Pasolini: Nulla è più anarchico del potere.

Felix Nussbaum-Skeletten_1944
Giuseppe Maria Mitelli

Nulla è più anarchico del potere. Il potere fa praticamente ciò che vuole, e ciò che il potere vuole è completamente arbitrario, o dettatogli da sue necessità di carattere economico che sfuggono alla logica comune. Io detesto soprattutto il potere di oggi. Ognuno odia il potere che subisce, quindi odio con particolare veemenza il potere di questi giorni. E’ un potere che manipola i corpi in un modo orribile, che non ha niente da invidiare alla manipolazione fatta da Himmler o da Hitler. Li manipola trasformandone la coscienza, cioè nel modo peggiore, istituendo dei nuovi valori che sono dei valori alienanti e falsi, i valori del consumo, che compiono quello che Marx chiama un genocidio delle culture viventi, reali, precedenti. Sono caduti dei valori, e sono stati sostituiti con altri valori. Sono caduti dei modelli di comportamento e sono stati sostituiti da altri modelli di comportamento. Questa sostituzione non è stata voluta dalla gente, dal basso, ma sono stati imposti dal nuovo potere consumistico, cioè la nostra industria italiana pluri-nazionale e anche quella nazionale degli industrialotti, voleva che gli italiani consumassero in un certo modo, un certo tipo di merce, e per consumarlo dovevano realizzare un nuovo modello umano. Il regime è un regime democratico, però quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non è riuscito assolutamente ad ottenere, il potere di oggi, cioè il potere della civiltà dei consumi, invece riesce ad ottenere perfettamente, distruggendo le varie realtà particolari. E questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che noi non ce ne siamo resi conto. E’ avvenuto tutto in questi ultimi anni. E stato una specie di incubo, in cui abbiamo visto attorno a noi l’Italia distruggersi e sparire. Adesso risvegliandoci, forse, da questo incubo, e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c’è più niente da fare.

Pier Paolo Pasolini

16 pensieri su “Pasolini: Nulla è più anarchico del potere.

  1. Dico che Pasolini è attuale ancora oggi… come non mai! Già allora aveva intuito quali sono e quali sarebbero stati i mali del regime democratico e capitalistico. Sono dei mali congeniti secondo me, direi dei difetti da aggiustare, con cui dobbiamo fare i conti. Cose da eliminare del migliore dei regimi possibili, cercando di evitare le sue degenerazioni.

  2. Un uomo, uno scrittore, un letterato, un poeta, una coscienza critica unici. Pasolini fa parte di quella categoria di persone che “succedono” una, due o tre volte nella storia.

  3. sapeva e vedeva…
    Salò o le 120 giornate di sodoma, fu fatto sparire dopo una settimana dai circuiti di visione,
    io riuscii a vederlo, e seppi che oltre il linguaggio duro, osceno, c’era una denuncia tremenda.
    perfino i prelati consezienti orgiasticamente alla tortura dei prigionieri (ne sa qualcosa l’Argentina dei desaparecidos) e, come ogni Ipazia che si profili all’orizzonte, che abbia in sé la possibilità di “svegliare” il gregge, viene prontamente smembrato, mistificato, infangato.

    “Sono caduti dei modelli di comportamento e sono stati sostituiti da altri modelli di comportamento. Questa sostituzione non è stata voluta dalla gente, dal basso, ma sono stati imposti dal nuovo potere consumistico, cioè la nostra industria italiana pluri-nazionale e anche quella nazionale degli industrialotti, voleva che gli italiani consumassero in un certo modo, un certo tipo di merce, e per consumarlo dovevano realizzare un nuovo modello umano.”
    quanto ci può essere di più profetico e reale di questo?..

  4. “Io detesto soprattutto il potere di oggi. Ognuno odia il potere che subisce, quindi odio con particolare veemenza il potere di questi giorni.”

    così come non sottoscrivere la sua analisi sul “potere che manipola i corpi” e le coscienze con “quella omologazione” basata sul consumo ” che il fascismo non è riuscito assolutamente ad ottenere”.

    Grazie Abele!
    parole di chi va dritto, nel modo di vedere chiaro, e non arretra il suo dire.
    ciao!

  5. Peter Russel ha scritto nei suoi appunti che “potere e poetare sono due cose differenti”. Poiché Pasolini è un Poeta può ben dire cosa il potere sia nella sua natura autentica.

    Grazie Abele per questa pubblicazione!

    Rosaria

  6. Personalmente ho pensato pure io ad una cosa abbastanza simile, ma non la stessa. è una citazione contraddittoria perchè anarchia è assenza di governo ed è incompatibile con ogni forma di potere o accentramento di qualsiasi classe dirigente. E’ come dire . O c’è l’acqua che spegne il fuoco, o il fuoco evapora l’acqua – per capirsi -. Il termine “ANARCHICO” usato da P.P. Pasolini è simbolico/indicativo e non corretto nella completezza del suo significato, ma utilizzato solo come un parziale eufemismo che evidenzia una logica/mentalità al di fuori di schemi, da leggi, norme, confini e regolamenti vari. In pratica un’anarchia senza etica – coscienza ed autogestione solidale. Ma … questa di fatto non è anarchia !

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