Stefano Giorgio Ricci: Concetto spaziale, N.Y. 11.09

 

N. Steinmeyer
Concetto spaziale, N.Y. 11.09

Il diafano lapislazzulo violato, d’arancio
e grigio, dal dardo d’anime corrotte.

L’eternità di un minuto negli occhi,
di fumo e lacrime,
nelle gole nere e sterili di
paura.
Correre, forse cadere, correre
verso la base.

Nel tuono che squassa radici,
aquiloni gravi, senza più fili, volteggiano
scomposti in spire,
incontro al vuoto colmo d’attesa,
planando
su osceni fiori.

Piggy azzanna la mela e sparge il putrido seme.

Cosa fa il cielo?
Quando il mondo spettrale,
popolato di suoni che s’elevano
al sole,
ricade agitando l’aria stregata
di nebbia lattiginosa.

Soltanto stupore intorno,
solitudine,
e per mille paure neanche un Dio.

5 pensieri su “Stefano Giorgio Ricci: Concetto spaziale, N.Y. 11.09

  1. “Cosa fa il cielo?”
    molto bello questo verso che è spartiacque ma non apre le acque cupe del cielo
    “Soltanto stupore intorno,/solitudine,/e per mille paure neanche un Dio.”
    come canti in questo bel finale.

    Grazie Stefano e Abele!. (un saluto da chi vi segue – naturalmente da chi vi segue è messo solo per fare un po’ di eco-suono :) )

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...