Anna Maria Curci/Calling Orson/Poesia

(Calling Orson) Anna Maria Curci

Anna Maria Curci – Con lievi mani, senza rete

Con lievi mani e cuore colmo
teso l’orecchio e sguardo attento,
fa’ che io non mi specchi a vuoto,
che riconosca, nell’altro te,
volto, voce e storia, suoi e tuoi.
Dona ali al mio passo, quando
chiama il bisogno, grida aiuto;
sappi frenarlo, dilegua la
mia fretta e pigrizia di ascolto.
Lievi mani sentirò allora
sul capo, lievi mani darò,
senza rete: la rete sei tu.

 

 

8 thoughts on “(Calling Orson) Anna Maria Curci

  1. E’ bello questo volersi lasciare catturare dall’altro “Con lievi mani e cuore colmo” intrecciando l’ascolto dell’altro e il dono di sè in una “rete” che va oltre il mero relazionarsi superficiale. E’ la costruzione di un tessuto fatto di disponibilità, di crescita, di scambio. E’ la vita!
    Grazie Anna Maria per i tuoi versi: sono un’autentica chiamata per tutti noi.

    Un saluto,

    Rosaria

  2. ” quando chiama il bisogno; grida aiuto, sappi frenarlo, dilegua la mia fretta e pigrizia di ascolto ”
    Stupendi questi versi che riassumono il tuo e il nostro, rilasciando un insieme.
    Brava Anna Maria
    Saluto anch’io, bello trovarsi tutti qua.

  3. purissimo spirito solidale questo di anna Maria, deve dilagare!
    qualunque cosa sia successa/vi succeda, se posso essere di aiuto, ditemelo! (scrivetemi in pvt)
    annamaria

  4. le parole come maglie (che non soffocano) tese all’altro, la preghiera che è insieme, è già, ascolto.
    Bella questa risposta al calling, Anna Maria, “un’autentica chiamata per tutti noi” come dice Rosaria.

    un caro saluto a tutti

  5. Anna Maria ci regala con la sua semplicità (nel senso di esplicitazione comunicativa direttissima ed effervescente) una emozione che rispecchia molto quell’immagine che ho di lei nella vita di tutti i giorni. Una poesia, quella della mia cara amica, “duttile” (cioè che si fa interprete del quotidiano e al tempo stesso riporta a dimensioni esterne ed estreme, facendosi musica) e che non perde mai il suo senso ritmico, in una prosodia rigorosa e sagace, fluida.
    Grazie per il post

    Con tutta la poesia del mondo

    Antonio Bux

  6. CON LIEVI MANI, SENZA RETE

    Con lievi mani e cuore colmo
    teso l’orecchio e sguardo attento,
    fa’ che io non mi specchi a vuoto,
    che riconosca, nell’altro te,
    volto, voce e storia, suoi e tuoi.
    Dona ali al mio passo, quando
    chiama il bisogno, grida aiuto;
    sappi frenarlo, dilegua la
    mia fretta e pigrizia di ascolto.
    Lievi mani sentirò allora
    sul capo, lievi mani darò,
    senza rete: la rete sei tu.

    LA VOCE

    Sale la voce ed io salgo alla voce, ché sia vostra, e non solo mia. Forse la voce sfiata il suo coraggio e il suo rito – le parole non contano, si confondono in canto… Instaurano il confine da cui partire, questo traguardo a cui tornare e dar voce. Salgo alla voce e trovo la tua che sento mia, nostra: è un canto strappato e rinato dal silenzio, ombra accordata nel cuore.
    Inno e laringe della luce.

    Ogni Bene a tutti
    Nina*

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