Fernando Della Posta: Il cielo sulla foto

Lars Raun
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Il cielo sulla foto FernandoDellaPosta

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14 pensieri su “Fernando Della Posta: Il cielo sulla foto

  1. Un mondo “caleidoscopico”, quello di Fernando, che si accende e spegne come in un film; i personaggi quelli di un circo, clown ed equilibristi ogni sera chiamati alla stessa parte. Ma quanto “regge” l’apparenza e quanto veramente riflette di una luce che disegna sulle pieghe della pelle e lascia libero il confine tra ghigno e sorriso?
    Abele

  2. la tristezza e la felicità rimangono nell’anima sola di chi sente…
    si può scorrere in lungo ed in largo, il bel poetare di Fernando, ma il sunto è quì dentro…in questo verso…in quest’anima…
    tutto attorno può scorrere ma..tristezza e felicità rimangono…

    bello.

  3. Una lettura che mi ha profondamente colpito, come una visione improvvisa. Davvero “un poeta di luce”, come afferma giustamente Cristina Bove, e dire quasi… abbagliante.
    Grazie. Un saluto.
    francesco

  4. Ciao a tutti,
    ringrazio ancora Abele per questa opportunità e per l’introduzione. Bella domanda la tua. Ma solo chi ‘sente’ può avere qualche speranza di sapere. :-)

    Non so che dire a tutti voi che mi avete commentato subito così entusiasticamente. Dirvi grazie mi sembra troppo poco. Grazie mille? Grazie infinite? Vi sono infinitamente grato?… Non so proprio. So solo che mi state regalando una gioia immensa. Non vedo l’ora di leggere e commetare i vostri scritti.

    @Cristina e Francesco: un poeta di luce, addirittura abbagliante, mamma mia! Grazie :-)

    @confessiogoliae: tristezza e felicità, spero proprio di essere riuscito a comunicare questi due sentimenti. Grazie :-)

    @Rosaria: San Lorenzo, fin dalla prima volta che ci sono stato, mi è sembrato subito un luogo magico. I palazzi quasi tutti della stessa tinta, tutti ricostruiti dopo la guerra, i vuoti con i muri lasciati a metà, dove non si è ricostruito, i muri imbrattati, i pub, la gente e poi la piazzetta con la chiesa gotica, rifatta in quello stile. La poesia è nata dopo un caffè, in piazzetta, un pomeriggio con una mia amica. Rimasi folgorato.

    @erremme: grazie anche a te erremme, mi piace tantissimo il passo di Montale: “Non chiederci la parola che squadri da ogni lato…”. Questo verso, penso sia un punto di inizio poetico, basato sulla sincerità appunto. Inutile dirti che lui è il mio poeta preferito. Cerco sempre di attenermi all’insegnamento di quelle parole, ma è molto difficile. :-)

  5. Questa poesia è come un palcoscenico dove sfilano personaggi e scenografie di un personale teatro dell’arte. Ciascuno di loro ha le sue luci stroboscopiche che mostrano a scatti sentimenti ed emozioni .

  6. @Giancarlo: grazie anche a te, stroboscopio, caleidoscopio… cose che mi piacciono particolarmente! Illuminare e spingersi verso le più svariate angolazioni di una stessa cosa, che sia emozione, sentimento, immagine o sogno. :)

  7. “La vita circoscritta in un piccolo giro di facce, dischiusa in una crepa di vissuto, in un viso a metà solcato… in bianco e nero…”

    Queste parole, non divise come nei versi originali, sono di Fernando, descrivono, secondo me, moltissimo di quanto avviene “nelle” sue poesie; ogni suo testo è un microcosmo isolato e polimorfo che basta a se stesso, che si apre alla voce narrante quando oltre alle immagini, essa riesce a profondere l’idea di un suono senza tempo raccolto in presa diretta, capace di sovrastare solo il necessario il rumore di fondo della “storia” complessiva e complessa, diffratta in svariati toni di luce. Ne risulta un quadro d’insieme intimista dove il senso si carica di un calore per le -cose- come saputo, ritrovato, contemplativo, molto bello e intenso da vivere, camminandovi attraverso. Di Fernando D.P. apprezzo moltissimo l’evidente volontà di perseguire un percorso poetico libero da ogni pressione orientativa che non sia unicamente il suo stesso cercare la sua dimensione. Molto felice di trovarlo nelle pagine di neobar.

    Doris

  8. @Doris: grazie, grazie, grazie! La poesia che hai citato è molto importante per me, una delle prime che ho scritto, è dedicata a una persona a me molto cara. La scrissi quasi automaticamente. E’ nata da lei.
    Sì, cercare la mia dimensione, hai detto bene. Penso che tutto nasca dal “cercare”. Non sai quante volte mi sono chiesto: “qual è il mio stile?”, “qual è il filo che lega le cose che scrivo?” “Da dove nasce tutto questo?”. Siccome l’interesse e il divertimento ci sono, meglio non lasciare insoluti questi interrogativi… e continuare! :-)

  9. Ringrazio Abele per questa bellissima scoperta.Non conoscevo la poesia di Fernando.
    E’ acuta, luminosa( come ben dicono), colta.
    I miei complimenti

    Vincenzo

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