Lucianna Argentino/Riflessioni

Maternità possibili – Nota critica di Lucianna Argentino

*

Più di 100 donne, madri e non,

di Paesi diversi, raccontano in questo libro

il loro rapporto con la maternità.

Le abbiamo invitate a scrivere liberamente

ed esse hanno ricreato intorno a noi

un mondo di amore e di passione,

di incertezze e di sincerità.

Un grazie particolare a tutte le autrici.

Questo è quanto si legge al principio dell’antologia “Maternità possibili” delle edizioni Lo scalino curata da Emilia Mirazchiyska e Rayna Castoldi e mi è piaciuto riportarle per dire del “clima” in cui e con cui è nato il libro. Un clima libero, di apertura e accoglienza nel quale le donne invitate hanno potuto esprimere a pieno, come meglio credevano e come meglio potevano le loro esperienze di maternità ma anche di non maternità; di maternità, per un motivo o per un altro mancate, non volute, di maternità tragicamente interrotte. Sul ruolo materno è stato detto tutto e il contrario di tutto, è stato ora esageratamente esaltato e, a volte fin troppo superficialmente, ridimensionato. Qualcuno ha parlato addirittura di “furto della maternità” da parte degli uomini intendendo con questo l’uso che è stato fatto della maternità fisica – partendo da Aristotele, Platone e Socrate per arrivare a San Paolo- come metafora della creazione mentale, spirituale (da cui le donne “naturalmente” erano escluse visto che loro esclusivo appannaggio era considerata già sufficiente la maternità fisica!) Ma a questo proposito ho già espresso le mie considerazioni in un articolo uscito sul blog “Viadellebelledonne”

http://www.google.it/url?q=http://viadellebelledonne.wordpress.com/2011/02/10/partorire-con-il-corpo-e-con-la-mente/

Tornando, dunque, all’antologia “Maternità possibili” c’è da dire che le autrici non hanno tenuto, giustamente, conto di tutto ciò che si dice e si è detto su questo tema e sono andate per la loro strada cercando solo e soltanto in loro stesse la “verità” di quanto andavano scrivendo e de-scrivendo. Ne è venuto fuori un collage di storie diverse, di diversi punti di osservazione di questa esperienza straordinaria che “permette alla donna, nel momento in cui decide di diventare madre, di ricomporre la famosa divisione tra corpo e anima (…) Durante la gravidanza, il tempo biologico si impone al tempo biografico ma non lo cancella mai completamente. Il corpo della donna diventa uno spazio in cui la madre e il nascituro entrano in relazione.” (Michela Marzano, “Sii bella e sta zitta”) Le parole delle autrici riunite nell’antologia ci danno la misura di quando, pure se unica e irripetibile, così come lo è ogni vita umana, la maternità lega le donne da un sottile filo di “affinità elettive” e questo anche con le donne che madri, madri fisicamente, non lo sono state. E il bello di questo libro è proprio nella pluralità di voci e nell’assenza di pregiudizi. Ci sono infatti, storie che parlano delle gioie e dei dolori della maternità, ma anche storie e pensieri ed esperienze di donne che madri lo sono state in un altro modo, ossia che hanno espresso questa forza creativa nel loro lavoro e/o con bambini altrui, a chi ha fatto da madre ai propri genitori anziani e malati. A donne che madri non hanno voluto/potuto essere per scelta, per destino, per problematiche di ordine fisiologico. Il tema della maternità è pertanto trattato ampiamente e tocca tutte le corde: dalla gioia allo stupore, dalla costernazione al dolore, dal dubbio all’ironia, a tutta la miriade di sentimenti, a volte contrastanti, che la donna prova davanti ad un evento tanto importante. La forza del libro, dunque, sta proprio nella variegata tonalità e intensità delle voci che ne fanno una corale dove le voci più forti, robuste e più incisive sostengono quelle più deboli. Da sottolineare poi la scelta delle curatrici di pubblicare i testi in forma anonima, (i nomi delle scrittrici sono solo sulla copertina) cosa che in un tempo di protagonismo e voglia di apparire a tutti i costi è segno di genuinità da parte delle autrici che hanno accettato di far perdere le loro tracce e lasciare solo l’orma della propria scrittura. Il segno grafico della propria partecipazione. Un progetto, dunque, che a mio avviso è degno di diffusione e sostegno. Per un ulteriore approfondimento e per leggere una scelta di testi, rimando all’articolo di Sara Ferraglia apparso nel blog “Viadellebelledonne”.

http://viadellebelledonne.wordpress.com/2011/11/10/maternita-possibili/

 Lucianna Argentino

3 thoughts on “Maternità possibili – Nota critica di Lucianna Argentino

  1. Ringrazio Lucianna per questo post sulle “maternità possibili”. Ho letto i testi su Viadellebelledonne, ma come donna e come madre in prima persona mi rendo conto di quanta gestazione, di quanta dedizione, di quante rinunce, ma anche di quanta fecondità sia sostanziale al nostro essere che coltiva semi e germogli di vita, di pensiero, di creatività anche in situazioni difficili, in condizioni non ottimali. in fondo, anche Maria è considerata il volto materno di Dio!

    Un caro saluto,

    Rosaria

  2. Un tema che presenta molte sfaccettature quello della maternità nei suoi aspetti possibili e non.
    Grazie Lucianna per queste considerazioni che inducono a riflettere su un argomento così fondamentale, e da quanto ho potuto leggere nei testi presenti nell’antologia i punti di vista sono davvero diversi ma sempre autentici e sinceri.
    un caro saluto

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