Poetry Lab: Cristina Bove

Cristina Bove

Da dove viene la tua poesia?
È una domanda cui non so rispondere nettamente, perché a volte mi pare che provenga da un nucleo che ha radici dentro di me, che all’improvviso prorompe irrefrenabile in versi che si formano quasi a mia insaputa, nella mia mente. A volte è come se giungesse dall’esterno, dall’osservazione della natura e delle cose, da una spazialità ignota.

Per chi scrivi, come immagini il tuo lettore?
Scrivo per comunicare, sì, e immagino di trasmettere le mie emozioni a chi può farle proprie, riconoscendole e condividendole.

Come vivi, con te stessa e con gli altri, il tuo essere poeta?
Non avverto una distinzione tra il mio essere e l’essere poeta. La poesia fa parte della mia vita come respirare, Da quando mi ricordo, ho sempre visto tutto intorno a me con una sensazione di sorpresa, talvolta smarrimento, sgomento, ma soprattutto stupore. Non è qualcosa di vago, ma una condizione fondante della mia esistenza.

Come hai iniziato?
A dodici anni, incantata dai poeti importanti che si studiavano a scuola, ricordo che composi un sonetto in terzine perfette che l’insegnante di lettere fece leggere in tutte le classi, e che fu anche pubblicato sul quotidiano Il Mattino di Napoli.

Come ti veniva insegnata a scuola la poesia, che ricordi hai?
Ottimi, le insegnanti di lettere furono tutte entusiaste del mio interesse per la scrittura e tutte mi incoraggiarono a leggere consigliandomi anche autori che non erano previsti dai programmi. A una in particolare devo l’amore per la poesia di Montale e Quasimodo, e Ungaretti, il mio preferito. Poi vennero anche gli stranieri.

A chi fai leggere per primo i tuoi versi?
A qualche amica/o poeta o comunque appassionati di poesia.

Usi la penna e/o il computer?
L’una e l’altro. Con preferenza per quest’ultimo.

Quanto viene di getto o è frutto di lunghe elaborazioni?
Sempre di getto, so che può sembrare incredibile, ma non apporto quasi mai correzioni, se non per qualche sostituzione di lemma, o qualche punteggiatura. Comunque c’è stata un’evoluzione che ho notato io stessa, e che mi fa propendere sempre per le più recenti.

A parte le tue, quante poesie di altri pensi di ricordare a memoria?
Non ricordo assolutamente le mie, pochissime e solo per memorizzazioni scolastiche, quelle degli altri.

Un consiglio prezioso da passare agli altri.
Leggere la poesia come se si ricevesse una confidenza appassionata da chi l’ha scritta.

Un poeta su tutti.
So di non essere originale, ma è Dante.

tutti a favola - by Cristina Bove

La città dei ragazzi invisibili

È sul lato sinistro del fiume
quello che non si vede tanto è buio
e sono tutti là
affacciati alle loro case di tempesta
gli occhi incollati a buste chiuse
e sanno che nel centro
è scritto un nome gobbo
una smorfia di vita.

Non aprono le porte ai messaggeri
preferiscono vivere di storie
e di parole estreme
pèrdono il taglio dei capelli il senso
d’una serata infranta
autunno in cuore estate nelle vene.

abbracciati a sé stessi
adolescenza che restò incompiuta
hanno smesso di correre sui lampi
dei sensi senza nome
a notte piena
non si chiamano più
vendono il sole un tanto al giorno
alle case dei vecchi.

D’arsenali, porti, eroi e sirene

C’è sempre un meglio
anche se pare un forse
un limite del corpo un segno esiguo
da dimenticare
perciò si volge il timoniere a prua
per fonde nuove

le darsene e i pontili
hanno accoglienze di misericordia
fasciami da riattare
ma ricordi di scogli e di teredini
squarci e bocche di tondo
a traforare scafi
richiedono le notti e le maestranze
non basta un calafato
ad infiorare.

Una sirenascoglio incatenata
prigioniere le gambe nella coda
scoglie il cuore di sale
l’eroe tende le vele ad altri mari.

