Scritte sugli angoli: Alessandro Marconetti – Antologia dell’assenza

Lo incontrò in uno di quei giorni
in cui il grigio del cielo
si confonde con il verde dei giardini.

Alessandro Marconetti – ANTOLOGIADELL’ASSENZA

da Scritte sugli angoli – un’antologia di poesie di autori gay a cura di Vincenzo Errico

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8 pensieri su “Scritte sugli angoli: Alessandro Marconetti – Antologia dell’assenza

  1. Poesia diaristica, eternizzata dalla memoria del corpo in ogni passaggio dell’anima. Grazie ad Alessandro Marconetti e a Vincenzo.
    Abele

  2. Forse dico una cosa che non c’entra nulla, ma non è per offendere nessuno, né per alcuna polemica. Solo, leggendo la scritta “un’antologia di poesie di autori gay” ho subito pensato: ma perché distinguere l’antologia in questo modo? si dice sempre che hanno bisogno di essere accettati, poi sono loro stessi a volersi “distinguere” nella massa. non comprendo.
    perché quando io leggo poesia non mi interessa che siano gay etero o ermafroditi, sono poeti. qual è quindi il senso di questa antologia, non comprendo….

    Abele, se il commento dà fastidio cancellalo pure… è solo un pensiero di prima mattina e di solito sono pesante di mattina :))))

    a rileggerti,
    Anila

    1. Anila,
      è vero quello che dici che la poesia è tale (e quale?) senza distinzione per la sessualità del suo autore.
      Certo che non si dice di una raccolta di versi scritti da un eterosessuale che è appunto una raccolta di poesie di autore eterosessuale, ma forse non c’è bisogno di distinguere ciò che non è ancora, dal quel punto di vista, contrastato.
      Lo spazio fatichiamo tutti a conquistarcelo e così dovrebbe essere per tutti allo stesso modo, salvo per qualche omosessuale che ha un carico in più.
      Non è un separare: è un emergere da una separazione per confondersi senza nascondersi.
      Niente vittime, niente carnefici. Compagni di strada, sì!
      Viva la poesia che tutto trapassa.
      Vincenzo

  3. Cara Anila, se hai modo di leggere il primo post di Scritture negli angoli in cui si presenta il progetto, sarà chiaro il perché della scelta. Che sia poesia e basta lo dice il curatore dell’antologia, Vincenzo Errico, e lo hanno ribadito anche altri. Il bisogno di dirlo apertamente e’ stata soprattutto una mia esigenza, visto l’aria omofobica che tira in Italia. Una presa di posizione forse rigida ma che ad esempio non avrei mai preso nel paese in cui vivo, in Inghilterra. Spero leggerai anche le poesie…
    un abbraccio :)))
    abele

  4. Ah meno male! Mi sembrava che la scritta accompagnasse la prefazione dell’antologia se no mi sconvolgeva un poco insomma. :)
    Ho aperto il .PDF e devo dire che non mi dispiace la scrittura. Rileggo quando ho in mano il mio macbook.
    Grazie!!
    A presto ^^
    Anila

  5. “Ho la sconfitta nel cuore.
    Di chi è rimasto a guardare
    Immobile,
    quando doveva andarsene,

    Io non credo alle vite passate: le lascio indietro, me ne libero.

    Lei raccoglieva rose…
    Ricordo le enormi vasche, svuotate per dissetare la terra, arsa di sole.
    Ricordo…

    E mi fermo a considerare i mille, futili, inconsistenti motivi per cui vago, confuso e stordito dal ricordo delle tue mani.
    Cosa sarebbe, averti ancora qui a respirare i nostri pensieri annegati in uno di quei giorni, di noi così carichi di pioggia.

    Sorgono soli infuocati dagli orizzonti bui della mia mente…
    Sono le voci di mille poeti che mi danzano intorno, cantando i loro versi, dispersi nell’infinito a cui, tutti noi prima o dopo, faremo ritorno.
    Sono i corpi di mille giovani che riposano, stanchi, sul mio petto dopo aver diviso con me un solo istante di vita;

    L’unica risposta alle solite logore domande è la fuga.

    Sono fiero dei miei sbagli, del mio fare tardi.
    Orgoglioso delle mie cadute
    e delle attese inutili.

    Un giorno, al risveglio da un’altra delle tue notti insonni, ti sorprenderai ad amarmi.
    E solo allora rinnegherai la tua ritrosia,”

    Questi versi di Alessandro, che qui ho ricomposto arbitrariamente, sono le parti che mi hanno preso del suo racconto in versi dell’assenza e che tutti, magari, abbiamo vissuto. E’ una poesia che cade come la pioggia e si libera come una fuga o una voce che si schiarisce.
    Vincenzo

  6. Poesia intensa e drammatica in cui l’autore si specchia con vigore nelle scene di-segnate/pagine di vita ponendosi domande e risposte da cui non traspare incertezza. E’ un’ “Antologia dell’Assenza/Presenza”!

    Rosaria Di Donato

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