(An Apple a Day) Paola Puzzo Sagrado: Finché avrò cuore

Joel Cooner
Il vento morì all’improvviso
mentre le rondini ancora gridavano
lacerando in rapido volo
l’angusto cielo della mia finestra.
“Non vivrò più di questo pane”
pensavo, ma senza risolvere.
Volevo essere qualsiasi cosa
viaggiasse verso il mare:
una foglia morta nel ruscello
una nuvola rigonfia
una scheggia di luce
o un uccello,
un bimbo
dai sandali azzurri.

Per un istante
anch’io lo desiderai.
Il cuore robusto!
Non come questo,
corrotto dai licheni dolorosi.
Un cuore che sappia
di essere solo un cuore.
Ma Tu,
che nulla mi hai promesso in questa vita,
nutrilo del cielo intenso di maggio
come le rondini tue dilette.
In cambio ti darò i miei sogni,
per te solo io li ho tessuti
condannata, in un tempo lontano, a non capirli.

Finché avrò cuore.

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15 pensieri su “(An Apple a Day) Paola Puzzo Sagrado: Finché avrò cuore

  1. Cara Paola,
    sono commossa… La poesia è struggente, diretta, si tocca con mano e con la sostanza del cuore… Ma ti dirò di più. E’ molto, molto musicale! Adattissima per essere musicata e cantata. Proverò, quando sarò un po’ meno provata, a trovarci una melodia e a cantarla a voce nuda, ovvero senza musica né accompagnamenti strumentali.
    E’ bella, è bella proprio! Sento già cadenze, linee armoniche in alcuni passi…

    “Un cuore che sappia
    di essere solo un cuore.”

    Dio, che versi!
    Grazie mia dolce, ti prometto ciò che ho scritto. Perché la poesia è un cuore particolare, e molto spesso – inconsapevolmente – batte da solista. Sono convinta che tu potresti comporre anche testi per canzoni.
    Tutto nasce e sgorga, comprendendo le infinite possibilità che possediamo ma non conosciamo… Ecco, ora tu lo sai!
    Grazie, mi sei tanto cara… Ogni Bene, tua
    Ninette*

    Un abbraccio al resto della band:-)))

  2. Arriverò, pian piano, a leggere tutte le mele… Anche perché andranno posate in un bel paniere!!!

    Voglio leggervi, tutti. Scusate se lascio pochi commenti… Se prima ero un bradipo, ora sono tre volte tanto! Ma arrivo, in ritardo, ma arrivo…

    Baci tanti*

  3. La tua estrema sensibilità, dolcissima Nina, ti ha portato subito ad individuare l’altra mia grande passione insieme alla poesia: la musica. Questa lirica – che mi è particolarmente cara per il periodo e le circostanze in cui l’ho scritta – te l’ho dedicata con tutto il cuore, intuendo a qualche livello che tu avresti potuto “sentirla” vicina e scendervi in profondità. E sono davvero felice che ciò sia avvenuto! Cantata da te questa poesia, non può che librarsi con ali nuove per raggiungere una nuova vetta di Bellezza. E sarà una pura gioia per me sentirla da una voce fisica – ma anche interiore – bella come la tua! Baci anche da me!

  4. ci sono voli che possiamo compiere malgrado la nostra piccolezza, nonostante il tempo sia cambiato, e sogni ancora tanti da nutrire belli da non poter essere compresi con la sola ragione
    una scrittura che si scioglie come una sensazione che senti attraversarti e sostare per farti compagnia, molto bella

    elina

  5. è bellissima Paola, un capolavoro di leggerezza e concretezza, che lascia vestito di ” bello ” un sapore amaro e vero. Le tue poesie si riconoscono, forse questa ancora di più, è come vedere un volto amico, leggere una cosa che non sai, ma stavi aspettando, un sorso.Nessuna magia nessun trucco, solo quel meraviglioso dono sempre,di un sottovoce che si sente forte. Brava davvero.

    romeo

  6. Mi trovo davanti un testo di quelli che cambiano le direzioni, non tanto per novità lessicali o aree semantiche inesplorate ma per le armonie trascinanti, per questi suoni che provengono da luoghi sconosciuti tundre o savane non importa, sono i passi della musa, il suo respiro, il fruscio leggero del suo parlare piano mentre scruta l’aria intorno a se. Sento le variazioni tonali della sua voce e l’attrazione statica del suo kimono…
    Ha proprio ragione Romeo la poesia non si scinde da te ma ti incorpora al momento in cui sei posseduta dalla musa Ninette: due entità in un corpo che sublima in poesia, una poesia delicatissima ma dal “cuore robusto”, di quelli che attraverseranno il mare e viaggeranno all’interno della sua essenza.
    sebastiano

  7. E’ bellissima Paola. C’è tutto: sensibilità, pensiero, passione. Un vero piacere dall’inizio alla fine, senza cali di tensione poetica.

    Complimenti! E che splendida dedica a Nina!
    Ciao :-)

    Fernando

  8. Vi ringrazio tutti, dal cuore, anche qui:

    Ferni, sono felice di aver aperto quella finestra poetica anche nella tua percezione: sapendo come scrivi, non potrà che nascerne qualcosa di bello!

    Elina, grazie sempre dei tuoi commenti attenti e delicati come petali.

    Romeo, non ho parole… riesci ogni volta ad oltrepassare lo schermo e questo riconoscersi a vicenda e trasmetterci emozioni malgrado il mezzo freddo che usiamo per comunicare, ha un valore inestimabile per me…

    Sebastiano è stupendo il tuo commento e la stima poetica che ho di te, lo rende per me ancora più prezioso. Ti ringrazio e sono proprio contenta che la mia poesia si sia accostata alla grande sensibilità di Nina e le possa essere stata vicina.

    Fernando, grazie di esserci sempre! :)

    Giancarlo, molto onorata della tua lettura!

    Margherita, grazie del tuo passaggio, tutti insieme stiamo facendo proprio un bel cesto!

  9. Di passaggio… Ho cominciato a mettere le mele nel paniere:-)))
    Che lavorone! Eppure, siete ancora voi a prendermi per mano…
    *
    Sebastiano: io non sono una Musa, semmai un muso d’asino sardo: quel volto espressivo è particolarmente testardo e fiero… :-)
    La mia sensibilità non è dissimile dalla vostra; ciascuno di noi la esprime in modo diverso, e nel caso di Paola – la sua splendida poesia – s’accarezza tangibile questo amore verso la Musica. Si sente che ce l’ha dentro, entra nei versi in modo deciso e prorompente l’emanazione armonica è fulgida.
    Mmmmhhhhh: ma un duetto vocale?

    Con amore,
    AppleNinette***

  10. non la commentai allora! come fu possibile, per tanta bellezza?
    mi rifaccio, è una delle poesie più belle che abbia letto negli ultimi tempi.
    ha un che di alato, benché si rivolga con lo sguardo al particolare, azzurri sandali di un bambino, il cuore corrotto da licheni…
    e il magnifico sussulto finale, supplica e speranza:
    “In cambio ti darò i miei sogni,
    per te solo io li ho tessuti
    condannata, in un tempo lontano, a non capirli.”

    non è conforto, ma ci si può sentire compartecipi dello stesso umano destino.

    ciao

    cristina

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