Anna Maria Farabbi: La bambina cieca e la rosa sonora

Anna Maria Farabbi: La bambina cieca e la rosa sonora
LietoColle – Collana Il Graal
Presentazione ufficiale volume e concerto: Bari 13/12/10 (dettagli)

testo per musica di
Anna Maria Farabbi
musiche
Vincenzo Mastropirro

interventi visivi
Massimo Achilli

disegni di
Paolo Sciancalepore

La stessa scrittrice annuncia l’opera: “Lo stupore infantile di chi si sporge nell’anello del pozzo. Del pozzo cosmico. E chiede come un atto istintivo, allarmato, tenerissimo: dove da dove perché. E chiede dalle profondità del sé, con voce fragilissima. E questo chiedere fa un’eco impastata di vento e di frullo d’ali. Si modula, si orienta, si precisa, si potenzia come un velocissimo stormo vocale fino all’ombelico della pancia madre che è la vita mater, la vecchia, vecchissima, ancestrale mater. La durata del viaggio è la rosa sonora. Dentro cui agisce tutta la cultura del mito, della sensorialità, del simbolo, del suono e del silenzio organico.

Gli artisti offrono soltanto un tappeto volante per la lunghissima, intensa, spirale del viaggio. Io, l’idea e la tessitura delle parole.”

 

“La bambina cieca e la rosa sonora” di Anna Maria Farabbi è un testo scarno ma ricco di azioni che si presenta come un teatro di voci e di suoni, una particolarità, questa, che prospetta al musicista ulteriori difficoltà e ulteriori rischi. A tanto si aggiunga che la parte letteraria contempla una forma finale, una precisa idea di compimento dell’opera, attraverso una serie di passaggi obbligati. […] Il testo delinea con pochi tratti l’allegorica discesa “in un luogo tempo buio inabissato” dove si può ascoltare, impastata di eco, la voce “incerta impaurita tremolante” di una bambina che sfida il silenzio terrificante da cui si sente avvolta con domande che vorrebbero sciogliere “tutto il buio, tutta la paura del buio, della morte” fino a percepire “la vibrazione della polvere stellare”, la luce che ella non può vedere, “la sua velocità, il suo andare, il suo toccare, le sue resurrezioni”. È, in breve, il racconto di uno smarrimento e di un desiderio di rinascita che comincia a pulsare, prendendo immediatamente forma e ritmo, nell’intrecciarsi del battito cardiaco e del metronomo.
Il compositore Vincenzo Mastropirro, che è anche poeta, si accosta a una materia così delicata con molta discrezione.si pone anzitutto il problema di come far respirare il testo. E così entra in scena in punta di piedi, con un lungo assolo di flauto alla fine del primo quadro, per disvelare man mano la ricchezza timbrica del piccolo organico che ha messo insieme (completato da musicisti di assoluto valore come Nicola Pisani alle ance, Domenico Bruno al pianoforte e Luigi Morleo alle percussioni) a cui ha consegnato il nitore delle sue composizioni. Con il notevole apporto, poi, delle parti improvvisate (affidate soprattutto agli svettanti sassofoni di Pisani) il risultato è davvero ammirevole e sorprendente: un piccolo miracolo che si rinnova ad ogni ascolto.
dalla prefazione di Vittorino Curci

La bambina cieca e la rosa sonora: la sintesi perfetta tra il silenzio non visto e un sentire che non c’è. C’è un suono che scioglie il silenzio come un pettine tra i capelli, come un dubbio sull’anima. C’è un suono che diluisce nel nero appestato di una notte fredda, una sensazione di morte apparente dove non sentire, non udire… non può evitare di non far male.
C’è un suono, oltre la barriera del tempo, che imprigiona ogni cosa e tra le cose, getta il fiato in un eterno scompiglio. Vento tra i rami nel più solitario degli autunni. Perché non è il niente che cade a terra senza fare rumore che mi spaventa, ma il niente che cadendo non sa di generarne alcuno! È a quel suono che mi aggrappo con le unghie e con i denti, stringendo l’attimo che mi invade come fosse l’ultimo che mi resta da vivere. E la sonorità rende muta l’anima che mai nessun canto potrà plagiare, un singhiozzo che diventa pianto senza che abbia un inconscio su cui danzare, una eco che si dipana senza voce…
dalla postfazione di Carlotta Zanobini

Mastropirro Ermitage Ensemble
Enrica Rosso voce recitante
Vincenzo Mastropirro flauti/direzione
Nicola Pisani sax sopr/bar
Domenico Bruno pianoforte
Luigi Morleo percussioni

***

Notizie

Anna Maria Farabbi vive a Perugia.

