Poesia/Riviste

Poesia 2.0 – una comunità poetica è possibile (?)

 

 

“Il mondo intero sa che l’ultima cosa di cui il mondo intero ha bisogno è un luogo ed un progetto come Poesia 2.0. Noi pure lo sappiamo, e la cosa ci conforta. La poesia non subirà alcuno stravolgimento: non abbiamo incontrato la verità né la verità ci è venuta incontro; non si preannunciano innovazioni eclatanti, né si prevedono sovvertimenti di alcun tipo. Siamo assolutamente consapevoli di essere solo degli altri pesci nell’acquario dove, fondamentalmente, bisogna nuotare. Ed è quello che faremo.”

Apre così l’editoriale di Poesia 2.0 che pone la domanda: “una comunità poetica è possibile (?)”. Di fatto esistono, piccole e meno piccole “comunità”, Poesia 2.0 ha tuttavia le potenzialità per diventare il “punto di riferimento” di cui si sente la mancanza.

La rivista è strutturata in diverse sezioni:
archivio di Poesia Contemporanea
Mappatura
 delle attività poetiche sul territorio.
sezione Media (e-book, video interviste, podcast, incontri vari, letture e performace, etc.)
Biblioteca che ospiterà anche le collane di Poesia 2.0
Quaderni, che accoglieranno estratti di raccolte pubblicate dagli autori presenti nell’archivio
Inediti, per le produzioni non ancora pubblicate
Appunti, che conterranno interventi di taglio più saggistico e saranno pubblicati anche nella apposita sezione Saggi e critica.
L’ultima sezione del portale è invece dedicata alle Rubriche dove verranno pubblicati interventi e riflessioni di varia natura

Un progetto quindi molto articolato, che risponde alle diverse esigenze di chi ama la poesia, ma non intende esaurirsi all’interno di uno spazio virtuale e si pone come “mezzo” per diffondere la poesia sul “territorio del reale”. Come conclude l’editoriale: “Recuperare il sentimento di umana compagnia di matrice leopardiana è, per noi, l’unico modo che ci è rimasto per essere assolutamente moderni.”
Più che semplicemente limitarci ad augurare buon lavoro alla redazione di Poesia 2.0, Neobar si impegna a contribuire a questa “modernità” ; modernità inscindibile da un certo modo di porsi, critico, nei confronti di un presente mortificante e dal recupero di tutta una tradizione da cui ripartire per ritrovare i nostri passi:

“Io sono una forza del Passato.
Solo nella tradizione è il mio amore.
Vengo dai ruderi, dalle Chiese,
dalle pale d’altare, dai borghi
dimenticati sugli Appennini o le Prealpi,
dove sono vissuti i fratelli.
Giro per la Tuscolana come un pazzo,
per l’Appia come un cane senza padrone.
O guardo i crepuscoli, le mattine
su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,
come i primi atti della Dopostoria,
cui io sussisto, per privilegio d’anagrafe,
dall’orlo estremo di qualche età
sepolta. Mostruoso è chi è nato
dalle viscere di una donna morta.
E io, feto adulto, mi aggiro
più moderno d’ogni moderno
a cercare i fratelli che non sono più”.
(Pier Paolo Pasolini)

12 thoughts on “Poesia 2.0 – una comunità poetica è possibile (?)

  1. Per quanto la Poesia non venga definita “necessaria” dai più, ben vengano tutti i progetti e le azioni che mirano alla sua diffusione. Prodigarsi nell’insegnare ad amarla non sarà mai tempo perso. Un grande augurio di buone cose.

    Federica Galetto

  2. “Se vuoi essere Poeta crea opere capaci di rispondere alla sfida dei tempi apocalittici,anche se questo significa essere apocalittico…”
    Lawrence Ferlinghetti

    La Poesia deve essere,la poesia è lotta continua contro il silenzio l’esilio e l’inganno.
    Bellissima iniziativa ,grazie e buon avvio

  3. Sono andata a vedere la nuova iniziativa alcuni giorni fa e come tutto quel che riguarda il nuovo e il coraggio di occuparsi di letteratura (chè al giorno d’oggi è il coraggio, ad occorrere) ne sono stata felice.
    Grazie Abele, e un buon lavoro a Poesia 2.0.

    clelia

  4. Mi sembra un’ottima idea, spero che si realizzi al meglio.
    è una sfida, oggi,occuparsi di lettere, e in particolare di poesia…
    ma spesso le cose più difficili sono anche quelle più tenacemente volute.
    grazie

  5. L’idea e il progetto di una COMUNITA’ di poeti risponde senza retorica alla vecchia questione della “crisi” della poesia senza lettori (e chi sarebbero poi i lettori). Ed è una risposta attiva e umanissima. Azione e umanità, ne sentiamo il bisogno in questa nostra “povera patria”. E ne sentiamo la ferita anche nella cultura e nella letteratura. Se sarà – come io credo – la risposta di una PAROLA NUOVA e di una LINGUA NUOVA, allora avremo, tutti quanti insieme, pesci di questo picolo mare, lasciato una piccola scia per ritrovarsi.
    Grazie allora a POESIA2.0 per questa nuova sfida e grazia ad Abele che questa comunità ha già cominciato ad animarla, con la forza e la beat-itudine che viene dal suo nome.
    PVita

  6. Come emerge anche dall’entusiasmo con cui è stata accolta Poesia 2.0, c’è tanto bisogno di poesia e di sentirci parte di un tutt’uno; di andare oltre la classica distinzione poeta/lettore, come suggerisce Pasquale. Grazie a tutti voi, il mio benvenuto a chi commenta per la prima volta. E grazie soprattutto a Luigi che mi ha fatto sapere fin da subito di questo progetto bello e coraggioso (ma non vi lasceremo soli :-).
    un abbraccio e a presto
    abele

  7. dove si forma una comunità sincera, vi sarà verità, vi sarà forza.questo sento e aderisco, per fare insieme.
    auguriamoci tutti di costruire.per la poesia e oltre la poesia.ciao luigi, abele, tutti
    annamaria

  8. mi viene in mente il testo di Berardinelli e Enzenberger “Che noia la poesia”:)
    I nostri autori ritengono che sia un errore pensare che la poesia sia noiosa
    in quanto il nostro cervello è invaso da versi e ninnenanne. Ma allora, per quale motivo tante persone non la sopportano proprio?

    Condannano la scuola: “analizzate una poesia a vostra scelta, prestate particolare attenzione al senso, agli elementi comunicativi e oggettivi del contenuto, alla costruzione e al linguaggio… Evidenziate i propositi, il messaggio primario e il modo in cui si rapportano agli elementi secondari, le parti argomentative o di riflessione con ASSERZIONI e NESSI LOGICO-causali
    il rapporto fra riproduzione e presentificazione…!!!

    Fanno passare il gusto per le parole e la libertà di giocarci.

    In secondo luogo ci sono i “Critici” tromboni
    che parlano del poeta:
    dove l’esibita e costante inscrizione dell’Io del dettato dichiara non tanto il ripiegamento del Soggetto sulla propria interiorità secondo una posizione espressiva che si richiama al romanticismo … a paesaggi inscritti sul rovescio.

    CHE NOIA LA POESIA

    Preferisco parlare di Voce più che di Poeta.

    Interessante il vostro progetto che seguirò con interesse.

    in bocca al lupo

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