Mario Schiavone: La Campania fra 100 anni

Hankang Huang
E’ una gioia disegnare case. E’ davvero bello vederle: quel colore scuro, le fa sembrare cellette malate di un vecchio nido d’api putrescente. Pure se appaiono statiche, quando ce le fanno disegnare qui in classe, io me le immagino piene zeppe di persone che dentro ci vivono male per il poco spazio a disposizione. Avere spazio per vivere è un privilegio che spetta a pochi: così vuole il nostro Presidente e così sia.

Qui a scuola puntiamo una matita ottica su una tavola digitale, loro lì fuori puntano le grandi proboscidi delle betoniere che gettano cemento su tonnellate e tonnellate di balle di rifiuti che compongono gli scheletri delle unità abitative. Un’ idea, questa del riciclo-impiego dei rifiuti, che produce benefici immediati: nascondiamo e riutilizziamo tonnellate di rifiuti a gran velocità.

La formula con cui il nostro Presidente apre ogni cantiere di lavori è: “I nostri uomini, abili artigiani dell’edilizia, danno vita alla creazione urbana, usando le idee che nascono nelle ore di ricreazione dei nostri figli”.

Oggi il nostro Rieducatore “Fac”, il cui nome per esteso è “Factotum-Show 5012”, ci ha invitato a leggere i temi svolti la settimana scorsa. Poiché sono una delle più brave della classe, mi toccherà leggere il tema che ho svolto, alla prossima inaugurazione di una nuova serie di palazzine. Mi sto allenando a leggere ad alta voce.

Tema
“Racconta la Repubblica autoproclamata in cui vivi”

Svolgimento

Mi chiamo Sofia Coronella e sono nata il 12 gennaio del 2102. Frequento il terzo anno di scuola media di grado ultravanzato (ovvero capace di accogliare bambini con un quoziente intellettivo super elevato come il mio), presso l’istituto scolastico “Bambini ingegnosi e gioiosi”.
Sono nata negli anni del pieno sviluppo del nucleare, ho un cervello davvero sviluppato, anche se i miei genitori me lo hanno nascosto per molto tempo.

A scuola non abbiamo vecchi e decrepiti esseri umani come insegnanti, per questo mi sento più fortunata dei miei genitori.
Il nostro Fac, ad esempio, a differenza di un genitore, non è mai titubante. Grazie ad una elevata memoria informatica di cui dispone può rispondere a tutte le domande che gli faccio: lo fa scegliendo le risposte dal suo archivio. L’archivio è curato direttamente dal Presidente, il primo uomo ad avere l’ottima idea (circa mezzo secolo fa) di inviare nello spazio una navicella contenente i programmi scolastici cartaceii ormai obsoleti. Lo stesso è accaduto per quelle intere, inutili, biblioteche di libri ancora fatti di carta.
Credetemi, non c’è nulla di più affidabile (e resistente al tempo) della memoria di un Rieducatore.

Grazie al Rieducatore mai più tristi ricordi di fantasia alimentati dai miei genitori. Nessuno può permettersi di speculare sulla vera storia della nostra Repubblica. Eppure esistono persone che la sera a letto, prima di addormentarsi, sussurranno frasi come: “Bisogna tornare a vivere nella vecchia penisola, uscire da questa terra malata e tenuta sotto controllo da un ditattore feroce”. Frasi da far accapponare la pelle. Lo sanno tutti che esiste solo questa Repubblica. Ce lo insegnano a scuola da sempre. Inutile fantasticare. La persone hanno creduto per tantissimo tempo che nello spazio esistono altre forme di vita oltre a quella umana. Quando hanno smesso di credere in questo hanno cominciato a farneticare, parlando di una penisola a forma di stivale.
Il Presidente, che ha curato i piani scolastici a cui si attengono i vari Rieducatori, un giorno ci ha fatto visita a scuola e alla fine del suo discorso ha pronunciato anche queste parole:
” Mie abili e piccole menti del futuro, se sentite dire da qualche vostro parente, amico o conoscente che esiste una terra oltre alla nostra Repubblica denunciatelo immediatamente. Se riuscisse a fuggire da qui troverebbe solo la morte, perchè oltre la nostra terra le condizioni climatiche non sono affatto ottimali per lo sviluppo della vita.”
Questo significa che il nostro Presidente è un uomo altruista e buono.
Nessuno può decidere di ideare un piano per fuggire dalla Repubblica Autoproclamata di Terra di Lavoro. Questa terra è tanto cara al Presidente, lui fa tutto il possibile per garantire a noi tutti una vita ottimale.

