta ellisse, Poetarum Silva, Ut, Gradiva…). Scrive recensioni, è redattrice del mensile MyGeneration e del blog collettivo Corrente Improvvisa. Gestisce il sito personale www.annaruotolo.it e il blog letterario SpazioPoesia.2 (http://spaziopoe.blogspot.com). Dal novembre 2011 con il violinista Edo Notarloberti e la pianista Martina Mollo porta in giro lo spettacolo di musica e poesia “Sull’amore, forse”.

Jesús Belotto (Elda, 1985) è traduttore e dottorando in traduzione letteraria all’Università di Alicante. Ha partecipato come traduttore all’antologia Poesia francese contemporanea (Murcia, 2008) ed è contenuto in Tiniebla original (Alicante: Logos, 2010). Collabora con regolarità alla rivista digitale Poe+, per la sezione di traduzione poetica “Polyphónikas”. Una luz de relámpagos è la sua prima plaquette.

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22 pensieri su “Mando telegrammi (Mando telegramas), poesie inedite di Anna Ruotolo (traduccìon por Jesùs Belotto)

  1. Poesie fresche, “saltellanti”, cantano la pienezza dell’amore, la sua irruenza spiazzante. Esperienza contagiosa per chi legge. Molto apprezzate.

  2. un grazie di cuore a Pasquale Vitagliano che ha voluto pubblicare questi miei testi recenti in un bel blog quale è Neobar. Un grazie anche a Loredana che, benché ci sia stato qualche problema nel layout (in realtà sono sette piccole poesie con relative traduzioni), ha apprezzato così tanto.
    E poi ne approfitto per ringraziare pubblicamente Jesús per la collaborazione e la pazienza.

    anna ruotolo

  3. Ciao Anna, e’ sempre un grande piacere leggerti. Grazie per queste poesie” fresche” , come dice Loredana, e molto evocative. Grazie anche a Pasquale e al traduttore. Spero vada meglio con il layout…
    abele

  4. Anna Ruotolo, con questi “Telegrammi”, sta ritagliando e sfrondando lo spazio lirico delle sue prime prove. E’ più sulla battuta, si direbbe in termini musicali, più sull’oggetto con un fraseggio martellato e una grande nitidezza di segno. Speriamo di vederli presto stampati, questi “Telegrammi”. Complimenti ad Anna, che sta crescendo come poetessa nel senso e nella direzione migliore, che sperimenta nuove vie, che è già arrivata a parole necessitate e serie.

  5. la nitidezza telegrafica e poetica del telegramma, di cui il seguente verso potrebbe essere la stelegramma di rosetta: “oggi perderemo qualcosa”. ed ecco prendere corpo una minima (minimale) fuga di parole, costretta addosso al foglio, che proprio nella sua frammentarietà bidimensionale acquista fascino e potere comunicativo/evocativo. vieppiù, visto che la capacità di sintesi e il nitore sono qualità che assai spesso difettano al poeta, a maggior ragione queste righe m’appaiono “prezioso accumulo” di vita concentrata. sintesi e intensità, dunque, combinate con tale naturalezza da farmele percepire come una “qualcosa” sola (sintensità, forse).

  6. Sì, dice bene Malos: sintesi e intensità. e un talento indiscutibile.
    Quando lo sguardo allunga l’ascolto al sottobosco dove il seme.

    Versi vividi che nello “stralcio” assumono l’intero.

    complimenti.
    e un saluto a Abele e ai suoi ospiti.
    iole

  7. quasi degli haiku, che vanno in processione. i cambiamenti che sono ripetizioni, il passar delle ore, e il loro peso esatto. e il mondo si assottiglia in quelle oscillanti geometrie. brava ,anna, sei in una gabbia appesa al tempoi, sei a mezzaria , ora devi scendere o a-scendere..

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