Anna Costalonga: Dresda, il sulfureo Liszt di Thielemann


Luis Ricardo Falero - Vision of Faust

*
 

*
Domenica sera (20 febbraio 2011, ndr) alla Semperoper ho potuto assistere al concerto straordinario di Christian Thielemann con la Staatskapelle Dresden in occasione del 200esimo anniversario della nascita di Franz Liszt.
In programma, la Faust Overture di Wagner e la Faust Symphonie di Liszt.
Prima del concerto, questo programma mi pareva insolito. Tradizionalmente, la Faust Symphonie è eseguita insieme all’altro poema sinfonico lisztiano, la Dante Symphonie. Questa volta si è scelto un programma in toto faustiano, – e dresdiano, visto che entrambe sono state eseguite per la prima volta a Dresda – che ha messo ancora una volta in evidenza la relazione, se non la simbiosi artistica fra questi due grandissimi innovatori del 19esimo secolo.
La Faust Overture di Wagner è stata davvero l’ouverture al poema sinfonico di Liszt, un’opera rimasta incompiuta e che invece il suocero Liszt portò idealmente a compimento nel suo poema sinfonico. Thielemann è riuscito molto bene a far passare l’idea dell’omogeneità, della complementarità di questi due composizioni. L’esecuzione di Thielemann ne ha inoltre evidenziato il carattere già wagneriano – per usare un calembour, già quasi più wagneriano del Wagner parigino.

Ascesi sulfurea
Fra il lusso della Semperoper, aspettavo il personaggio Thielemann ed ero curiosa di sentire come avrebbe risolto una partitura così piena di vertici opposti, di colori contrastanti come la Faust Symphonie.
I tre movimenti di cui è costituita l’opera rappresentano i tre protagonisti del Faust goethiano: Faust, Margherita (Gretschen) e Mefistofele. A questo si aggiunge un coro finale, il Coro Mistico, dove il coro e il tenore, l’altra sera Endrik Wottrich , cantano gli ultimi versi goethiani.
In tutta l’opera in realtà, è un unico tema a essere continuamente ripetuto in infinite varianti – come nelle migliori partiture wagneriane – il tema dell’inquietezza di Faust, che diventerà zolfo nel movimento finale, quello di Mefistofele, pieno di esplosioni orchestrali fosche e quasi medioevaleggianti.
Thielemann ha sottolineato molto intensamente la relazione fra il tema del secondo movimento, quello di Gretschen e il coro finale, il coro mistico, e la frase ripetuta in continuazione dal tenore ”
Solo l’Eterno Femminino ci fa ascendere”
Dietro il gesto preciso, non necessariamente spettacolare di Thielemann, si è potuto intuire una concertazione severissima. Lo si capiva molto bene dalla tensione degli orchestrali.
Thielemann ha tenuto in pugno l’orchestra della Staatskapelle Dresden come un violino dalle corde ben tese, infatti: con l’autorità del virtuosismo è riuscito ad ottenerne delle sonorità perfette.
Come ad esempio nel secondo movimento, dove il tema squisito dolcissimo di Gretschen è reso con un’incredibile armonia sonora fra i fiati, l’arpa e i violini, tale da rendere indistinguibile la singola voce orchestrale.
Ed è riuscito a calamitare l’attenzione dell’ascoltatore dall’inizio alla fine: mai una caduta di tensione, grazie alla lettura coerentemente espressiva e drammatica dell’opera stessa.
Nel coro finale, la Staatskapelle è parsa volare sotto la direzione esigente di Thielemann. Dopo le esplosioni profondissime infernali, dopo fortissimi davvero fortissimi, l’orchestra è riuscita a far sentire la celestialità e l’ascesi mistica, sovrannaturale quasi, degli accordi finali. Buonissima la performance del tenore Endrik Wottrich.

Epilogo
Thielemann sembra un personaggio di altri tempi. I gesti misurati, scattanti e soprattutto lo sguardo tagliente come mi è capitato di vedere in pochi hanno stregato la platea. Tutti nella sala hanno avuto la sensazione di trovarsi di fronte non a un direttore, ma a un domatore che a forza di frusta riesce a far saltare ancora più in alto le belve degli orchestrali.
Con grande soddisfazione del pubblico di Dresda, che ha reagito in maniera insolitamente calorosa, al punto da applaudire appena alla fine dell’ultima battuta, senza aspettare che Thielemann abbassasse le mani.