I miei genitori come triste obiettivo avevano in mente la fuga, lo so perché li ho sentiti conversare di questo, una notte in cui credevano che io dormissi già. Per questo li ho denunciati. Mi è bastato andare ai piedi di una delle tante statue del Presidente, esistenti lungo le strade dei nostri complessi urbani e utilizzare il citofono preposto per le dichiarazioni spontanee. I citofoni vengono gestiti dall’ Ente territoriale per il controllo delle comunicazioni nella Repubblica autoproclamata di Terra di Lavoro.

Qualche ora dopo la mia dichiarazione i miei genitori sono stati arrestati e poi assegnati ad un piano di recupero genitoriale. E questo è un bene per loro. Un giorno loro capiranno e saranno fieri della figlia che hanno. Per ora è meglio che seguano bene il piano di recupero per genitori sovversivi ideato dal Presidente.
Fatti i dovuti ringraziamenti al Presidente e chiarita la mia posizione in merito al comportamento dei genitori sovversivi che ho avuto, userò lo spazio che mi rimane in questo tema per parlare della nostra magnifica terra.

La Repubblica in cui viviamo è composta da sei distretti urbani più la capitale: Aversa, Frignano Maggiore, San Marcellino, Villa di Briano, San Cipriano d’Aversa, Villa Literno. Casal di Principe è la capitale della Repubblica di Terra di Lavoro.
I confini dell’intera Repubblica vengono sorvegliati notte e giorno dagli uomini del presidente. I residenti in un distretto possono spostarsi in un altro distretto solo in casi di estrema necessità,previo autorizzazione del nostro Presidente.

Io vivo a Casal di Principe, e stando qui in capitale non ho mai avuto la necessità di visitare gli altri distretti urbani, ma per informarmi di ciò che accade nei territori leggo il giornale che gli amministratori dei nuclei urbani distribuiscono ogni giorno a scuola.

L’ultimo numero di Terra di lavoro notizie, edizione speciale, spiegava in modo chiaro e inequivocabile perché il Presidente è un uomo davvero speciale. Lo dimostrano, (scrive il giornalista) le ultime elezioni politiche: considerata la forte immagine non si è presentato nessun partito nuovo e il partito “Camorra Futura” si è insediato senza dispersione di voti. Ma questo era già chiaro fin dai sondaggi: quasi tutti hanno risposto in modo favorevole alle domande dei nostri addetti al sondaggio.

Ora, pure io che non sono una giornalista, so spiegare bene perché qui a Casal di Principe abbiamo tutto quello che serve ad una capitale: Esiste un palazzo di governo (si chiama Casa della tigre e dicono sia lastricato di pavimenti in oro zecchino), un proprio esercito il cui motto, che ogni soldato porta cucito sulla propria giacca è: “Guaglioni senza paura”, e delle piccole aziende, sempre fiorenti, che sviluppano aggeggi innovativi: le mine antiuomo non vengono più costruite in fabbriche abusive come avveniva trenta anni fa.
Oggi, grazie al nostro Presidente, tutta la filiera può operare alla luce del sole. Queste piccole aziende garantiscono un prodotto finito in tempi brevi, dall’ ideazione alla consegna. Le mine più belle finiscono ai piedi delle innumerevoli statue che raffigurano il Presidente, in modo da impedire che qualche sovversivo si diverta a sfregiare il volto del nostro grande uomo. Oppure, quando sono fallate, vengono destinate come giocattoli per i bambini che nascono malformati e come dono di compleanno per gli anziani matti che raccontano ancora favole su una penisola immaginaria a forma di stivale mai esistita.
Anche su questo argomento il Presidente, durante il discorso che tenne qui a a scuola, spese parole davvero apprezzabili: “Costruire gli ospedali al centro di ogni cimitero è stata una scelta a misura d’uomo e improntata al benessere collettivo: zero costi per i genitori di bambini nati normali, cioè con due braccia due gambe e un cervello che ha bisogno di anni e anni per uno sviluppo che si arresterà comunque con la maggiore età.
Grazie a quelle famiglie che decideranno di liberarsi dei loro figli sin dalla nascita, non ci sarà nessuno costo sociale vano. Lo stesso per quelle famiglie che decidono di porre fine alle sofferenze degli anziani che raccontano storie geografiche e sociali di uomini che abitavano in una penisola dalla bizzarra forma di stivale. Credetemi, noi vogliamo bene ai nostri anziani, ma questa Repubblica autoproclamata è l’unica terra possibile per tutti noi.”

