Giancarlo Locarno: Gabbia per cervi

                                                    鹿柴

                                             
                                              

                                             

                                             

  

Mi appare come un oggetto materiale,

una vetrinetta che  però ha la solidità di un mattone.

Ogni carattere a sua volta è l’opera  preziosa di una collezione d’arte

e trasporta una sua sapienza e una sua geometria.

È la metrica stessa che diventa geometria.

Un poema non è altro che un’architettura combinatoria di tanti mattoni,

una ricorsività frattale di linee.

Scuola Monastero (G.Locarno)

cliccare sul titolo qui di seguito:
GIANCARLO LOCARNO – GABBIA PER CERVI

12 pensieri su “Giancarlo Locarno: Gabbia per cervi

  1. Continua il viaggio di Giancarlo nelle lingue orientali, che questa volta si cimenta con il cinese. Non possiamo non immedesimarci nelle sue notti insonni, in quelle riunioni in cui ci dicono che siamo troppi. Immergersi nelle disquisizioni sul significato di un singolo carattere che si fa sfuggente, misterioso, è rendersi conto che le cose seguono un loro corso e nessuna riunione riuscirà mai a farle quadrare.
    abele

  2. “È la metrica stessa che diventa geometria.Un poema non è altro che un’architettura combinatoria di tanti mattoni,una ricorsività frattale di linee. ”

    Io ringrazio di cuore Giancarlo per questo suo lavoro, che egli affronta con la stessa mente di un tecnico che si trova a dover sciogliere un nodo. Amando la letteratura, in cui includo chiaramente anche la poesia, il problema delle traduzioni è fondamentale. Nelle mie varie ricerche ho letto e dunque conosciuto autori di cui era citato solo qualche verso in lingua italiana, mentre il resto dell’opera non era stato tradotto o comunque tradotto e diffuso in stampa in edizione limitata da case editrici piccolissime. E il reperimento di tali libri, vi assicuro che è faticoso, se non a volte impossibile. Ho riportato comunque quei versi, poichè rispecchiano esattamente la mia concezione di scrittura. Saluto Giancarlo, ringraziandolo ancora con gratitudine.

  3. Ho letto qualcosa di intensamente bello. Versi-fotogrammi, profumo di esagrammi, l’I Ching affianca la poesia, anzi la compenetra.
    Invidio Giancarlo che sa il cinese e lo traduce come solo i poeti.
    grazie Abele per averlo proposto.
    grazie a Gancarlo per queste meraviglie.

  4. Lascio un commento. Sì!
    E’ una storia di segni, di simboli, di sensi nel senso di significati.
    Una storia che viene da lontano e si rinnova negli istanti più vicini,
    piena di qualche ricordo e di oracoli salvati alle furie del potere.
    Bellissimo tutto ciò, Giancarlo!

  5. Non posso soffermarmi come voglio a fare un commento, lo faro’ al mio ritorno. Per intanto dico che i lavori sulle traduzioni ad opera di Giancarlo sono dei veri gioielli. sia qui su Neobar che su Viadellebelledonne- “Tradurro'”, il suo lavoro precedente qui su neobar, e’ bellissimo e un vero e proprio manifesto. Questo, ad una prima lettura, nn mi pare da meno.

    un grazie caloroso a Giancarlo, Abele, tutti i commentatori che ho letto sopra e tutti insomma.
    a presto (non troppo :), ma a presto)
    ciao!

  6. Stupendo Giancarlo. Un viaggio nella lingua e nell’alfabeto cinese straordinario. Con rimandi continui, di rimbalzo, tra noi e loro… Italia post-industriale e Cina antica. Una sorpresa sempre maggiore ad ogni rigo, con la tua poesia finale che corona il tutto. Una cronaca dello scorrere degli eventi nella tua testa, che, paradossalmente, riesce a spiegare e a interpretare un passato in un posto lontanissimi da noi, e non riesce a decifrare quanto accade a noi nella nostra vita quotidiana, al di qua del tempo e dello spazio. Sono rimasto affascinato come nel capitolo precedente.

    Ciao, con stima :-)

    Fernando

    1. *… al di qua del tempo e dello spazio, tanto è doloroso e inquietante quanto ci gira intorno oggi.

      piccola rettifica :)

      Ancora ciao e complimenti!

      Fernando

  7. Leggere Giancarlo è un privilegio. Rimango sempre affascinata dalle sue proposte, dalla sua capacità d’incuriosirsi, e dalla capacità di seguire il filo dei suoi sogni. Lo considero un grande esploratore immaginifico, trascinante.

    Doris

  8. Mi associo ai commenti che mi hanno preceduta. La poesia cinese T’ang è ricca di umanità e profondità dietro una semplicità che è solo apparente; Wang Wai e Li Po sono tra i più grandi poeti del periodo. Ho trovato straordinario questo lavoro di Giancarlo Locarno sia per la meticolosità e la cura nell’aver fornito la traduzione di una poesia così bella come questa dandone un’interpretazione originale e illuminante (anche nella traduzione delle poesie Tang di Einaudi curata da Martin Benedikter il titolo di questa poesia non è “parco” ma “Gabbia per cervi”); e anche per averlo contestualizzato ai nostri giorni, seguendo un’equazione tra forme e contenuti – giacchè come perfettamente afferma: “E’ la metrica stessa che diventa geometria” nella complessa calligrafia cinese – passando dalle gabbie per cervi alle gabbie salariali in un continuo fluire del tempo che porta con sè la bellezza e la nostalgia presente anche nella poesia che chiude il testo.
    Complimenti, e grazie ad Abele per questa interessante proposta.

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