Variante

Esageratamente vivi?
eccessivi nel prendere respiro?
Amare: risoluzione alta media bassa
scegliere media
alta fa male alle caviglie (anche ad altro)
bassa ci vuole il cric
allora media
così e così ma
sono concessi picchi quando occorre.

Rivalutare: il saggio
quotidiano
dosare il sale il bagno e ad una certa età
mi capirete
anche l’orientamento a (fate voi)
basta un niente
per essere più là che qua.

Non ci permetteremo interferenze
quelle no
sono al bando da sempre
ci difenderemo dalle talpe d’invidia
mediamente.
Anche i vestiti smessi saranno smessi solo
un po’
un bacio medio basso
una carezza senza il corpo
decisamente casta, quasi nulla
perfetta.

E questo è il mio viatico per oggi
avrete scale tutte a pianerottoli
io no
amo gradini ripidi
eccessi da morirci anche
ma il troppo
il troppo
il troppo
è il mio inquieto vivere

Cristina Bove

Sono nata a Napoli, vivo a Roma dal ’63.
Mi occupo di pittura, scultura e scrittura, soprattutto poesia.
Mi sento testimone del mio tempo e della mia esistenza.
Amo la libertà e la giustizia, penso che il rispetto della diversità sia un valore fondante tra gli esseri umani.
Sono alla costante ricerca di un significato in questo infinito mistero in cui mi sento immersa, ma non mi faccio più domande inutili.
Sono presente in varie antologie, tra cui Auroralia, La ricognizione del dolore, Antologia del giardino dei poeti.
Ho pubblicato tre raccolte di poesie con Il foglio letterario: Fiori e fulmini, Il respiro della luna, Attraversamenti verticali.
http://cristinabove.splinder.com/
http://giardinodeipoeti.splinder.com/

Annunci

43 pensieri su “Poetry Lab: Cristina Bove

  1. “Ho sempre visto tutto intorno a me con una sensazione di sorpresa, talvolta smarrimento, sgomento, ma soprattutto stupore.” Stupore, incanto, che la poesia di Cristina sprigiona nelle sue invenzioni linguistiche e nel ritmo calibrato. Poesia che rispecchia, come emerge dalle risposte, una pratica assidua e una curiosità sempre viva e attenta.”
    Abele

  2. “Leggere la poesia come se si ricevesse una confidenza appassionata da chi l’ha scritta.”

    Così l’ho letta nel suo blog, di recente. Di lei mi ha colpito la generosità con cui apriva il suo mondo agli altri, offrendosi al contatto e alla condivisione e facendosi strumento di promozione del lavoro altrui. E’ quello che io chiamo essere ‘pontefice’: saper costruire ponti. Cristina è una costruttrice di ponti, prima ancora di essere quello che è: una poeta di altissima cifra stilistica e di sguardo profondissimo.

  3. Il suo sorriso, prima di tutto. Non manca mai neppure nei suoi interventi, nelle risposte, nella cura che ha prima in quanto scrive e poi per chi legge.
    Non è atteggiamento normale in questi nostri giorni, no, ed è preziosa compagnia.
    Leggo le sue poesie, ha la capacità di trasmettere anche in me lo stupore, quasi che arrivi di volta in volta al cavillo centrale per pura fortuna, attenta a non appesantire mai d’arroganza i suoi versi.
    Oltre che le poesie ho letto l’intervista e quel suo consiglio… beh… quanto è davvero importante seguirlo e perdersi così non solo nella propria poesia ma anche in quella altrui.