Poesia:
Fioritura notturna del tuorlo (Tracce, 1996);
Il Segno della Femmina (LietoColle, 2000) con cd;
Adlujè (Il ponte del sale, 2003);
Kite, con portfolio di 9 opere grafiche di Stefano Bicini (Studio Calco­grafico Urbino, 2005);
La magnifica bestia (Travenbooks, 2007);
Segni, con opere grafiche di Stefano Bicini (Studio Calcografico Urbi­no, 2007);
In nomine, poesia su incisione di Simonetta Melani (Due Lire, 2008);
Larosaneltango, per musiche di Diego Conti (Studio Calcografico Ur­bino, 2008);
La neve (Il Pulcino Elefante, 2008);
La luce esatta dentro il viaggio (Aljon, 2008);
Solo dieci pani (LietoColle, 2009).

Prosa:
Nudità della solitudine regale (Zane Editrice, 2000);
La tela di Penelope (LietoColle, 2003).

Saggistica, traduzioni:
Le alfabetiche cromie di Kate Chopin, monografia su Kate Chopin (Lie­toColle, 2003);
Un paio di calze di seta, raccolta di racconti di Kate Chopin (Sellerio, 2004);
Il lussuoso arazzo di Madame d’Aulnoy (Travenbooks, 2009).

Cura dell’opera:
Antologia Luce e Notte: esperienza dell’immagine e della sua assenza (LietoColle, 2008);
Antologia di Ammirazione Femminile per l’Associazione Il Filo di Eloisa (LietoColle, 2008);
Antologia L’ustione della poesia – Poeti LietoColle – foglio di poesia numero due (LietoColle, 2010).

Monografia sull’opera:
Francesco Roat, L’ape di luglio che scotta, anna maria farabbi poeta (Lie­toColle, 2005).

***

Vincenzo Mastropirro è di Ruvo di Puglia, vive a Bitonto (Ba).
Flautista, compositore, autore di poesie, didatta, personalità eclettica e poliedrica. Frequenta la classe di flauto al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari dove si diploma sotto la preziosa guida di Antonio Minella che rivela in lui un musicista sensibile e creativo. Prosegue i suoi studi con grandi maestri della scena internazionale da P. L. Graf ad A. Persichilli a T. Wye a M.Debost a A.Morini a R. Chiesa e contemporaneamente si diploma in Musicologia e Pedagogia musicale alla Scuola Superiore di Fermo, approfondendo i suoi studi compositivi nelle tecniche del ‘900 con il compositore bresciano A. Giacometti. Dal 1989 suona col Trio “Mauro Giuliani” insieme al chitarrista Antonino Maddonni e al clarinettista Giambattista Ciliberti per importanti teatri e sale concertistiche in Italia e all’estero – Egitto, Francia, Inghilterra, Germania, Marocco, Spagna, Malta, Romania, Austria, Iraq, India, Grecia, Bosnia e col Trio incide cinque CD con le case discografiche FonitCetra, Bongiovanni, Rugginenti, PhoenixClassics, Warner Music, Terre Sommerse cimentandosi con un  repertorio che va dal classico al contemporaneo, dalla contaminazione all’improvvisazione. Nel ’97 fonda il”MASTROPIRRO ERMITAGE ENSEMBLE”, formazione “aperta” atta a sperimentare nuovi progetti compositivi con poesia, pittura, scultura, teatro.

L’amore per la poesia lo porta a musicare i testi di Alda Merini e compone Ballate – inciso per la Phoenix Classics, Montebelluna (Tv) 1999. Successivamente, su poesie di Vittorino Curci, compone Songs inciso per Terre Sommerse Roma 2008 e poi Mater Dolorosa, Stabat in nove quadri su laudi dialettali pugliesi inciso per la Essemmegi, Bari 2003. Ha composto alcuni brani per il jazzista Paolo Fresu & Alborada String Quartet e per il duo Sakis Papadimitriou e Giorgia Sylleou. Ha scritto le musiche per il monologo teatrale Bar Florida di Vittorino Curci messo in scena dal attore-regista Pino Casolaro. Ha realizzato un CD antologico di musiche originali con poesie del poeta Giampiero Gelmi pubblicato da LietoColle (2007). Ha composto la musica per il progetto multimediale “La bambina cieca e la rosa sonora” su testi di Anna Maria Farabbi e interventi visivi di Massimo Achilli. Suoi testi poetici hanno ottenuto riconoscimenti a Premi e Concorsi e sono pubblicati in diverse antologie, tra le più recenti Pugliamondo – un viaggio in versi (Edizioni Accademia di Terra d’Otranto Neobar, 2010).

