E-book Neobar/Malos Mannaja/Narrativa

Malos Mannaja: La libreria Feltribelli

Esterno inverno.

Interno inferno, effetto sauna.

Nella boutique della cultura, sei termoconvettori scoreggiano venti roventi sommandosi al calore umano: ascelle a libro aperto già sanno di perifrastica passiva, mentre un nebuloso brusio di musica fusion piovigginando sale ai colli sudaticci dei clienti.

by malos mannaja

clicca sul titolo: malos-mannaia_libreria-feltribelli-ristampa-2016

17 thoughts on “Malos Mannaja: La libreria Feltribelli

  1. a occhi chiusi, cioè aperti :), appena raggiunta la pagina di neobar, vista l’immagine, nemmeno letto il titolo, ho detto Malos!
    Adesso ho scaricato il pdf. stasera lo leggo.
    ma che gioia vederti in linea!
    bacioni – e grazie ad Abele che sa come (s)covare le sorprese :)

  2. da qui, non so il perchè, non riesco a scaricare il file: abele potresti per favore inviarlo via mail? grazie e scusami per l’eventuale disturbo.. cn amicizia
    r.m.

  3. Tracannato come un Sam Francis! Che dire? Niente, va bene così, ha già espresso tutto Malos. C’è tutto e più di tutto. Scrittur/azione effervescente, ballerina, provocatoria, puntuta, intellighiotta, nonchè al cardodipalma. Una critica ‘snobbante’ eppur sanguigna, redatta vivisezionando certosinamente il merdaio italiano editoriale, avvalendosi di un bizzoso bisturi che nulla ha lasciato d’intentato negli ottenuti intenti.
    Sagace e performante il titolo, nella fattispecie evocante una stilettata negli stinchi in stile ‘dallarussiaconamore’ alla passerella Feltrinelli coffee-shop con tedioso merchandising girevole cartolinaro. Un loco di cultincontro per amanti della cultura soffice preconfezionata, dissimulata in realtà, in un reale speed-date come tanti. Gaio di aver incrociato un mio fratello-sommo paraculo anch’egli di quasi mezzo secolo- che ragiona simile-simile al sottoscritto e che qui ora ne vuol elogiar la vertiginosa Rocky Mountain pen. Credevo di esser un tonno fuori dalla tonnarota qui in mezzo a questa grandeur di Poeti veri; ma ora mi sento grandemente meno solista. Lunga vita a Malos! Baci et abbracci, pur’anche!

  4. Che la mia gioia di leggerti sia la lettura l’ho già detto :)
    e bello il commento di g.! Va proprio al punto, anche se qui, come sempre in malos, è un vortice continuo, molto umano, epperciò che molto sfugge, non scontato.

    Stile Feltri-belli per una coltura in provetta di pagine addomesticate e ben plastificate, a ben vedere pasticche…
    “ab libritum” scrivi, con le tue solite impennate lessicali (i libridinosi e la *fellectio* magistralis, lo *spreadicatore sono fra le chicche), “per sentirvi leggere, è sufficiente leggere!”, la cultura a chili, un tanto per, epperò a chili leggeri, per un’analisi impietosa, ma con pietas, del “mercato” scribacchino, buono, forse solo, per pellet (bellissima trovata da autodafè per autocombustione)
    dove il pesce, anchesì azzurro…, fra “le cosce a libro”, il pesce cliente, parvenue di lettore o scrittore, si abitua all’autoerotismo, dunque egotico, immerso in un magna magnum intruppato, falsatamente godurioso, come intruppati e comparse sono i personaggi convulsi, ma siamo o no fratelli? :) – in transito.

    Insomma Feltribelli come una clinica della salute della cultura, come una gran babele iperproduttiva e posticcia, non alla macchia (di inchiostro), ma anzi in bella vista, che ci mostra cumuli di pagine pagine non più bianche come tante mutande al vento di flatulenze …
    ah il malos che è tornato!

    un bacio(né)

    Grazie, anche naturalmente, ad Abele

  5. E’ sempre un grande piacere, Margherita, ospitare il Malos. Grazie a te, al Brunelli, che di Malos sarà stato compagno di banco o di bisboccia, a Massimo e a Roberto che saluto caramente (ti mando quanto prima il racconto, Roberto).
    Aggiungo che, oltre a deliziarmi, il racconto mi ha lasciatao un po’ di malinconia. Malinconia per quei tempi quando I libri andavano a ruba, in cui la Feltrinelli di Bologna era anche punto d’incontro (Ricordo una volta, doveva essere d’estate, che all’ uscita dalla libreria di una ragazza con un cesto da spesa, scattò l’allarme. Mi aspettavo che la ragazza ritornasse dentro e invece scappò via. Con altrettanta sorpresa ricordo un commesso che prese a rincorrerla. Non ricordo se ero più preoccupato per le sorti della ragazza o curioso di sapere quale libro avessere rubato. Quando la ragazza capì di essere inseguita si fermò di scatto, intimò al commesso di non avvicinarsi, lasciò il libro per terra (era un volume d’arte) e si allontanò tranquilla.
    Aggiungo anche che, in occasione di queso eBook n.6 ,abbiamo aperto la nostra libreria (cliccare sulla pagina Neobar eBooks) – lib(e)ri senza prezzo per anime belle che non hanno ancora perso la voglia di scrivere e di leggere.
    Grazie Malos :)))