    Complimenti Cristina e grazie.
    Grazie Abele.

    clelia

  4. Grazie di tutto, caro Abele!
    Lasciamelo dire, è con lo stesso stupore che ho per la vita che ho accolto le tue domande, considerando questa intervista come un tuo dono.
    In effetti è una grande gioia sapere che ciò che scrivo è apprezzato da te, che ami e ti intendi di poesia, e sei tu stesso poeta.
    Così come sono felice di condividere le mie emozioni con tutti i lettori, perché sento che si appartiene tutti al misterioso quid ispiratore, quello che trasforma i pensieri in versi, e questi in poesia.
    Una bellissima esperienza!
    Grazie ancora, di cuore.
    cristina

  5. Clelia
    sai quanto mi è cara anche la tua poesia.
    Ricevere queste lodi da te è veramente gratificante, la terrò tra le mie cose più care.
    Mi fa piacere che tu attribuisca questi pregi al mio ooetare, ne sono immensamente felice.
    Grazie.
    cristina

  6. Sai, Cri, vorrei solo chiarire un particolare che rileggendo il mio commento mi è sembrato potesse essere frainteso:
    “Leggo le sue poesie, ha la capacità di trasmettere anche in me lo stupore, quasi che arrivi di volta in volta al cavillo centrale per pura fortuna, attenta a non appesantire mai d’arroganza i suoi versi.”

    rileggilo così:

    Leggo le sue poesie, ha la capacità di trasmettere anche in me lo stupore, quasi che arrivi di volta in volta al cavillo centrale per pura fortuna, ma non è così: è la sua capacità di non appesantire mai d’arroganza i suoi versi.

    Ecco, era questo che volevo dire e perdonami se non mi sono spiegata meglio nel commento precedente (ma so che avevi colto il giusto senso).
    clelia

  7. Variante

    Esageratamente vivi?
    eccessivi nel prendere respiro?
    Amare: risoluzione alta media bassa
    scegliere media
    alta fa male alle caviglie (anche ad altro)
    bassa ci vuole il cric
    allora media
    così e così ma
    sono concessi picchi quando occorre.

    Mi ha catturato l’interferenza, la vivacità della frequenza e la traccia acustica, mi ha sostenuto un cric mentre quasi ero pronta ad un trac e al collo mi sono trovata le bracccia di qualcosa che avevo chiamato con tanti altri nomi ma era quella, inspiegabilmente quella, la fascia di amore…mentre girava qui e altrove,senza fissa dimora,senza tana e par-cella. Grazie a Cristina per la freschezza e la vitalità dei testi che ci ha offerto. ferni

  8. Clelia
    mi scuso per i refusi.
    Quello che dici è vero, ho colto esattamente quanto poi hai spiegato.
    Ho capito cosa intendevi e te ne ringrazio ancora.

    Ferni
    grazie a te.
    Per la graditissima attribuzione di freschezza e vivacità al mio modo di far poesia.
    Come forse si può dedurre dal mio stile, non sono per la ricerca dell’esasperazione plateale, originalità ad ogni costo, però mi piace sperimentare nuovi approcci all’espressione e al lessico.
    Sono felice quando ottengo risultati che piacciono e sono condivisi.

    Maria Grazia
    è interessante quanto dici, leggerò con piacere altro di tuo.
    grazie.

    Elina
    sei molto gentile, ti ringrazio. Un sorriso.

  9. Nei pochi spazi di tempo che ho, seguo Cristina e le sue opere ormai da anni, in poesia abbiamo anche giocato e pubblicato insieme con divertimento e amicizia sul sito “Poetare” dove ci siamo conosciute.
    La sua poesia la trovo direi magica e molto interiore, altre sue composizioni spaziano nel sociale, con temi forti, con espressioni mai banali.
    Io la trovo una vera poetessa con la P maiuscola, la stimo per la sua umanità e per le emozioni che sa dare con la sua arte, non solo poetica bensì in tutte le varie forme di scultura e pittura e per questo la ringrazio infinitamente. Ciao Cristina.

  10. ““Leggere la poesia come se si ricevesse una confidenza appassionata da chi l’ha scritta.”

