Francesco De Girolamo: Paradigma

 
Questo volume di Francesco De Girolamo, raccoglie poesie scritte  nel corso di dodici anni, rendendoci il tutto come un corpo unico, una sorta di “diario della vita”, di occasioni e di riflessioni in cui possiamo immergerci.
Il percorso è illuminato e comprensibile, il lavorio di Francesco De Girolamo traspare negli ultimi componimenti, dove troviamo non risposte ma rassicurazioni alle domande esistenziali poste in anni più remoti.
Molte domande e poche risposte chiare e certe ma, proprio per questo, troviamo matura questa raccolta dove tutto è imperniato sulla ricerca dell’equilibrio della vita, sulla capacità di relazione e che, esortando con “cammina e canta”, si tenta di sconfiggere la paura e di esorcizzare i fantasmi. L’aria nuova entra e smuove, fa partecipare a schemi di vita diversi, accende speranze per un ritrovato futuro.
L’autore non ha titubanze: sa che deve superare gli ostacoli senza la tentazione di scansarli: “E’ da qui che devo passare / se voglio andare oltre…”.
Nel testo,De Girolamo, non dimentica lo sguardo sul “mondo” divenendo testimone, a pieno titolo, delle ingiustizie e lanciando appelli contro le guerre.
Questo lo rende quasi unico nel nostro panorama poetico, e per questo, ancora più apprezzabile.
(Gabriella Gianfelici)

 

ROSSO D’ORIENTE

Tutto ciò che risplende è mutevole

come il rosso tenue d’Oriente

che gocciola nel mare già tetro

dietro quella imperturbabile nuvola.

Tutto ciò che risplende non ha quiete.

Tutto ciò che risplende è nulla,

come la stella che svanisce nell’alba,

il desiderio che s’impenna ferito

e folgorato cade prigioniero

nell’abisso di un sospiro.

Tutto ciò che risplende è leggero,

come il tuo incedere distratto

tra la folla, con occhi da straniero

che non appartiene a nessuno,

cui nessuno tende una mano.

Tutto ciò che risplende è lontano.

*

INVERSO  

Io abito un abisso umido e vivo

e buio e caldo ed alto e senza fine

e cado ovunque vada la sua ombra che vaga

e salgo verso il nulla come un’onda sempre in moto

nel vuoto chiaro di vento e fuoco

e sento dentro me come un inverso

aspro universo inerme in me sospeso

che un altro me contende a un altro senso.

*

CAMMINA E CANTA

Cammina e canta

e insegui molti amori

impossibili e fieri

e disvela misteri e nascondi

i tuoi sogni ai veleni del giorno

livido e freddo e uguale.

Troppe bocche senza ansia di fiamma

bisbigliano il coro dell’ombra

alla folla disabitata.

E tu, sii il seme di un’alba

remota, mai sorta;

appartieniti, proteggiti

dalla vita già morta

che incalza; sii il cucciolo inerme

della tua rinnegata eternità.

*

PASSAGGIO

E’ da qui che devo passare

se voglio andare oltre, non so dove;

che possa dire infine: “Ci sono!”

Per strade senza strada devo portare

questo gorgo che in gola mi brucia

ed aprire le braccia verso un vuoto

in cui fiorisca la luce

che non ferisce.

*

FUOCO E GELO

                                    “L’ovvio è difficile da provare. Molti

                                     preferiscono l’oscuro.”

                                     Charles Simic

                        da “La stanza bianca”

Vedere è l’arte silenziosa

dello sguardo che la luce non cattura

ma procede sulla strada scoscesa

e ignota dei sensi alleati.

Quante lune scorreranno prima che la mente

abbia dominio sulle ombre?

Prima che un chiarore prenda impulso dal sangue

e il dito sfiori il tasto di uno schermo

rivolto all’ultimo zenith, all’orizzonte

estremo, al nord di tutti i nord?

L’ago del chimico è già nella fiala,

il fisico ha stilato il suo prospetto,

la cavia tende il petto al sacrificio:

s’avvicina il mattino in cui il custode

di fuoco e gelo porrà la sua mano

sul nostro capo smarrito nei cerchi

inestricati di una storia sospesa.

Noi, agnelli e demoni, balbetteremo pretesti?

Ma gli occhi del volto più amato

impressi al fondo dell’alveo sommerso

della coscienza, ci condurranno lievi

al ritorno nel non qui mai svelato.

E finalmente avrà inizio l’inizio.

