Poetry Lab: Rosaria Di Donato

Rosaria Di Donato

Da dove viene la tua poesia?
La mia poesia viene dall’ interno,  dal provare un’emozione e trasfonderla in un ritmo, in parole.  Penso di essere una poetessa lirica. A volte, scrivo anche poesie d’occasione oppure legate al sociale,  ma è sempre l’emozione che dà origine alla mia scrittura. Scrivo per comunicare il mio mondo interiore, la mia particolare visione delle cose, i miei sentimenti. La poesia, per me,  è un modo per trovare se stessi:  un approdo nel fondo del mare che noi siamo! La poesia  è gioia! Gioia di esprimersi; possibilità di andare incontro alla gente e dire una cosa vera, una cosa  “sentita” da chi la scrive. La poesia è autenticità: quando leggo gli altri poeti penso di incontrare la loro anima. So bene che Pessoa non sarebbe d’accordo con me; lui sostiene che “ il poeta è un fingitore”! Certo può essere anche così, ma io non la penso in  questo modo.

Per chi scrivi, come immagini il tuo lettore?
Scrivo per tutti,  ma penso che il lettore di poesia debba essere  una persona sensibile e di cultura: comunque un cultore del genere perché , altrimenti, è difficile apprezzare le tante cose di cui un testo si compone ed il linguaggio poetico stesso: conosco molte persone che lo rifiutano, lo ritengono insensato.

Come vivi, con te stessa e con gli altri, il tuo essere poeta?
Lo vivo con semplicità ed entusiasmo: con immediatezza, con spontaneità come è anche il mio carattere. Quando parlo, nel linguaggio corrente, uso spesso metafore, molta ironia ed ho un senso estetico della vita. La mia misura è estetica, ma non estetizzante.

Come hai iniziato?
Ho iniziato da adolescente, ma strappavo le poesie che scrivevo perché mi sentivo diversa, mi sembrava strano scrivere sulla carta i sentimenti, creare con le parole immagini che li rappresentassero. Fatalità, la mia prima raccolta di poesie si intitola proprio “Immagini” e l’ ho scritta dopo un grande dolore che, nella vita di tutti i giorni, mi ha reso silenziosa per  diverso tempo.

Come ti veniva insegnata a scuola la poesia, che ricordi hai?
A scuola la poesia  mi è stata trasmessa  senza particolare enfasi, ma con bellezza! Comunque trovavo bello leggere i testi che gli insegnanti mi proponevano:  capivo che la lingua, in quel contesto, era suono, che venivano espressi stati d’animo con simboli, analogie, allegorie. Mi piaceva il discorso “altro”, il mondo trasgressivo ed originale della poesia rispetto al linguaggio logico-descrittivo o logico-concettuale.  Insomma coglievo l’aspetto creativo e liberatorio della poesia. Mi piaceva imparare a memoria, fare la parafrasi,  commentare, illustrare il contenuto con un disegno. Ho amato anche conoscere le vite dei poeti! Da grande ho appreso l’ analisi strutturale del testo; sì, mi piace analizzare e smontare: è un modo per capire meglio! Però, il verso nasce puro, con il suo ritmo già definito: il resto è tutto una modulazione e una variante di quello.

A chi fai leggere per primo i tuoi versi?
Le mie poesie le ho fatte sempre leggere al mio  primo editore, Domenico Defelice, e alla mia amica poetessa  Lucianna Argentino.

Usi la penna e/o il computer?
Un tempo usavo la penna e scrivevo ovunque e comunque, ora uso il computer.

Quanto viene di getto o è frutto di lunghe elaborazioni?
 Scrivo di getto, ma rielaboro e, soprattutto, lascio sedimentare i testi: li rileggo dopo molto tempo e li limo.

A parte le tue, quante poesie di altri pensi di ricordare a memoria?
Sicuramente ricordo  versi di Leopardi, di Foscolo, qualcuno dei miei, ma, a dire il vero, di tanti, tanti poeti di tutte le epoche non esclusi i poeti contemporanei,  i miei amici, tutti quelli che, come me, credono nella poesia e la coltivano.

Un consiglio prezioso da passare agli altri.
Un consiglio prezioso che vorrei dare è di vivere per le cose che si amano e di essere se stessi, sempre!

Un poeta su tutti.
Un poeta su tutti è Dino Campana: è stupefacente! “Chimera “ è bellissima! ma non solo questo testo…mi  sorprende dei “Canti Orfici”.

Grazie! Ciao.

Rosaria Di Donato
Roma, 12 ottobre 2010

 

Non siamo dei

al vaglio dei secoli

e della storia

nell’attimo intenso

dell’ardore esistenziale

giunti a profetare

nella densità del vocabolo

un mondo migliore

scaturito dalle viscere

abbiamo distillato il tempo

esautorato la realtà

non plagiati dal vero

rincorriamo l’autentico

il vitale respiro col tutto

non possiamo dire

solo sentire

e dare al sentimento

forma

dante-poeta

versi

giochi alterni

nel piano-forte dei giorni

mistero d’esistere

dono di noi

non siamo dei

solo d’amor

sublimate creature

poeti

(da “Frequenze D’Arcobaleno”,  Ed. Pomezia-Notizie, Roma 1999).

