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COSA FARE IN CASO DI TERREMOTO

Durante una scossa di terremoto non c’è molto tempo per riflettere.
E’ molto importante mantenere la calma e sapere subito cosa fare dovunque ci si trovi.

Se ci si trova all’interno di un edificio:

* cercare riparo sotto un architrave, i vani delle porte, gli angoli delle pareti: sono la parte più sicura;

* cercare riparo sotto un tavolo robusto per proteggersi dalla caduta di oggetti;

* non precipitarsi fuori dall’edificio se non ci si trova al piano terra e la porta d’ingresso non dà accesso diretto ad uno spazio aperto;

* non precipitarsi per le scale, fatelo con attenzione: sono una parte debole della struttura;

* non prendere l’ascensore, potrebbe bloccarsi.

Se ci si trova all’aperto:

* cercare riparo sotto il vano di un portone per proteggersi dalla possibile caduta di oggetti dall’alto (intonaco, tegole, cornicioni, vetri, ecc.);

* fare attenzione alle linee elettriche sospese.

http://crivalnestore.netfirms.com/comet.htm

croce rossa italiana

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3 pensieri su “

  1. vedo e penso e.
    la storia che abbiamo tanto infangato con le nostre stronzate si sta sgretolando. sembra un avvertimento della natura, anche lei deturpata dall’ingordigia umana. e intanto la gente muore, di tutto. ed altra, penserà solo al bottino.

  2. i terremoti delle ultime settimane erano previsti (l’ho scoperto consultando il sito dell’istituto nazionale di geofisica). d’altro canto, è noto che i terremoti sono scatenati da faglie che si muovono in direzioni opposte (e l’attività di risanamento del governo va avanti mentre l’economia del paese va indietro).
    insomma, qui balliamo anche senza orchestra, intanto che il titanic affonda. ci mancava anche questa…
    : ((
    ps: meno male che i “non precipitarsi” raccomandati dalla croce rossa italiana, non prevedono il “non precipitarsi al bagno”, altrimenti me la sarei già fatta sotto due o tre volte.
    ps2: non c’è da stupirsi se sono morti altri operai sotto i capannoni industriali: i sopralluoghi per verificare l’agibilità dopo la prima scossa NON prevedono che venga rilasciato alcunché di scritto se la struttura viene giudicata agibile, ma solo se viene giudicata pericolante o inagibile. ciò fa sì che in pratica, tranne le strutture palesemente danneggiate, va sempre tutto bene e si va avanti, poiché tanto nessuno è responsabile se poi capita qualcosa (nessuna firma, nessun foglio di carta… e verba volant)… sembra incredibile, eh? eppure vi assicuro che è così, come ho avuto modo di verificare in prima persona.

  3. Condivido profondamente le parole di simy e malos. Aggiungo che sarebbe ora di mettersi in testa che l’Italia e’ un Paese a rischio e non farsi trovare impreparati ogni volta. E non mi riferisco semplicemente alla prevenzione ma a tutta una cultura che va diffusa a partire dalle scuole. Partendo da domande fondamentali del tipo cosa fare, come comportarsi in caso di pericolo. Ho parlato oggi al telefono con un amico che vive a Bologna che quando ha sentito la prima scossa, era in casa, ha subito pensato di cercare un angolo dove proteggersi. Visto che abita al terzo piano, non si è precipitato per le scale come probabilmente avrebbero fatto altri. Ho pensato a quanti sono addirittura ignari di precauzioni come queste, a quanti senza volerlo intralciano i soccorsi, a quanti non sanno prestare nessun tipo di soccorso.

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