(An Apple a Day…) Vincenzo Errico: come un leccio che non fa bosco

Chagall


A Nina 

 

Solo, in mezzo al campo,

come un leccio che non fa bosco,

resiste un canto lento appena.

 

Ombra girandola, varia

il fruscio delle sue parole

nel pomeriggio giallo di silenzio e nero di gazze

e la sera parla alla luna,

stilita seduto sull’indaco sogno delle pietre,

degli anfratti, dell’anima.

 

Di notte poi, va via danzando

insieme a goffe sagome di parole.

 

E’ tempo però che dimori nella casa,

tra mura che esalano desideri,

bisbigliati codici perduti negli anni.

 

E gli daremo terra perché possa passare

e vento che gridi l’amore

poi fuoco a bruciare i virus del cuore.

 

E ancora luna, intera che sia o rossa a metà,

e lampi,

tuono eversivo per il pensiero creduto finito.

 

Berrebbe il delirio, ma vuole le mani, le vostre,

distese all’abbraccio che scioglie i sensi contratti,

tra occhi lucenti e piedi pronti a ballare.

 

Che voli e che salti e stampigli negli occhi

l’amore che non chiede,

che s’insinui il suono nelle visioni della formica

che sogna la spiga.

 

Il verso è volato.

S’è stupito il faro della luna

e parole-grondaie colano

nella vasca di rame piena di foglie:

labbra scure di profumi colme a morire.

 


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9 pensieri su “(An Apple a Day…) Vincenzo Errico: come un leccio che non fa bosco

  1. Lirica campestre e d’amore ricca di immagini, ombre, colori, profumi. Un leccio che non fa bosco come un canto, foglie come labbra…parole dedicate a Nina. C’è bellezza in questo quadro disegnato nei versi.

    Rosaria Di Donato

  2. Molto bella e sentita questa tua Vincenzo. Bella l’immagine del leccio che non fa bosco, solitario, canto che però ha bisogno delle nostre cure. Vive con noi. Stupende parole per Nina.

    Ciao :-)

    Fernando

  3. Caro Vincenzo, molto contento di averti rivisto ad Alessano. So che della nostra versione avevi sottolineato alcuni versi di Nina. Tutto torna, la tua sensibilità, questo bellissimo dono.
    a presto
    abele

  4. …ma Nina? che fa Nina?
    si coccola vicina ad ogni parola esposta, come un sole o un’aiuola, come una girandola felice che nuota dentro l’ombra? Dai, su Nina, affacciati alla luna!Non senti che ti hanno deposto il cuore in questo cesto intrecciato di lecci e luna e fiori?
    Un testo che porta profumi nell’aria e in corpo qualcosa che solleva anche lo spirito, ferni

  5. in questa gran bella poesia (“un faro per la luna” mela tonda Nina e per noi tutti) mi colpisce molto il “tuono eversivo per il pensiero”. Abbiamo bisogno di questo verso-leccio (che nel canto e nelle letture, sì, diventa un bosco di tutti e radici in abbraccio)

    grazie! (un bacione a Nina…)

  6. Nina contempla estasiata… insieme a voi, “radici in abbraccio”.
    Grazie Vincenzo… è splendida, c’è tanto tanto amore nei tuoi versi:-)))
    (Ci sarebbe da scrivere di più, lo so…)

    Ogni Bene,
    Apple Ninette***

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