*

Immagini

approdo di candide vele

sul far della sera

quartieri di sole

scavati nel fondo del mare

abissi  insondabili e pietra

dell’ uomo nell’uomo

a difesa di sé

( da “Immagini”,  Ed. Le Petit Moineau, Roma 1991).

*
Speranze

svegliarsi un giorno

e scoprire che tutto

non è ancora perso

rinnovare speranze

rinverdire pensieri

rimuovere dai calzari

la polvere

e di nuovo solcare

le vie che conducono

al cuore al centro

al senso segreto

di tutte le cose

(da “Sensazioni  Cosmiche”, Ed. Le Petit Moineau, Roma 1993).

Rosaria Di Donato è nata a Roma dove vive. Laureata due volte in filosofia (quadriennale e specialistica), insegna in un liceo classico statale. Ha pubblicato quattro raccolte di  poesia: Immagini, Ed. Le Petit Moineau, Roma 1991; Sensazioni Cosmiche, Ed. Le Petit Moineau, Roma, 1993; Frequenze D’Arcobaleno, Ed. Pomezia-Notizie, Roma 1999; Lustrante D’ Acqua, Ed. Genesi, Torino 2008. Collabora a riviste di varia cultura ed i suoi volumi si sono affermati sia in Italia che all’estero, con giudizi critici di Giorgio Barberi Squarotti, per esempio, e traduzioni di Paul Courget e Claude Le Roy (riviste Annales e Noreal). Partecipa al blog “Neobar” ed altri siti letterari sul web. Vincitrice di alcuni premi di poesia si interessa di arte, cinema, letteratura.

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27 pensieri su “Poetry Lab: Rosaria Di Donato

  1. Poesia limpida quella di Rosaria, un saper guardare alla vita e alle cose con coraggio e serenità. Quanto dice nell’intervista conferma un sentire profondo che si fa luce continua ricerca di “vitale respiro” per
    le vie che conducono
    al cuore al centro
    al senso segreto
    di tutte le cose

    Grazie Rosaria.
    Abele

  2. Limpidezza, trasparenza e anche una corporeità ben delineata, c’è una posizione chiara, ogni parola lo afferma.Non c’è ambiguità, nei testi di Rosaria:la sua tenace voglia di vivere legata all’amore per quanto è la vita, una strordinarietà,all’interno di una norma che noi costruiamo per attraversarla,restando quasi incolumi, ma che non ci salva. L’amore, invece, ci salva, ci salva sempre,afferma Rosaria e non ha dubbi. Personalmente nutro qualche dubbio, trovo che questa presenza abbia una forza tale che, a volte, a volte spesso, risulta dirompente,altre è una bandiera in nome della qule si compionoefferatezze, dunque, per me, non è così chiaro.
    Condivido con Rosaria la volontà di non lascirsi travolgere e di voler iniziare ogni giorno, anche se questo significa cominciare di nuovo.
    C’è fiducia, nei suoi testi, la volontà che la parola sia una parola aperta: una parola dell’incontro. Grazie,ferni

  3. Poesia ispirata da una luce interiore che ha trovato un’uscita felice e si spande all’esterno con semplicità, naturalezza, non senza un lavoro accurato di discernimento.

  4. Una limpidezza di fondo che si sta facendo, via via, più densa e incisiva, con una, sempre più consapevole, matura e laboriosa fiducia nella potenzialità liberatoria della parola. Grazie, Rosaria, della tua costante, significativa e tanto versatile presenza. Un caro saluto. Francesco

  5. “La poesia, per me, è un modo per trovare se stessi: un approdo nel fondo del mare che noi siamo! La poesia è gioia! Gioia di esprimersi; possibilità di andare incontro alla gente e dire una cosa vera, una cosa “sentita” da chi la scrive. La poesia è autenticità: quando leggo gli altri poeti penso di incontrare la loro anima”.

    “Mi piaceva il discorso ‘altro’, il mondo trasgressivo ed originale della poesia rispetto al linguaggio logico-descrittivo o logico-concettuale”.

    Due affermazioni che condivido pienamente. Traspare dalla tua scrittura, Rosaria, un ordine di base che va ad analizzare, intorno a un’idea, le cose di cui non sappiamo, in quel confine sfocato tra certezza e opinione. E la tua idea, la esprimi con massima limpidezza, che è un piacere sempre nuovo leggerti e scoprirti.

    “non possiamo dire
    solo sentire
    e dare al sentimento
    forma
    dante-poeta
    versi
    giochi alterni
    nel piano-forte dei giorni
    mistero d’esistere
    dono di noi
    non siamo dei
    solo d’amor
    sublimate creature
    poeti”.