La Capitale, così come l’intera Repubblica di Terra di Lavoro, gode di un clima efficente che autogestiamo con potenti apparecchiature: se vogliamo il vento produciamo il vento grazie a delle enormi ventole costruite in ogni quartiere, se vogliamo la pioggia spariamo nell’aria tonnellate di acqua filtrata che cade su tutti noi e per la luce o il buio ci pensano gli addetti ai lavori dello scudo di raggi laser che ricopre le nostre teste per difenderci dai potenti raggi del sole o da agenti atmosferici, inutili e incontrollabili, come la neve la grandine e le piogge acide.
Sul pilastro che regge una grande ventola posta nel mio quartiere ho trovato questa frase scolpita: Che Repubblica indipendente sarebbe una Repubblica che non può nemmeno gestire il proprio clima?! Viva il Presidente e il suo piano di recupero ambientale!

E’ proprio vero, in questa terra ne inventiamo di ogni tipo pur di vivere meglio.
L’ultima invenzione di un bambino super intelligente, il quale faceva parte della classe che ha completato il ciclo scolastico l’anno scorso, è una libellula bionica capace di rilevare sorgenti acquatiche radioattive. “Mai più costose ricerche a mano da fare sul campo”, ha dichiarato il Presidente dopo il volo inaugurale della prima libellula.

Nell’ultimo pacchetto di aiuti alle famiglie, oltre a delle pistole e delle bombe a mano per la difesa personale, c’era anche la libellula.
La si può usare con un telecomando, rimanendo comodamente seduti sul balcone di casa propria. Basta ruotare la manopola del telecomando sulla funzione “ricerca indipendente con report dal vivo” e quella parte.
Proprio adesso, mentre svolgo questo tema, vedo oltre il vetro della classe sciami di libellule bioniche alzarsi in volo.
Trovato un terreno vergine, ovvero dotato di una falda acquifera colma di liquami radioattivi, le libellule segnalano la loro posizione alla famiglia a cui appartengono e alle squadre del reparto ambientale.

Maggiore è la vena sotterranea di liquami che scorrono, maggiore sarà l’introito per la famiglia che deciderà di investire. Costruire un pozzo da cui estrarre la materia prima è fondamentale per l’estrazione, l’imbottigliamento e la vendita della Liquamina® . Questa bevanda, che ognuno di noi può autoprodurre e vendere agli altri cittadini è una valida alternativa rispetto alle comuni bevande a base d’ acqua.
L’acqua che usiamo per produrre la pioggia con i cannoni è incolore inodore e trasparente. Prendiamo in esame una giovane donna che vuole diventare madre di un bambino superdotato: se si nutre di acqua con proprietà inutili come quelle che ho descritto sopra non potrà mai avere un figlio con un grande cervello o una figlia dotata di più braccia con cui poter svolgere tanti lavori manuali. La Liquamina favorisce la nascita di veri bambini superdotati.

Trovato il pozzo gli uomini della sezione ambientale pensano agli impianti per l’estrazione, la distillazione e l’imbottigliamento. Prima che la Liquamina® venga immessa sul mercato bisogna solo ricordarsi di versare al partito “Camorra futura” un compenso idoneo, in modo da consentire la benedizione del pozzo da parte degli uomini dell’esercito: con una scarica di mitra sparata nell’aria si dà il via all’estrazione. Nessuno ruberà mai dai nostri pozzi, ne sono certa: gli uomini del nostro esercito sorvegliano notte e giorno le mura della nostra Repubblica per impedire la fuga verso territori non vivibili e quindi mortali.

In fine, vorrei dire in questo mio Tema, – per me tanto importante perché è come scrivere una lettera aperta al Presidente a nome di tutti i miei compagni di classe- che l ‘impegno del Presidente (capace di seguirci fin da quando le nostre madri ci portano in grembo per poi preoccuparsi della nostra formazione scolastica utile a rieducarci per usare al meglio i nostri poteri) condurrà la nostra Repubblica ad un destino bello e lungo.

Un futuro, pieno di scoperte sensazionali, ci attende. Questa nostra terra è l’unica possibile e lo sappiamo bene noi bambini della scuola speciale. Perché siamo, ora e per sempre, figli del nucleare e futuri padri non di esseri normali ma di creature con poteri ancora più belli dei nostri. Poteri che abbiamo ottenuto grazie al nostro habitat. Un territorio pulito non esiste, esiste il nucleare che garantisce sviluppo (altri bambini con super poteri), pace (grandi feste per ogni pozzo di liquamina aperto) e benessere (lunga vita a noi abitanti speciali, mai più gente normale).