    Così l’ho letta nel suo blog, di recente. Di lei mi ha colpito la generosità con cui apriva il suo mondo agli altri, offrendosi al contatto e alla condivisione e facendosi strumento di promozione del lavoro altrui. E’ quello che io chiamo essere ‘pontefice’: saper costruire ponti. Cristina è una costruttrice di ponti, prima ancora di essere quello che è: una poeta di altissima cifra stilistica e di sguardo profondissimo.”

    cara Mariella, non so come il commento che avevo scritto in risposta al tuo, non lo vedo pubblicato, devo aver fatto qualche errore nell’invio.
    Ora non ricordo più bene come avevo scritto, solo che ti ero grata di ogni tua parola, e perciò le riportavo qui.
    ti ringrazio con tutto il cuore
    cri

  11. Complimenti per l’intervista, un degno onore per Cristina, poeta unica che trasmette emozioni intense. Ogni qualvolta la leggo ne resto stupita: ha il dono di saper poetare ogni argomento con splendore. Le metafore e il lessico rendono sublime ogni lirica.

    1. Aurelia
      ricordo bene, sì, e sono passati ormai anche più degli anni che speravo mi concedesse il Tempo.
      é stato un viaggio bellissimo nel mondo poetico, e per fortuna ancora continua.
      Grazie della tua presenza costante, la avverto anche quando è tacita e te ne ringrazio con affetto.

    2. cara annamaria
      devo scusarmi anche con te per aver risposto ad Aurelia qui da te.

      A te volevo dire che sei una di quelle persone che si vorrebbe incontrare anche nella vita quotidiana, gentile, sempre tesa a cogliere quanto di bello e di buono offra uno scritto, che sia racconto o poesia. Capace di intravedere l’anima.
      ringrazio il mondo blog per averti incontrata.
      cri

  12. È la “naturalità del mistero”. Lei e le sue poesie, che sgorgano da una fonte ininterrotta d’ispirazione, voce d’ampissimo respiro, per vasti paesaggi d’anima spruzzati dalla brezza leggera di una discretissma ironia e un lessico prezioso.
    Sorpresa e stupore nel leggerla, la sua capacità, sono diventate compagne note nell’avvicinarla in questi anni… complimentissimi Cristina!!

    1. cara Doris
      sei stata preziosa a suo tempo nell’accogliermi in un certo sito di nostra conoscenza, fosti la prima ad accorgerti della mia poesia.
      Non lo dimenticherò mai, fu per me un’accoglienza calda in un ghiacciaio di autoreferenziali supponenenze.
      Ma da lì è scaturito qualcosa di buono, di molto buono, la nostra amicizia, per esempio, e perciò ti ringrazio di avermi apprezzata già da allora.
      un abbraccio

  13. È proprio così, Cristina: la poesia è come un tatuaggio nell’anima, una cosa principalmente interna, che si accende magari per una piccola motivazione esteriore anche banale. Ricordo come oggi quando, camminando, per terra vidi una libellula di un azzurro splendido, il corpo sembrava di ciniglia e le ali trasparenti dello stesso colore. Era viva davanti a me, bellissima. Mi è rimasta dentro anche se nelle mie poesie non ne ho mai parlato espressamente, fa parte della mia vita.
    Tornando alla tua poesia, la trovo vivida, incisiva e simultaneamente sfumata, con una continua osmosi tra l’esteriore e l’interno del tuo pensiero, che si fondono l’uno con l’altro in estrema armonia.

    1. Mimma, anche tu mi accogliesti con gentilezza e tatto. E anche la nostra amicizia, non ché la stima reciproca datano da allora.
      Hai perfettamente ragione, non si può scindere l’interiorità dai sensi di percezione dell’esterno, che un’emozione nasca da un fiore o da un sentimento che pervade, poco importa, alla fine è quell’insondabile spinta a scrivere, il vero mistero.
      grazie della tua presenza costante, della tua vicinanza assidua.
      un abbraccio

  14. Carissima Cristina, ho la fortuna di conoscere artisti luminosi e illuminanti :))
    un grazie di cuore a te e a chi commenta con altrettanta luce
    abele

  15. Trovo la poesia di Cristina indefinibile, lei è la donna dai mille volti…ogni volta che leggo le sue poesie mi rendo conto della sua grandezza come Poeta.
    Grande perchè capace di spaziare tra i più vari argomenti,
    inizia dall’intimo del suo sentire per poi aprirsi all’universale.
    Che dire poi della proprietà di linguaggio, dello stile inconfondibile, e della grande conoscenza dei più svariati argomenti che riesce a rendere in versi?
    Leggerla è partire per un nuovo viaggio dagli orizzonti infinitamente diversi, Dal quotidiano vivere e il mondo circostante verso universi altri da qui.
    Una sola parola ho per definirti Cris: Magica

