Memoria pasoliniana di Roberto Matarazzo

Da ragazzo ebbi modo di conoscere Pier Paolo Pasolini in occasione di vicende legate alla Tristezza dei tempi. Lui, il Poeta, l’Artista, l’Uomo di Cinema fu incriminato per (presunte) oscenità a causa di alcuni frammenti filmici contenuti in una pellicola (non importa dire quale!), scene in cui corpi nudi tra il Maschile e il Femminile costituivano, molto semplicemente, inno gioioso ai sensi e al sensorio sentire altamente poetico del Nostro. Questa accusa di oscenità ebbe luogo nella mia città di residenza ma avrebbe potuto avere, quale teatro, un qualsiasi altro luogo della sterminata provincia italiana, lasciando sensazione di immensa malinconia nei pochi strati più avanzati del bel paese. Faceva parte del Collegio difensivo un mio congiunto, all’epoca noto Avvocato Penalista e, peraltro, convinto democristiano conservatore, sebbene assolutamente non miope sotto il profilo intellettuale, assieme ad altri Legali (mi sembra ricordare importantissimi Giureconsulti di Napoli e Roma) e gli incontri tra le parti avvenivano presso lo Studio Legale di zio L. V. che, coincidenza fortuita, aveva sede ove la mia famiglia aveva residenza. Poiché ero molto legato al mio congiunto e spesso trascorrevo ore in piacevole conversazione con Lui inventando, anche, notizie poco veritiere per la pagina locale di un quotidiano di Napoli, potevo non carpire, un pomeriggio, una certa aria nervosa, desueta??: stava giungendo il Maestro di cui già conoscevo tanto e che tanto tendeva ad entrare negli strati intimi di una coscienza in formazione. Giunse e: gentilezza, signorilità, acume, raffinatezza intellelligente ci conquistarono tutti ed io che mi lasciavo andare al Suo fare da grande intellettuale cosmopolita, immaginifico, mi lasciai sedurre da tanta immanenza umana e coltissima. Mi chiese di dargli del “tu”, ma, educazione borghese e senso di rispetto, a fronte dall’essere un seguace del Movimento Studentesco (’68 e dintorni), proprio lo impedivano provocando un sorriso ironico ben segnato sul bel volto scavato di Pasolini… ….poi il Processo, assoluzione, e di Lui resta un ricordo sensibile che resterà sedimentato nei meandri della mia coscienza. Ciao, Pierpaolo, solo ora riesco, dandoti del tu, a salutarti con senso di grande rispetto, nell’amarezza.

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14 pensieri su “Memoria pasoliniana di Roberto Matarazzo

  1. Ringrazio con “commozione” Roberto per aver accettato di condividere con noi questa memoria. Quando penso a Roberto mi immagino il suo sguardo. Uno sguardo che un giorno ha incrociato quello del poeta. E quando si incrocia lo sguardo di un poeta vero è un po’ come un miracolo laico.
    Grazie anche ai nostri lettori.
    PVita

  2. Grazie Pasquale per la proposta e grazie Roberto per questo tuo sentito omaggio al Nostro. Pensavo a come di fatto fosse poi soprattutto la magistratura ad avercela con Pasolini, molto spesso, infatti, uomini di chiesa hanno apprezzato e sostenuto il suo cinema. Mi è venuto in mente quel che riporta Laura Betti in “Pasolini, cronaca giudiziaria, persecuizione, morte” a proposito della Ricotta, forse il film che più amo di Pasolini; film accusato di vilipendio alla religione di stato e sequestrato da un sostituto procuratore cinefilo (si mise ad analizzare il film in aula), nonostante i consensi dei sacerdoti docenti dell’Università Gregoriana. Il magistrato in questione arrivera’ a chiedere per Pasolini un anno di reclusione senza il beneficio della condizionale. Il tribunale lo condannerà poi a quattro mesi, mentre la corte di appello assolverà Pasolini “perché il fatto non costituisce reato”.

  3. Grazie a te Abele. Anch’io amo la Ricotta. Credo che sia il film che più di ogni altro esprima con chiarezza la poetica civile di PPP: “Io sono una forza del Passato”. Ancora di più, nella splendida “messinscena” della crocifissione c’è il nucleo della sua lotta (che è prima di tutto – e come sempre – lotta con se stesso) tra realtà e rappresentazione. Questo corpo-a-corpo è ancestralmente la sfida che il Cristo ci lancia, oltre il mistero personalissimo della fede. PPP ha saputo esprimere la stessa potenza dei profeti.

  4. Bello questo ricordo di Roberto, che conserva tutto il riguardo nel porsi davanti a un grande poeta…lo si sente ancora oggi, ed è questo che rende emozionante quel tuo momento.
    Grazie a Roberto e grazie a Pasquale…e anche per me La Ricotta è grandissimo e contiene in se molto della ricerca di PPP…mi piace ricordare anche Cosa sono le Nuvole…altro gioiellino!

    ps
    Abele sistema il video se non appare…:)

  5. Grazie Maurizio, piace molto anche a me Che cosa sono le nuvole? Nei i cortometraggi la poesia è più concentrata :-)
    nei lungometraggi invece si fa prendere dalle digressioni politiche, filosofiche, etc.. un esempio Uccellacci e uccellini che contiene comunque delle parti di grande impatto.
    abele

  6. Interessante davvero questa impressione dell’incontro, un’impressione vera, ho pensato che anch’io immagino Pasolini così.

  7. …con-fusione perfetta…un tripudio di emozioni che scivolano lungo la strada che percorre i sensi unici…del nostro cuore… Grazie a Roberto che ammiro profondamente e al ricordo del Grande P.P.P. che ritrovo in-tatto tra queste immagini che colgo come frutti maturi….

  8. Bellissimo omaggio a Pasolini, con tanti richiami ai suoi temi. Ma l’hai incontrato veramente? T’invidio!!!

    Bravo Roberto, Ciao :)

    Fernando

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