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13 pensieri su “Mario Schiavone: La Campania fra 100 anni

  1. “La Repubblica in cui viviamo è composta da sei distretti urbani più la capitale: Aversa, Frignano Maggiore, San Marcellino, Villa di Briano, San Cipriano d’Aversa, Villa Literno. Casal di Principe è la capitale della Repubblica di Terra di Lavoro.”
    Fantascienza? Forse semplicemente un modo per raccontare quanto già è cominciato e facciamo finta di non vedere: la fine.
    Grazie Mario.
    Abele

  2. mammamia!!!
    Da far accapponare la pelle!
    Orwell non aveva previsto tanto.
    Scrivere con tanta lucidità di un futuro che è già il nostro presente, e scriverne con tanta maestria, è porsi con occhio supercritico sulle macerie di un mondo che sta andando alla malora.
    Ai crocicchi di una repubblica fondata sulla monnezza, sui rifiuti materiali e ideali, ci sono i monumenti ai caduti: Afeltra, Avitabile, Zurlo, ecc… tutti fatti oggetto di venerazione da parte dei cittadini.
    Per contro si possono sfogliare le liste nere dei boia: Falcone, Borsellino, Vassallo…
    La cementazione consente di “appianare” qualsiasi fastidioso accumulo di coscienze.
    Bravissimo, travolgente Mario Schiavone!
    Grazie Abele.

  3. ha ragione il nostro procuratore borrelli che, da milano, tuonava: RESISTERE-RESISTERE-RESISTERE!!! e non aggiungo altro se non un mio plauso al dott. schiavone che, con ironia tragica, ha saputo narrare cose “”raccappppppriccccccianti””!!!!
    r.m.
    ps: epifania che stiamo già vivendo e non solo nel sud?

  4. le passeggiate di notte fino alla punta del molo
    la pioggia che sferza e pulisce
    questi contrasti produco energie che si riversano nella parola
    detta scritta manipolata
    credo che i luoghi diano scosse alle scritture cosi come alle cose
    bisogna restare per ripartire
    da zero
    meglio di sempre
    un caro abbraccio
    c.

  5. ALL:significa tutto, ma.
    Tutto è più umano di quello che io stesso sono.Lui ha una memoria artificiale mentre la mia ha un circuito di sfere celesti. Per questo, nel tempo che All disegna una città io l’ho abiatata già da più di mille anni e quello che lui vede e mostra è solo il risultato di una luce già spenta.
    Grazie per questo viaggio nella pre-istoria delle storie.Ci sono molti racconti raccolti in pagine di lettere e lettura del mondo, mentre la finestra prospettica apre in ciò che di solito è nebbia. ferni

  6. Wow!!!!Caro Mario, ho letto il tuo racconto tutto d’un fiato, perdendomi nelle parole invisibili della fanciulla super-intelligente-vuota e infelice…Bello e verosimile ciò che dici: nei nostri giorni, con la nostra sub-realtà, plasmata a piacimento dall’ultimo arrivato riccone che può permettersi di possedere le nostre menti con le sue televisioni, coi suoi giornali, coi vassalli improvvisati…Cultura di massa….Utopia bellissima, se la massa non fosse solo un gregge di pecore….Un abbraccio e continua così!!!

  7. E’ uno scenario “allucinante” quello disegnato da Mario Schiavone e, purtroppo, non molto distante dalla realtà. Esiste una possibilità di ri-generazione? Esiste la possibilità di un ri-torno? Penso di sì: basta volerlo!

    Auguri!

    Rosaria Di Donato

  8. caro Mario,
    hai raccontato un futuro così prossimo che credo sia già il presente…io abito vicinissima a quelle zone e conosco bene il disagio che si è costretti a vivere…non so più cosa sperare per noi “gente del sud”…
    complimenti :-)
    un forte abbraccio e continua così

  9. Mi faccio condurre dall’autore nell’atmosfera grigio plumbea del suo racconto. Agghiacciante. Profetico. Geniale. Leggo le parole di Sofia Coronella e per antitetica sovrapposizione penso a Clarisse di Farenheit 451. Clarisse sa che c’è un volto umano sulla Luna. Sofia no. Sofia è “dotata di un quoziente intellettivo super elevato” e si ascolta leggere ad alta voce il suo Tema-proclama. Ma potrà mai chiedersi e soprattutto chiedere “sei felice?”.

  10. Un crescendo orwelliano, il nero che si fa pattume, la cenere che diventa nuclare, l’inchiostro potente. Tra le cose che ho letto di tue, questa è la più bella, Mario.

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