Antonella Montagna: TRANSREBIS


*

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TRANSREBIS

Poesie in NudaLuce

“I rent the Veil where the Dead dwell:
When weary Man enters his Cave
He meets his Savior in the Grave.
Some find a Female Garment there,
And some a Male, woven with care”.

William Blake

Il concetto  “transitare nel Rebis” si basa sull’antica simbologia alchemica degli opposti essenziali e sull’attualissimo paradigma di unità che comporta la totalità.  L’essenza di questo nuovo paradigma è: “tutti hanno ragione”, assunto che supera di fatto il vecchio paradigma esclusivo dell’o-o, dando vita  al più naturale ed inclusivo paradigma e-e.

E’ superfluo sottolineare che in virtù dei “valori morali” sopra menzionati, ci troviamo a vivere una dimensione di sofferenza sociale e personale, sofferenza e frustrazione che non di rado sfociano  in vere e proprie patologie.

Superare il dualismo di dover essere o questo o quello, ci aiuta a sintetizzare senza traumi e sensi di colpa, quello che in principio naturalmente già siamo, unità di maschile e femminile.

TransRebis è l’espansione del TransGender. TransGender è stato il passaggio da un sesso a un altro per via fisica; risente quindi della dittatura della materia che esige interventi solidi, massivi, invasivi; bisturi e ormoni. Onore a questi coraggiosi battistrada. TransRebis è un cambiamento di sesso per via immateriale: nel sentire, nel modo di essere, nell’emotività, nell’espressività. TransGender era limitato a un’unica trasformazione, a causa della gravezza della materia su cui si interveniva. TransRebis è dinamico e infinito. Il passaggio emotivo-comportamentale da un sesso all’altro, e viceversa, può essere molteplice e continuo. Ogni giorno, ogni ora, ogni momento. A seconda della situazione e del sentire. È un andare e venire tra i sessi con continua libertà di scelta. Naturalmente, questa continua possibilità di variare immette nell’infinitamente possibile. La liberazione dalla fissità del sesso biologico diventa continua libertà anche dal sesso emotivo. Andando e venendo da un sesso all’altro, l’identità sessuale sfuma. L’Essere si apre a una molteplicità di possibilità che lo riguardano direttamente. Potendo essere a piacere questo e quello, scopriamo felicemente che si può anche essere né questo né quello, così come l’anima vuole e predilige di momento in momento. Piacendo l’ipotesi di non essere né questo né quello, derivante dalla lieta possibilità di essere questo e quello, non si sa che cosa si è. Non sapere che cosa si è, è libertà di pensarsi ciò che si vuole o di pensarsi assolutamente niente o almeno niente di conosciuto. Secondo l’alchimia, e non solo, è questa la suprema libertà. Quindi, dal difficile e sofferto TransGender al più semplice e sottile TransRebis, la cui ludica frequentazione conduce con splendida facilità al summa scientia nihil scire.

La rivoluzione dei paradigmi integrativi, insieme ai simboli archetipici della nostra cultura, possono tracciare un nuovo percorso per le presenti e future generazioni. L’evoluzione del linguaggio e dei significati lascia spazio ad un più armonico modo di percepirsi e di raccontarsi. La crisi di legittimità può essere risolta soltanto da un aumento di autenticità.

TransRebis vuole essere un piccolo contributo nel dibattito culturale e sociale sulla gaytà, sull’omofobia,  sulla visibilità o meno della realtà omosessuale, sulla negazione dei diritti basati sull’assunto di essere/vivere contro natura e per la chiesa,  di vivere in situazioni peccaminose.

Le poesie contenute nel libro si fanno ancelle di significati che vanno al di là del semplice incantarsi e cantare…

Cantare, sì, la libertà di essere ciò che si è.

Antonella Montagna

                                                                                                                                   

 

*

TransRebis
Ho una luna sotto i piedi
questa notte
passeggio sulla falce
m’ingiallo del suo oro
che all’argento l’accomuna
alla luna sulla testa.

Ho una luna tra le dita
questa notte
s’allarga adagio quella falce
sogna quasi come un viso,
una faccia,
con degli occhi
delle labbra
sopracciglia
su capelli
tanti e neri
come cieli
sparpagliati.

*

Ho una luna sulla faccia
questa notte
tutto è fresco di mojito
tutto è menta
tutto è danza
pure il mare che di là,
oltre agli archi
muove i fianchi.

Ho una luna sopra il cuore
questa notte
lenta luce
che dall’oro
va all’argento
lento, lento
il pallore dentro gli occhi
che mi tocchi e
mi ritocchi
specchio languido e suadente
con la mente
che abbattuti muri e lazzi
si sprigiona da psiché
va da sé
a cercare dee e fortuna
sulla luna che passeggia,
nella notte illuminata.

Ho una luna nella testa
questa notte
ed un’altra
che s’aggira
sotto i piedi non calzati
sotto gli archi illuminati
dentro i sogni
mai sognati.

Ho due lune dentro
il cuore
questa notte
una dorme
l’altra è sveglia
una è maschio
l’altra è femmina.

*

L’istante

Ora devo andare
il tempo è consumato
nulla
può trattenermi
qui seduta
davanti al foglio
che mi fa l’occhiolino
e m’invita alla carezza
del cursore.
Non posso più restare,
devo proprio andare,
a me non è toccato
fare tutti i giorni
quel che più mi piace.
A me tocca rubare
il tempo e i suoi accessori:
“il ricco quando vuole,
il povero quando può…”

E io non sempre posso
lasciarmi sedurre dalle parole
e infilarle ad una ad una
come filo di collana,
a me tocca fare come
il pescatore della domenica,
un’ostrica a settimana
e non sempre con la perla.
Tempo, tanto tempo
occorrerà,
per finire il mio gioiello,
perché il tempo
è assai importante
proprio come questo istante.

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2 pensieri su “Antonella Montagna: TRANSREBIS

  1. Un libro che si preannuncia dal grande impatto, sia dalle parole di accompagnamento della stessa Antonella, che dai versi cristallini che ci ha qui offerto . Io credo che la poesia dia proprio questa grande possibilità, di uscire fuori dagli schemi e dai ruoli assegnati da tutta una cultura. “Trans” è prefisso che comporta sia l’oltrepassare, come in “trasgredire”, sia il trasferire, come in “trasfondere”, in cui l’attenzione si indirizza verso l’altro, che da opposto si trasforma in parte di noi stessi, apertura e arricchimento delle nostre potenzialità.
    Abele

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