    Questi versi su tutti! :-)

    Fernando

  6. Traspare dalla bella intervista tutta la sensibilità poetica, e ancora prima quella di persona, che io riconosco pienamente in Rosaria; sensibilità supportata da uno sguardo e da una intelligenza fini sulle cose e “delle cose” (quella limpidezza e quel sereno coraggio dei quali parlano, tra gli altri, Abele e Ferni) . Su tutto mi colpisce quel “La poesia è gioia”, nel senso pieno che io leggo nei versi, e cioè quello di una condivisione umana, nella quale i versi e le immagini che essi delineano, sono “approdo di candide vele” e su candide vele (di scritture sulle pagine), per aprire “quartieri di sole”, ma anche sondare “abissi” “dell’ uomo nell’uomo (bellissima definizione|)/a difesa di sé”.
    E allora da qui, dal dentro e fuori di sé che “non possiamo dire/solo sentire”, epperò capaci di, una volta “giunti a profetare/nella densità del vocabolo/un mondo migliore” (bello!), “di nuovo solcare/
    le vie che conducono/al cuore al centro” in un movimento dapprima cosmico, ma poi molto umano ed esistenziale (anche di resistenza civile più dichiarata, come in altre poesie di Rosaria), allora da qui il senso del fare poesia, dello scrivere più in generale e della lettura (che Rosaria ampiamente offre).
    Grazie a te e ad Abele
    Ciao!

  7. mi è piaciuta sia l’intervista che la lettura dei versi
    tutto è schietto, sgorga da sensibilità, elemento fondamentale/filo ad unire l’autore e il lettore

    grazie a voi
    Elina

  8. In questi versi, misteriosi, puri nella loro ispirazione lirica e meditativa, è racchiusa tutta una poetica:”…abissi insondabili e pietra / dell’ uomo nell’uomo / a difesa di sé.” Il tormento delle altezze, la vertigine pura dell’assoluto, colgono impreparati i lettori, avezzi al minimalismo anche in poesia. In tal senso la lezione della poetessa è utile, insostituibile, perchè ricorda istanze di valore oggi non sempre al centro dei dibattiti letterari. La costruzione verticale del testo poetico e la limpidezza del dettato mi sembrano le caratteristiche più evidenti, ma nei versi sono racchiuse molte verità, sensazioni e immagini che occorre assaporare ripetutamente, lasciandosene conquistare. C’è una voluttà dell’esprimere, del dire, che comunica, poi, in ultima analisi , una speranza – non tutto è perduto- sembra suggerire, con delicatezza e profondità, questa poesia.

  9. “C’è fiducia, nei suoi testi, la volontà che la parola sia una parola aperta: una parola dell’incontro.”
    Credo, come dice Fernanda Ferraresso, sia proprio quello che più traspare sia dai versi che dall’intervista di Rosaria Di Donato. Una forma di nitidezza dell’affondo al senso, un accoglimento del senso, la sua contemplazione poi e il renderla disponibile con parole chiare. Mi è piaciuto molto condividere il dissenso sull’ idea di Pessoa, e anche scoprire una cosa in comune, come il disfarsi dei versi per un certo periodo. Un piacere conoscerla un pochino di più.

    Doris

  10. Mi è capitato raramente di leggere un’intervista e di sentirci davvero tutto l’essere in carne ed ossa e anima del soggetto intervistato. Grazie dunque a Rosaria, alla sua generosità nel darsi non solo nella poesia ma anche in quello che viene prima di essa, di quello che sta al fondo di essa. E grazie per la stima e l’amicizia che contraccambio in sincerità. Un caro saluto a tutti. Lucianna Argentino

  11. Questa poesia si distingue perchè è cercatrice di chiarezza, nell’oscurità delle cose della vita, e di quelle dell’oggettivo mondo,
    si muove come la lanterna di Diogene; c’è una fiducia di fondo nella parola e nelle porte che essa consente di aprire.

  12. Si lascia rapire, Rosaria, dalla visione impellente di una poetica immediata, non mediata da architetture retoriche. E’ chiaramente ostaggio, volontario, della bellezza del verso traendo a se, ai suoi versi, l’incondizionata attenzione del fruitore.
    Ritrovo, nel suo versare, quell’autenticità che, se più presente anche in affermati autori, avrebbe azione salvifica verso il maltrattato segmento poetico editoriale.
    Il mio applauso.

  13. ” vivere per le cose che si amano e essere se stessi, sempre!”
    è il fuoco sincero che spiega la limpidezza della poesia di Rosaria, frutto della sua gioiosa visione dell’esistenza.
    la si incontra e da viso e voce diffonde un senso di serenità e di accoglienza, raro, che allarga il petto.
    sono felice di esserti amica, non ci perderemo
    annamaria

  14. Grazie Annamaria! Spero anch’io che non ci perderemo: l’amicizia è una delle cose più belle della vita. sono felice che la poesia ci abbia fatte incontrare anche su Neobar.

    Un saluto grande!
    A presto,
    Rosaria

  15. Avevo proprio voglia di incontrare la poesia di Rosaria, dopo che ne ho incontrato le parole molte volte e Il mio commento è questo se dico che ora, posso dire di averla sentita in poesia prima di leggere una sua poesia. Nella gentilezza di quel tono che è il suo tono, di guardare e di scrivere, di pensare.
    Un caro saluto.
    romeo

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