Scritte sugli angoli: Gandolfo Cascio – Vent’anni

Dell’amore sublime io canto.

Null’altro io so, niente vi chiedo.


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Gandolfo Cascio – VENT’ANNI

da Scritte sugli angoli – un’antologia di poesie di autori gay a cura di Vincenzo Errico

5 pensieri su “Scritte sugli angoli: Gandolfo Cascio – Vent’anni

  1. Gandolgo Cascio è il quinto di nove poeti che costituiscono l’antologia “Scritte sugli angoli” e la sua è una poesia popolata da figure, miti, corpi o, come lui stesso dice, da quella “benedetta compagnia” fatta di burattini, zolfatari e angioletti.

    “Che m’importa della superba metafisica!”, dichiara nei primi versi Gandolfo.
    Il corpo dell’amato, infatti, è l’oggetto che primeggia in queste poesie: un corpo da amare e da difendere. “Cos’è questa mano sul fianco stretta a strappare la carne bianca. Dammi baci, i cento baci romani di Catullo. Dammi un bacio e togli le mani.”

    In realtà, anche se non “superbo”, un pò di vento metafisico aleggia. “Canto io il vento occidentale e la sua stella, canto la fiamma, il chiuso lago e la sua ancella d’acque. Io continuo il canto alla terra, io canterò il suo ventre.”

    E poi, tra gli altri, Narciso, in un’interpretazione moderna e ironica. “Alla polizia non m’hanno voluto credere, «nessun indizio, nessuna traccia sul terriccio» dicono i reperti della scientifica. Sul giornale parlarono di crisi adolescenziale: un amore non corrisposto; ma non è vero: io l’amavo, e l’amo ancora. È finito il suo nome santo sui manuali
    di psichiatria, tra i folli amanti del sé.”

    Forte e sintetica, la sua passione è dichiarata in questi versi come su un manifesto pubblicato in piazza, a scanso di ogni equivoco.”Dell’amore sublime io canto. Null’altro io so, niente vi chiedo.”

    Grazie.
    Vincenzo

  2. la poesia è l’espressione di ogni oltre, di ogni passione incoercibile, è l’unica che nel percorso dei corpi li rende sublimi, ogni senso un canto.
    grazie, Vincenzo, di avermi dato modo di conoscere questa voce poetica così forte.
    e grazie ad Abele.
    un abbraccio
    cb

  3. D’accordo con Vincenzo e Cristina, una voce “forte”, nella limpidezza del dettato e nell’eleganza della forma. La terzina iniziale rimanda a Sandro Penna:
    Burattini, zolfatari e angioletti sono la mia
    benedetta compagnia. Che m’importa della superba
    metafisica! Io ho l’allegrezza di questi ragazzi.

    Ma come suggerisce Vincenzo troviamo altro ancora. Come se questa dichiarazione di intenti depistasse. La mia impressione leggendo La vera storia di Narciso e l’omaggio a Veronica Franco è di una poesia che tocca tante corde. Resta la voglia di leggerne altre…
    Abele

  4. Anch’io ho sentito in qualche modo la voce di Penna, modulata diversamente, più colta e più selvatica, canta un corpo che partecipa della stessa natura dei fiori e degli animali, mi appare come una poesia nello stesso tempo raffinata e selvaggia..

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