*****

In attesa di Faust…

Annunci

8 pensieri su “Anna Costalonga: Dresda, il sulfureo Liszt di Thielemann

  1. Ringrazio Anna per aver accettato di collaborare con Neobar, sono molto contento di avere l’opportunità di seguire più da vicino i suoi resoconti musicali e di offrire a chi ci segue le sue analisi puntuali e ispirate. Non sono riuscito a trovare su Youtube nessuna esecuzione di Thielemann della Faust Overture di Wagner e della Faust Symphonie di Liszt e non mi sembrava giusto proporre l’interpetazione di altri (ho messo qualcos’altro, in attesa di…). Ho trovato invece parte di un’intervista a Thielemann in cui il Maestro parla della sua esperienza con Karajan, al quale ho subito pensato dopo aver letto il resoconto di Anna. Nell’intervista, Thielemann ricorda di aver cominciato la sua collaborazione con Karajan suonando il clavicembalo e le difficolta incontrate a seguire le mani di Karajan che più che dare direzioni “creavano musica” (anche Karajan suonava, o almeno “in parte”, il clavicembalo durante il concerto). Thielemann ebbe la sua prima audizione con Karajan come violista e cominciò studiando il pianoforte per poi scoprire molto presto l’organo (che suonava di nascosto); dopo il passaggio alla viola si rese conto che lo strumento che più amava era “l’orchestra”. Thielemann si sofferma infine su come Karajan riuscisse con facilità ad ottenere grandi risultati dalla Berliner Philarmoniker, bastava un suo gesto perché l’orchestra “capisse”.
    Abele

  2. Grazie ad Abele che mi ha chiesto di collaborare con il suo bellissimo blog!
    E un caro saluto a Cristina, sempre troppo buona! :)
    Anna

  3. I
    [ “Solo l’Eterno Femminino ci fa ascendere”]
    Riemergo in questi luoghi a me tanto cari, come caro mi è Abele e la factory di NEOBAR.
    Vorrei essere più presente e partecipativa… Mi rammarico per non riuscirvi.
    [ “Solo l’Eterno Femminino ci fa ascendere”]
    Non riesco a incamerare tutto ciò che viene proposto quotidianamente. La mia testa, con l’Ippocampo mezzo andato, riesce a contenere un tot., poi passa – in una frazione di secondo – al tilt.
    [ “Solo l’Eterno Femminino ci fa ascendere”]
    Perdona, Anna carissima, se sfrutto proprio il tuo bellissimo post per motivare un’assenza che mi pesa. Sento il dovere di farlo nei confronti di un grande amico/sostenitore qual è stato, ed è – spero ancora – Abele. Ma anche gli altri amici che mi hanno sempre accolta con affetto e stima.
    E recito la preghiera. La medito da quando ho letto il tuo racconto “Dresda, il sulfureo Liszt di Thielemann”: “Solo l’Eterno Femminino ci fa ascendere”.
    Loop mistico.

    II
    Anna lo sa.
    Sa quanto io creda nel suo potenziale letterario. Non è bastante l’orifiamma che si fa Luce “sulfurea” a sintonizzare onde sonore che in lei si fanno “incertezza”. Tuttavia, credo che fra due incertezze vi sia l’acquisizione del dato reale. Meglio dire – sintesi veritiera.
    Meglio dire – personale sintesi veritiera; benché corrispondente, per qualche processo alchemico, ad una verità faustiana.
    Faust = Zolfo = Cenere.
    A tal proposito, dice Ermete:
    “Se vedi il tutto che diventa cenere, sappi che è stato preparato bene, perché la cenere è piena di potenza e di energia”.
    Faust è condannato [?] alla polvere, mentre Thielemann insiste sull’Ascesi. Quel verso ossessivo – “Solo l’Eterno Femminino ci fa ascendere” – è ossessivo poiché, ripetutamente, deve riuscire ad anteporsi all’Odissea negl’Inferi, alla Suburbia goethiana.
    Altrimenti, come avverrà la trasformazione?
    Tanto misticismo “sciamanico” non può che essere affidato alla donna.
    Il fulgido cambiamento è [nella/la] donna: per natura o per divina sorte.
    Ed è sempre Lei – in sospensione – e quasi trinitaria, la risultante del sommo Bene. Si racchiude nel guscio di una noce, la salvezza è protetta da uno scudo insormontabile.

    III
    Anna – ogni volta che si trova a sferragliare parola su parola che sconfini nella Musica [un’opera, un concerto…] – impronta tesi “inconfutabili”, ma non assolute [tantomeno vogliono esserlo]. Eppure riesce a farle vivere con una potenza, figlia della passione e della profonda conoscenza, non comune! Ci porta all’anamnesi dell’Opera con grazia; oppure, quale variante, tra i drammatici flutti acquatili che mulinellano l’effimero; o ancora, del tutto innocentemente, portando a noi un “wagneriano” tributo tellurico…
    La Costalonga è un’esploratrice del linguaggio musicale. Ne decritta le significazioni, motiva passaggi, movimenti, atmosfere, tenuta orchestrale, canto.

