Paola Puzzo Sagrado: Prima che sia bianco eterno

 

Melvin Sokolsky

 

 

 

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Paola Puzzo Sagrado – Prima che sia bianco eterno

 

 

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11 pensieri su “Paola Puzzo Sagrado: Prima che sia bianco eterno

  1. Non conosco un posto dove il ” lasciarsi su un foglio ” sia più onesto di questo.
    Il respiro è quello di un bisogno, impellente e improvviso, come il tempo che le scrive, le tace e le scrive, che conserva anche nel linguaggio, capace di trasformarsi da semplice e diretto, in cosa preziosa anche dal punto di vista letterario.
    Continuano queste poesie, sempre, anche dopo, in ogni riga dove si sono fatte riconoscere, in ogni momento che hanno condiviso con i pensieri che le hanno lette.
    Intime e pulite, in un tono che le accomuna tutte, gridano più di un grido e piangono più di un pianto in un pudore dei sentimenti che le accoglie.
    Moderne in una Donna che ha dignità del passato e speranze al presente.
    Le conoscevo e di molte di loro ho già detto, il mio commento vuole essere a questa scelta, alle poesie che ha deciso di fare parlare qui, per Lei.
    Bravissima Paola.

  2. segni puliti,sul nero della lavagna, lasciano la traccia anche quando credi di poterli cancellare,resta visibile la mano sicura di chi li ha lasciati, come segni nell’oscuro della vita di ciascuno. ferni

  3. “Tono su tono
    come un cieco se vedesse il buio
    il tumulto rombante del sangue
    in un silenzio di carne nuda.”

    poesia che lascia il segno, leggi e ti sembra piano, poi diventa altro, si avvia per altre strade di percezione.

    “un eldorado di solitudine”

    un immenso dire di smarrimento…

    “Atti pubblici in luoghi osceni”

    ed eccoci consegnata la cruda verità dei nostri giorni, politica e non solo. il rovescio del dato che diventa metafora significante oltre le stesse parole.

    poesia matura, questa di Paola. da rileggere con calma e attenzione, ha risvolti sorprendenti, ogni volta.

    cb

  4. E’ proprio così, c’è una grande onestà “lasciata sul foglio” e la poesia non finisce in quell’ultimo verso ma segue con un silenzio che trattiene il fiato fino a farci chiedere se avremo una qualche colpa in tutto questo. “atti pubblici in luoghi osceni” la vera denuncia all’intero e sappiamo della nostra complicità che pur tuttavia ci fa ancora dormire ma quanti, quanti dovrebbero aver una sola parola di tutta quell’onestà e autoestinguersi in un atto di dignità. Ma ricordano costoro che vuol dire dignità?
    Paola ha espresso la sua pacata rabbia con toni da concerto da camera che dovrebbe fare più effetto di una rivoluzione.
    sebastiano

  5. “Esistere in un mondo freddo significa essere Sole senza poter splendere”

    consapevolezza nella parola che conosce e schietta dice, autenticità di visione che non si arrende e pretende di raccontare il movimento e la solitudine che abita
    grazie
    elina

  6. Confermo anch’io, Paola, quello che altri hanno sottolineato: il tratto sicuro, il tuo saper “scavare” che mira all’essenza, alla luce che a volte il foglio sa donare alle parole.
    grazie!
    Abele

  7. La bellezza di uno sguardo sull’esistenza che è come aggirarsi in una materia composta da oggetti mentali, con versi a volte di un’implacabile verità.

  8. Poesia delicata, “in punta di piedi” quella di Paola. C’è una sorta di luce labile che illumina queste poesie, poesie in penombra, poesie in pace… Tanti conflitti sono espressi in queste liriche che nonostante ciò mantengono una compostezza che tiene per mano il lettore e non lo lascia. Mi hanno colpito particolarmente “cerchi egocentrici” dove traspare l’intima essenza dell’essere donna come “sacrificio”. Donna che, per sua stessa natura, è disposta persino a cancellare le chiuse migliori delle proprie poesie

    “so che mi sarà naturale
    lo stare insieme

    quanto cancellare
    ogni mio ultimo verso”

    pur di amare, in qualsiasi modo l’amore dell’universo donna possa manifestarsi. Poi “Fb” dove è stata composta in poesia tutta un’analisi critica del vivere quotidiano odierno. Partendo dai social network, Paola arriva all’intuizione che nel mondo di oggi viene sempre più a mancare la “persona”, identità intesa come intero di corpo, pensiero e azioni. Una continuazione o conclusione naturale di questo pensiero potrebbero essere i versi finali della poesia successiva “Violenze Impercettibili”:

    “Rivedersi a valle
    non è nella mia idea di amore”

    testimonianza di una concezione della vita tra le persone che non può avvenire solo tramite rapporti di facciata, dove ognuno vede il meglio dell’altro, senza conoscere i meccanismi, le dinamiche, le felicità o i dolori che si nascondono dietro le sue manifestazioni esteriori. Il tutto culmina nell’ultimo scritto “Prima che sia bianco etenro”. La paura di non poter risplendere si risolve in un brivido… si accetta come parte del gioco della vita l’assurdo teorema “che due labbra non fanno un bacio”, teorema che comunque può rivelarsi falso, frutto di uno smarrimento momentaneo, come testimoniano le parole di “Disegnarsi gli occhi per vedere di sperare”:

    “E di spingere
    le parole a bordo tavolo
    rifiutando di mettere un forse
    davanti a ogni frase.
    Anche se, comunque
    non dirai il vero”.

    Ciao Paola! Ancora complimenti! Con affetto!

    Fernando

  9. Resto sempre senza parole di fronte alla grande sensibilità dei vostri commenti. Quando scrivo, mi preoccupo soprattutto di trasmettere nel modo più fedele possibile quello che sento e non ho idea di come gli altri possano percepire i miei versi. Qui direi che avete superato voi stessi e mi avete davvero commosso! Romeo, Loredana, Ferni, Sebastiano, Cristina, Vincenzo, Elina, Abele, Giancarlo, Fernando, un grazie dal cuore! La stima poetica che ho per tutti voi mi rende onorata del vostro passaggio qui e fa sì che i vostri commenti siano per me anche più preziosi. ^_^

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