    Grazie al padrone di casa per l’ospitalità e l’attenzione

    frantzisca

    1. Francesca
      sono commossa, perché so quanto è lontana da te qualsiasi forma di enfasi e poi perché conosco la tua profonda capacità di appercezione e discernimento della poesia.
      Sono perciò grata ancora una volta a questo mezzo telematico che ci ha fatto conoscere.
      Scrivere di poesia, e anche tu lo sai bene, è sempre magia.
      Siamo qui, tutti noi che ce ne nutriamo, e ne viviamo.
      Grazie infinite, carissima amica, con tutto il cuore!

  16. Cristina ha la facoltà di trarre a se, fascinazione naturale, condurre nei luminosi viali della sua scrittura. Lei lo sa…nutro un’autentica ammirazione per la naturalezza con cui porge le sue elevate note…
    quì da ampia conferma di quanto penso (sento) del suo scrivere…

  17. “E questo è il mio viatico per oggi
    avrete scale tutte a pianerottoli
    io no
    amo gradini ripidi
    eccessi da morirci anche
    ma il troppo
    il troppo
    il troppo
    è il mio inquieto vivere”

    Mi piacciono i versi di Cristina, mi piace il suo modo di rappresentare la realtà, evocata con una leggerezza che incanta e pure scende nel racconto della vita che accade.

    1. Vincenzo,vedo con piacere che hai riportato dei versi che mi hanno anche un po’ divertita mentre li scrivevo.
      a volte mi succede di essere sorpresa io stessa da quello che scrivo.
      è come se avessi una voce interiore che me li suggerisce.
      Grazie!

  18. Che meraviglia questa Poetessa, Abele!
    Ella veicola gioia, pensiero, eleganza, ingegno e sopratutto cultura, con massima modestia e naturalezza. Ella stessa è una Poesia.

    g

  19. A volte leggo le poesie di Cristina come fossi sospeso su un trespolo. Eroicamente resisto all’attrazione gravitazionale dei duoi versi, ma alla fine cado. Cado rovinosamente su quell’aggettivo inconsueto, sopra quell’immagine che diviene liquida e si scioglie, sulla sdrucciolevole parola scivolo catapultato dalla lievissima potenza del suo ritmo . Insomma Cristina Bove mi garba. A volte solleverei alluci e mignoli per approvarla di più e per portare sopra queste dita in trionfo e in bilico quell’allocuzione, quella risoluzione semantica, quella chiusa rifinita all’uncinetto, quell’apostrofo che mi svolazza sul naso, e la metafora che mi circuisce, mi seduce , mi innamora.

  20. Inimitabile e contagiosa, riferiti a Cristina, non sono due aggettivi che cozzano l’uno contro l’altro. Cristina à Inimitabile, perché cifra, ritmo e musica dei suoi testi sono suoi, soltanto suoi, sorridono e oltrepassano scuole varie e birignao. Cristina è contagiosa, perché, capace di ascolto come poche persone, invita a tuffarsi nel gioco serissimo della poesia. Con lei ho scoperto una nuova chiave di lettura e interpretazione del detto “rispondere per le rime” :-)

    1. Anna Maria, proprio per le rime, e quale dialogo divertito può stabilire la poesia!
      grazie, gentile e sapiente traduttrice, poeta tu stessa e grande amica.
      anche il contagio mi sta bene, mi sembra un buona affezione :))

      cri

  21. grazie Abele, per avermi dato modo di tornare a questa intervista e ai commenti di allora.
    mi chiedo come mai non diedi risposta a quelli, bellissimi, di Giorgio e Francesco.
    ma evidentemente non continuai a seguire questo post.
    chiedo venia.
    e ringrazio ancora di cuore tutti.
    un abbraccio, carissimo webmaster!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...