  6. Il racconto è davvero bello! Mi sorprende ognii volta lo stile di Malos, anzi mi sconvolge, ma per questo, mi attrae. E’ plastico, è vivo, dire che è teatrale è troppo poco!!! Surreale potrebbe essere un aggettivo più adatto, ma ancora non lo definisce pienamente. Ogni parola, ogni termine è di per sè una storia, una vicenda…

    Grazie Malos per la tua scoppiettante creatività,

    Rosaria

  7. ringrazioVi per la generosità (in tempi di feisbuc, leggere/reggere un racconto lungo richiede una disponibilità all’ascolto quasi estinta) nonché per l’indulgenza (siete tutti trooooopo buoni, e in questo periodo assai difficile mi rinfrancate un po’). nello specifico:

    @ massimo: ohi, gli amici mi chiamano *chuk nanorris*: il rischio è il mio mestiere. comunque grazie per avermi salvato : )

    @ r.m: chiunque altro mi avrebbe abbandonato a cuor leggero. debbo dunque ringraziare il cielo che la tua sensibilità t’abbia impedito di scaricarmi : )

    @ g: mmmm… se t’è sembrato che stessi *vivisezionando* il merdaio italiano editoriale, è evidente che mi sono espresso malos… non c’è più nulla di vivo là in mezzo: trattasi d’autopsia di pagine formattate in *rigo* mortis. per il resto, ebbenesì, direi che io e te siamo in buona sintonia e potremmo fondare un nuovo movimento *letterroristico* per combattere la dittatura del *poetariato*: che ne dici delle *brigate prose*? in seconda battuta, potremmo unire le nostre menti malate e portare avanti un progetto in quadrumania… in ogni caso, ti devo un grazie fraterno, dacché è stata proprio la lettura di “de sprofundis” a sbloccarmi da uno stato scemi-comatoso (era quasi un anno che non scrivevo nulla).

    @marghealla: chettidico, sorealla mia? l’affetto è totalmente ricambiato e pure la (mesta) sintonia è totale quando poni l’accento sull’epidemia di autoerotismo narcisicta che intruppa i singoli individui in un magna magnum di proporzioni planetarie, individui così mirabilmente addestrati a concentrarsi sui bi-sogni indotti dal mercato da non essere più in grado di essere (liberi di non avere). ne deriva che ormai tutto è prodotto su scala industriale, con tanto di linee di produzione ed imballaggi, noi compresi.

    @abele: ormai sei il mio unico contatto col mondo virtuale di internet: il mio grazie di esistere te l’ho esternato molte volte (e con *l’ostinanozione* che mi contraddistingue, ancora scriverollo ad ogni adesso). bella anche la versione “allargata” di neobar e l’idea della “libreria” copy-left open-source, come sai, mi trova strenuo sostenitore. avanti cosi!

    @rosaria: grazie per l’affetto e le parole buone. in effetti, la cosa più bella della scrittura, è che ogni termine ha inizio nuovamente con la parola successiva. epperò più che scoppiettante, credo d’essere soltanto un po’ scoppiato.

    bacioni a tutti e a rileggersi
    : )
    malost

  8. E’ una scrittura che prolifica come la vegetazione della jungla o la flora batterica che ricopre e decompone le vetrine coi libri di plastiche, in fondo all’enorme compostiera dovrebbe rimanere solo un po’ di humus, ho letto un articolo sulla biblioteca di Leonardo da Vinci, a Milano aveve 10 libri, mah..

  9. Divertente e ben scritto, molte citazioni letterarie e “sartoriali”, colto, snob e provocatorio.
    Meno male che ci sono le librerie, anche nei supermercati.
    Bravo Malos.
    Mannaggia, dovrò rileggerlo così ti rubo qualche frase o parola che mi piace.

  10. ohi, ringraziamenti, baci e abbracci (perdonate il ritardo) anche a:
    @francesca: che mi “ha scaricato” (ma io la amo lo stesso) : )))
    @confesisogoliae: che mi tracanna a mo’ di soluzione schoum per disintossicarsi : ))
    @tempodiverso: che superando la crisi d’astinenza s’era ormai disintossicata e adesso è ricaduta : ))
    @giovanni: che ha trovato anche librerie nei supermercati (oltre a supermercati nelle librerie) e a cui va il mio abbraccio più affettuoso per essersi sorbito i deliri d’un uomo colto… da demenza pre-senile : )))

  11. Il trito è sparso e si ricompone nel desiderio di ognuno a caso.
    Rosa Burrosa Gèrmina(l)ettrice infetta-nte sotto un gh(u)igno(ol) vulvare, in un crescendo increscioso di cellulosa estratta dalle nostre acque reflue.
    Vortirovinoso caro Malos, grandemente stordente e tutto come ha detto g precisamente “bisturato”, alla perfezione.
    Geniale il libro da “intonare al corredino”, il libro da vestire da esibire, i merchandising sono quello che ormai ci domina.
    Mi ha ricordato, specialmente il finale, Colloqui con il Professor Y. Di Louis-Ferdinand Céline tuo doppio collega…:))) ricordo che si creò un pretesto per delirare su tutto e soprattutto sulla letteratura e sulla grandezza del suo stile, qui non delirava, per arrivare al rocambolesco finale quasi da comica…libro che ho letto trent’anni fa e che non mi ritrovo per la “condivisione” a te cara…non me l’hanno mai reso…:))))
    Complimenti per il racconto e non smettere di scrivere!

    Un caro saluto

    Maurizio

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