Domenica Luise – Poeti per don Tonino Bello: Fernanda Ferraresso

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Cara Fernanda, se permetti voglio commentare la tua poesia come se stavolta fossi io a scrivere una lettera a te. Ti dirò cosa mi riecheggia dentro alla lettura, con semplicità e un po’ di coraggio: se sbaglio l’interpretazione mi scuserai fraternamente.

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12 pensieri su “Domenica Luise – Poeti per don Tonino Bello: Fernanda Ferraresso

  1. Ciao Abele, il suo nome è scolpito insieme alla sua testimonianza nei cuori..
    Son lieta di aver fatto la tua conoscenza sebbene solo via web.
    Ho scelto di trasferirmi dalla città in campagna ( vivevamo a Salerno) e riascoltare anche solo il nome di Don Tonino in questo silenzio immane mi fa ancora più effetto.
    Grazie

  2. Bisognerebbe tornare alla terra, Marzia, e ci resterebbe anche tanto tempo per leggere e altro ancora. Piacere di conoscerti e a presto!
    abele

  3. Mi ri-collego al commento di Abele per sottolineare come Fernanda Ferraresso nella “Versione di Giuseppe” abbia evidenziato la centralità del corpo. L’autrice in più occasioni ha ribadito il concetto che per lei la poesia e l’arte sono terra. Dunque, anche in questa circostanza, non viene meno alla sua esigenza di concretezza valorizzando il corpo come elemento di unione-espressione-manifestazione di un’umanità che non sublima se stessa, ma rimane fedele al suo essere misura di un compito. E’ il corpo che può accogliere, accarezzare, blandire, sognare, cedere, ri-trovare un ritmo lento dell’esistere e perciò aperto all’ascolto e all’incontro come ac-cade a Giuseppe. Con-fine tra cielo e terra è ll corpo-scrittura del nostro vivere, del nostrro essere dono per gli altri.

    Rosaria Di Donato

  4. eh, sì, è davvero così sentita e spontanea la lettera di Mimma, e in piena sintonia ispirata.
    Qui non è più un credo a definire il pensiero di un uomo che ha fatto suo per davvero il messaggio cristico, ma la solidarietà e la compassione di chi ha saputo comprendere, nel senso lato del termine, la fascia di umanità povera e offesa e se ne è fatto garante.
    Ho appreso tanto da questa vicenda letteraria che ha accomunato menti diverse per credenze e attitudini, a cominciare dalla figura di don Tonino alle parole sgorgate dai singoli poeti.
    la voce di Fernanda è stata magnificamente contestualizzata nella bella analisi di Mimma.
    Ringrazio ancora una volta Abele di aver voluto questo evento.
    e grata a tutti i compagni di scrittura.

    un abbraccio globale
    cristina

  5. Vi ringrazio tutti anche qui per la vostra partecipazione così meravigliosamente arricchente. Don Tonino è vivo, ha soltanto deposto la scorza. Bella persona, lascia le sue parole ai poeti perché le diffondano in echi sicuri ancora e ancora.

  6. Cara Mimma,
    sono felice di trovarmi qui, nella tua dimora.
    E’ un andare di luogo in luogo per FARE ANIMA.

    La poesia di Ferni ha una potenza e una grazia – insieme alla compiutezza della forma&contenuto -, che rende propria una “voce”.
    La sua voce è unica, e vive questa unicità con il suo esistere, senza scissione, e con una fisicità che ritrovo spesso nei suoi versi.
    La parola diventa corpo, come per incanto.
    Lei accarezza con impeto, fuoco, estasi… ma sa e conosce il sublime, la preghiera, la carezza…

    Sono felice di far parte del progetto su don Tonino Bello. Aver conosciuto altri poeti e scrittori ha portato, in me, e spero anche in loro – un’armonia speciale. E non è facile di questi tempi… Per me sono come fratelli e sorelle.
    Sembra esagerato, eppure il sentimento che provo è questo.
    Siamo stretti in un abbraccio fatto di comunanza e condivisione, grazie all’amico insostituibile Abele Longo che, con Doriano, ha seguito tutta l’operazione.

    Ringrazio Ferni, Margheritina e i ragazzi di Neobar. Ringrazio te, Mimma, di “essere” con noi, in noi: Es-sere (alla Ferni!)…
    Ancora grazie. Un abbraccio caro,

    Nina Maroccolo

  7. “Ti rimbombava dentro e svegliava radici di bene.
    Fernanda, tu interrogavi le sue parole tentando di capire quello che è troppo grande, adesso, per essere contenuto in una mente ancora legata alla sua carne. Il corpo di creta, grembo nel grembo: le parole vogliono esprimere l’inesprimibile che si è allargato da don Tonino Bello ai tuoi aneliti, e ti viene spontaneo dire “grembo nel grembo”, che significa questo essere tutti noi madri gli uni degli altri, uomini e donne, bellissimo punto pregnante della poesia, per me.”

    Significativo, pregno e emotivamente coinvolgente questo passaggio, immesso in una riflessione autentica, sentita.

    Questo nostro essere stati insieme, ognuno nella sua singolare presenza, continua ad allargarsi in cerchi tutti da percorrere ancora, questo è molto bello.

    Grazie Mimma, poetessa e donna dal cuore grande e dall’ascolto vero. Doris

  8. L’eco del cerchio innescato da una parola che ci ha scosso-incantato continua. Arriva attraverso la voce e i gesti di Ippolito, che porge il canto. Questo di Fernanda mi attraversa le fibre come fossi il legno sotto la pialla carezzevole del Falegname. Legno-corpo di madre, che si fa arca di accoglienza. E mi investe la calda metafora dell’intero corpo di un’umanità dispersa, che solo desidera vicinanza e quiete.
    così ancora mi siete tutti accanto, Ferni DomenicaDorisNinaRosariaCristinaMargherita MarziaAbele
    annamaria

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