    Anna si conclude nello sferragliare d’un fabbro: nel crine, nel canto, nell’incedere di un cavallo. Lei è la mano del fabbro: ogni volta si trovi a improntare parola su parola; ogni volta che fra due incertezze finalmente ella trovi una “conciliazione”, indi le varianti sul tema…
    Grazie di cuore!
    Adesso posso affermare che io ed il mio Ippocampo stiamo svenendo…
    Un abbraccio da entrambi,

    Nina

  4. Carissima Nina, mi scuso anch’io se non sono presente quanto vorrei. Intanto ho notato che per l’8 marzo sarai a Viterbo con altre sette poetesse, inclusa Annamaria Ferramosca. A voi tutte un grande grazie per quello che fate in tempi in cui l’impegno diventa sempre piu’ necessario. Proprio per la mancanza di tempo (medito di cancellarmi da FB visto che non faccio che pigiare il tasto “mi piace” quando trovo qualcosa d’interessante senza avere il tempo di commentare)ho chiesto ad Anna di mandarmi i suoi bei pezzi che rischio di perdere altrimenti. Spero quindi di avere presto tue cose (e quando avrai tempo mandami i testi di Plinio che ti avevo suggerito), perche’ la gioia e’ tanta, come anche l’affetto.
    un abbraccio anche ad Anna, Cristina e Pasquale
    Abele

  5. Caro Abele,
    non saperti più su FB non è confortante. Mi dispiace molto… E, comunque, pigiare il pulsantino “mi piace” sta diventando insopportabile anche a me.
    Non ci perderemo, vero? Non ci sarai più su FB, ma la collaborazione, lo scambio, tutto resterà intatto, spero… Diversamente, sarebbe una grande tristezza.
    E’ da tempo che vorrei parlarti di progetti, dirti che Pugliamondo è un libro veramente importante, con contributi importanti.

    Riguardo l’impegno: è fondamentale. Credo non si possa fare scrittura eludendo realtà circostanti innumeri; le problematiche annesse…
    L’8 Marzo non è da festeggiare. L’8 Marzo è un giorno storicamente terribile: ci vorrebbe un Requiem e assoluto silenzio. Aderisco all’iniziativa di Ugo Magnanti e Dona Amati, perché sono persone sensibili che non vogliono portare la mimosa al petto in “ricordo di… “.
    Le circostanze dell’iniziativa sono altre e vanno ben oltre.
    Annamaria Ferramosca ed io ci siamo conosciute personalmente da poco tempo. Lei è una donna propositiva, aperta al dialogo, alla “condivisione”. Possiede forza, tenacia e motivazioni: in questo siamo simili. Simillime:-)

    Sono felice che Annette Costalonga, sorella, sia qui – e ti invii altre recensioni inappuntabili, racconti, poesie…
    Riguardo il materiale di Plinio, puoi ricordarmi i pezzi precisi che ti servono?
    Su di me. Entro marzo esce ILLACRIMATA: quattro poemetti intervallati da brani di narrativa e teatro. Narrativo è l’impianto dell’opera (oso pronunciare questa parola…).
    Non voglio prendere altro spazio e tempo prezioso.
    Mi farò sentire presto.
    Don’t you remember me…
    Con affetto,
    Nina+

    UN ABBRACCIO FORTE A TUTTI!

  6. Cara Nina, questo nostro scambio, attraverso il post di Anna (non ce ne voglia:-), e’ la prova che FB non e’ poi cosi’ necessario, anche se e’ stato proprio grazie a FB che ci siamo conosciuti. Il blog va avanti,naturalmente, con le sue piccole iniziative. Contento che ti sia piaciuto Pugliamondo. Mi incuriosisce molto Illacrimata, a partire dalla struttura, e non vedo l’ora di presentarlo su Neobar. Tienimi al corrente!
    Si’, niente da festeggiare l’8 marzo. Triste anche che ci sia un giorno per le donne, quasi come un contentino e mettersi la coscienza a posto. Visti i tempi pero’, ben vengano iniziative come le vostre.
    Ecco la lista dei testi di Plinio che vorrei proporre su Neobar:
    9. pag. 12 (Chaplin)

    22. pag.19 (Vigo)

    52, pag. 33 (Visconti)

    71, pag.44 (Risi)

    91, pag. 55 (Kurosawa)

    un abbraccio a te e a Plinio
    Abele

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...