Plinio Perilli: HOLLYWOOD ODIOSAMATA (14) – “Le culottes della mia ex-amante…”

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14 – “Le culottes della mia ex-amante…”

   Il Cinema nel Cinema… Da Fellini (Otto½, 1963) a Truffaut (Effetto notte, 1973), da Billy Wilder (Viale del tramonto, 1950) ad Antonioni (La signora senza camelie, 1953), dal Visconti di Bellissima (1951) al capolavoro forse di Pasolini, La ricotta (1963); e ancora dalla vita di Charlot (1992) girata Attenborough fino al recente La mala educación (2007) di Pedro Almodóvar – il film del film è insieme acceleratore di luce e buio antro della Sibilla, confessione aperta e massima finzione… E cioè radiografia della tecnica, del metodo, ma occultamento inevitabile dell’ispirazione, dello stile…

   Potremmo anche tagliar lì tutte le fisime interpretative, le chiose psicologiche, e cavarcela con un paio di begli aneddoti di Billy Wilder; il primo su A qualcuno piace caldo: “Molte persone mi hanno chiesto perché ho cominciato Some Like it Hot col massacro di San Valentino. Ma  occorre qualcosa di veramente violento perché dei giovanotti si travestano da donne e per rendere verosimile il fatto che quando sono innamorati di Marilyn non si spoglino dicendo: ‘Guarda! Sono un uomo!’.”; il secondo su Viale del tramonto e il ruolo di Stroheim: “In Sunset Boulevard ha avuto delle belle idee di sceneggiatura. Ma poteva anche esagerare: ‘Mi lasci interpretare una scena in cui lavo e stiro le culottes della mia ex-amante, Norma Desmond. Per favore, so che posso farlo’. Io gli dissi: ‘Sì, so che può farlo, ma io non voglio girarlo’.”

   Confessa il delizioso Fellini autobiografico: “E in questo sono fortunato: posso giocare con questo giocattolo che è il cinema. Mi sarebbe piaciuto fare del cinema nel 1920, avere vent’anni allora, all’epoca dei pionieri, quando tutto era ancora da fare, da inventare. Quando ho cominciato io, il cinema era già un fatto archeologico, aveva già una sua storia, delle scuole, era già iniziato da tempo un processo d’intellettualizzazione, un progetto di elaborazione delle sue regole, dei suoi stilemi, delle sue figure semantiche, dei suoi aggregati strutturali. Alle origini il cinema era invece un fenomeno da fiera, uno spettacolo di piazza e io lo sento sempre un po’ così: qualcosa tra la scampagnata tra amici, l’intrattenimento circense, un viaggio verso una meta da esplorare. Un film l’ho sempre sentito come un momento della vita, per me non c’è divisione tra la vita e il lavoro, il lavoro è una forma, un modo di vivere. Il teatro di posa buio, tutte le luci spente, ha una seduzione su me che riguarda qualcosa di molto oscuro a me stesso. Metter su una quinta con le mie mani, truccare un attore, vestirlo, stimolare un suo gusto, una sua reazione, sono cose che mi coinvolgono completamente, che assorbono tutte le mie energie.”

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© Plinio Perilli, casa editrice Mancosu (Roma), 2009
® Vietata ogni riproduzione e/o uso del testo se non previa autorizzazione dell’autore.

puntate precedenti:

1 – L’inseguimento degli indiani alla diligenza

2 – Frank Capra: duro spaccato sociale e commedia rosa

3 – Topolino, il più grande attore di film sonoro…

4 – Hollywood Città Proibita

5 – “Più stelle che in cielo…”

6 – Il “Codice della Moralità” di William Hays

 
 
 
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4 pensieri su “Plinio Perilli: HOLLYWOOD ODIOSAMATA (14) – “Le culottes della mia ex-amante…”

  1. Ha ragione Plinio, quanto è stato scritto sul metacinema! Confesso però di amare molto il genere, a partire da Sherlock Jr di Buster Keaton, e soprattutto di amare Otto e mezzo di Fellini, diventato genere nel genere. Plinio cita Effetto notte, io vorrei ricordarne un altro, Stardust Memories (Polvere di stelle ), di Woody Allen; se non altro a sottolineare quanto gli americani abbiano imparato da noi.
    Abele

  2. …e non lascerei fuori l’Almodovar di Los abrazos rotos…dove l’ex regista diventato diventato cieco può solo immaginare i film e scriverli…in un ultimo grande abbraccio come la citazione rosselliniana di Viaggio in Italia degli amanti di Pompei immortalati dalla lava…

    Un saluto

    mm

    ps
    non so come mettere il video

  3. Grazie Maurizio! E’ tra i pochissimi film di Almodovar che non ho ancora visto, lo cercherò quanto prima, promette molto…
    abele

    p.s.
    per quanto riguarda il video, mi è bastato mettere il link che è apparso quando ho cliccato sul tuo (che è, non so perché,differente).

  4. è un vero piacere ripassare nella memoria i film che mi sono rimasti più impressi, che allora nemmeno capivo pienamente.
    questo percorso sul filo della suggestione analitica di Plinio Perilli, mi dà una panoramica sorprendente sulla storia del cinema.
    grazie
    cb

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