***

Francesco De Girolamo è nato a Taranto, ma vive a Roma, dove, oltre che di poesia, si occupa di teatro, come autore e regista. Ha pubblicato le raccolte poetiche: “Piccolo libro da guanciale” (Dalia Editrice, 1990), con introduzione di Gabriella Sobrino; “La lingua degli angeli” (Edizioni del Leone, 1997) ; “Nel nome dell’ombra” (Ibiskos Editrice, 1998) con una nota critica di Gino Scartaghiande; “La radice e l’ala” (Edizioni del Leone, 2000) con prefazione di Elio Pecora; “Fruscio d’assenza” -Haiku della quinta stagione- (Gazebo Libri, 2009); e “Paradigma” (LietoColle, 2010) con introduzione di Giorgio Linguaglossa. E’ presente nelle antologie: “Poesia dell’esilio” (Arlem Edizioni, 1998), “Poesia degli anni ’90” (Scettro del Re, 2000), “Haiku negli anni” (Empiria, 2005), e “Calpestare l’oblio” (Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana, 2010). Si sono occupate criticamente della sua opera, tra le altre, le riviste: “Poesia”, “Folium” , “Poiesis”. “La Recherche” e “Atelier”.

 

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21 pensieri su “Francesco De Girolamo: Paradigma

  1. Sempre Simic, citando Levi Strauss, afferma che l’arte è una “riduzione essenziale”. E questo processo di “riduzione”, ricordo la maestria di Francesco con gli haiku, porta inevitabilmente a una poesia lucida e coerente con il bisogno di comunicare, di non passare invano. Una poesia civile quindi, quella di Francesco, che si propone senza grandi proclami ma che riesce molto efficace proprio per la sua “trasparenza” e per uno stile fermo e raffinato.
    Abele

  2. Per me è una bellissima scoperta trovare questi versi, e scoprirvi un’affinità davvero singolare, una visione del mondo che mi è parente, come se avessi rivisto un io parallelo e contiguo che vive e scrive altrove, e che ripropone temi a me carissimi, un rimbaudiano sguardo che il poeta getta sul mondo, che non viene ricambiato.

  3. conosco molto bene questo piccolo (grande) volume poetico di francesco de girolamo, così come conosco bene la scrittura felice di gabriella gianfelici: amici, entrambi, che conosco anche personalmente e di cui ho stima immensa e che donano sapere_sapore poetico in ogni cosa che stilano con immensa ideatività… saluto entrambi con piacere sperando di rivederli quanto prima..
    r.m.

  4. Caro Roberto,
    grazie sempre dei tuoi sentiti apprezzamenti, peraltro ricambiati.Auguriamoci un incontro prossimo…tra un libro e l’altro, tra un treno e l’altro.
    Con affettuosi saluti
    Gabriella

  5. La poesia di Francesco ha sempre la capacità di rinnovarsi, di tentare stilisticamente e tematicamente strade nuove o rivisitare in modo personale e inconfondibile la tradizione. Credo che sia questa una qualità non comune nel nostro panorama poetico.
    Enrico

  6. Il mio passaggio per attestare ancora una volta la mia stima per Francesco De Girolamo e per Gabriella Gianfelici sempre attenta lettrice dei testi altrui. Un saluto a tutti. Lucianna Argentino

  7. Ringrazio tutti voi per esservi fermati a leggere, o a rileggere, questi miei versi, lasciando un segno tanto prezioso del vostro passaggio.
    Grazie a Gabriella per la sua nota introduttiva, così limpida e generosa.
    Grazie ad Abele per la sua squisita ospitalità e per la passione, rigorosa ed esemplare, che profonde in questo magnifico spazio di confronto culturale e civile.
    Un caloroso, e fiducioso, arrivederci.
    Francesco

  8. “Vedere è l’arte silenziosa
    dello sguardo che la luce non cattura”

    Può racchiudersi qui la metafora della poesia.
    complimenti Francesco

  9. la cura dei suoni, una sintassi appena mossa(osservo diverse proposizioni coordinate, soprattutto nella poesia “inverso”) come percorsa da un piccolo fremito che la rende intrigante
    il contenuto ampio di visuale
    me la rendono molto interessante e da godere.

    la mia preferita “passaggio” (molto, molto bella)

    grazie della proposta sia all’autore che ad Abele
    ciao!

  10. Grazie a te, Margherita (Ealla, per non confonderti con l’altra Margherita, Rimi) della tua accurata e benevola lettura.
    Un cordiale saluto.
    Francesco

  11. Vedere è l’arte silenziosa

    dello sguardo che la luce non cattura

    ma procede sulla strada scoscesa

    e ignota dei sensi alleati.

    Bravo sempre Francè!

  12. Versi che lasciano il segno quelli di Francesco De Girolamo. Sono giorni che viaggio in compagnia del suo libro e non riesco a lasciarlo, ogni tanto sento il bisogno di riaprirlo e di leggere una o due poesie.
    Tornerò per esprimere le mie sensazioni in modo più compiuto perché ho bisogno di tempo, di assorbire i versi, di meditarli. E’ come se mi dovessero entrare dentro e rimanere lì a riposo in una sorta di stagionatura. Dopo tutto questo riesco a scriverne.
    Grazie a questo bellissimo Blog.
    Cinzia

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