Pubblicazioni:
Nudosceno (LietoColle, 2007); Tretippe e Martidde. Questo e Quest’altro (Giulio Perrone, 2009).

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Massimo Achilli si diploma all’Istituto Statale d’Arte di Orvieto, nella sezione di Arti Grafiche Pubblicitarie e della Fotografia nel 1976.

Regista, fotografo, autore di Multivisioni d’Arte, Opere Multimediali, Installazioni Fotografiche, Performances Teatrali: dirige il Collettivo Teatro Animazione di Orvieto e la scuola di teatro danza e arti multimediali “Laboratorio Teatro Orvieto”.

Dal 1994 al 1998 collabora con l’Associazione Arte Multi Visione per il Festival Internazionale omonimo in qualità di assistente alla direzione artistica e come artista, proponendo multivisioni d’arte, spettacoli e installazioni multimediali; con alcune di queste opere è presente in diversi festival multimediali in Italia, Francia, Germania. Sempre dal 1994 è fotografo ufficiale del Teatro Mancinelli di Orvieto. Dal 2001 dirige la residenza d’arte, cultura e spettacolo “Venti Ascensionali” in cui sono stati ospitati importanti artisti. Dal 2003 collabora con il musicista jazz Giampaolo Ascolese e il suo gruppo, con cui ha già prodotto 4 spettacoli multimediali, da allora inizia una collaborazione sempre più assidua con altri musicisti Jazz quali Gabriele Mirabassi, Danilo Rea e Gerardo Iacoucci e Enzo Pietropaoli.

Fotografa per il teatro la danza e il jazz, le sue foto sono state pubblicate su diverse riviste specializzate (Zoom, Photo, Gente di fotografia, Jazzit), sul libro fotografico  “Umbria & Jazz 25 anni di musica” e il libro fotografico uscito nel 2003 per i 30 anni di Umbria Jazz. Ha realizzato, per la casa editrice Amilcare Pizzi di Milano il calendario Jazz del 1999, e per Emergency, in collaborazione con Umbria Jazz il calendario Jazz 2003/2004, produce inoltre multivisioni d’arte e video sui restauri del Duomo di Orvieto e su altre opere storico artistiche e monumentali.

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Paolo Sciancalepore, nato a Molfetta (Bari) nel 1955, dopo aver conseguito la maturità artistica, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bari (corso di scenografia). Attualmente vive e lavora a Bisceglie dove insegna Arte e Immagine nella scuola secondaria di 1° grado “Riccardo Monterisi”. Il tempo del suo lavoro accoglie, con la pittura e l’insegnamento, numerosi altri impegni ed interessi sempre nel settore creativo: scenografie di spettacoli teatrali, illustrazione di libri di storia e letteratura, manifesti divulgativi di tradizioni locali, video documentari; in particolar modo la ricerca e la sperimentazione di nuovi strumenti informatici e tecnologici, applicati all’arte. Interessanti le “performance” dal titolo “Contaminazioni… tra musica e pittura”, realizzate in collaborazione con il “Trio Giuliani” in varie sedi in Italia e all’estero.

Dal 1971 ad oggi ha tenuto diverse mostre collettive e personali riscuotendo premi e riconoscimenti.

10 pensieri su “Anna Maria Farabbi: La bambina cieca e la rosa sonora

  1. Mi piacerebbe molto assistere a quest’opera, con mia figlia che comincia ad avere paura del buio e che venerdi compie cinque anni. La poesia di Anna Maria Farabbi, gli interventi visivi di Massimo Achilli, i disegni di Paolo Sciancalepre, e la musica di un poeta come Vincenzo Mastropirro, che mi sta molto a cuore. A tutti loro un grande augurio, sarà una serata di magia, quella di cui si sente tanto, e sempre, il bisogno.
    Abele

  2. Grazie Abele per aver ospitato questo post.
    Speriamo di poterlo portare in giro questo spettacolo e divulgarlo a più persone, comunque il LIBRO CD DVD è edito da Lietocolle fresco fresco di stampa se vi va di prenderlo c’è sul sito lietocolle. (regalo di natale)
    un abbraccio
    v

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