Rosaria Di Donato su ‘Pugliamondo’


 

A.A.V.V. PUGLIAMONDO,
Edizioni ACCADEMIA di TERRA d’ OTRANTO – NEOBAR

…E LA NAVE VA…

                                                                                                                                                                                              Nel mese di agosto 2010, è uscito il volumetto
A.A.V.V.   Pugliamondo  un viaggio  in versi,  Edizioni  ACCADEMIA di TERRA d’OTRANTO  – NEOBAR,  che raccoglie i testi dei poeti che si sono esibiti ad Alessano (Le)  nella splendida cornice di Palazzo Legari nell’ ambito del l’ XI edizione del Festival internazionale  Il Montesardo organizzato con il sostegno della Regione Puglia: Franco Corlianò, Vincenzo Errico, Annamaria Ferramosca, Abele Longo, Vincenzo Mastropirro, Pierluigi Mele, Francesca Pellegrino, Pasquale Vitagliano.

Il progetto grafico e l’ impaginazione sono a cura di Nadia Esposito e Doriano Longo.

Le illustrazioni sono di Nadia Esposito.

Pugliamondo si  presenta come un gradevole tascabile sulla cui copertina campeggia in un piccolo mare una minuscola barca, quasi un guscio di noce, dotata di una grande, grandissima vela:  la vela della poesia che dalla Penisola Salentina prende il largo per  arrivare fino a noi.  Il volume si può contenere nel palmo di una mano, come l’ imbarcazione del disegno, ma la musica che ne proviene si  espande come un vento che gonfia le vele e ci conduce in un altrove incantato.

acqua di bottiglie che difendono

la soglia del tuo frainteso

assalto ch’ è solo tregua per un sonno

caldo, l’ ultimo di gatta.

Pierluigi Mele

Sembra di essere trasportati nel “vasel” di Guido Cavalcanti, Lapo Gianni e Dante Alighieri. A dire il vero, trovo che,  i poeti della Terra di Puglia, non hanno nulla da invidiare ai trovatori di Provenza, né a Dante, né a Petrarca , che di quelli furono attenti lettori, in quanto ad audacia, coraggio, cortesia, ricercatezza stilistica, rigore formale.

Cande ‘nanz ‘  a tutte

e me sènde nu domatore de canzòne.

Tuste e sènza pìetò cande canzòne all’ addavère

 

Canto davanti a tutti

e mi sento un domatore di canzoni.

Duro e senza pietà canto canzoni vere

Vincenzo Mastropirro

 Si respira in questi versi  un’aura di autenticità e di originalità che rende ogni singolo componimento un canto in cui, nonostante non sia presente la rima,  prevale l’ oralità: un canto che sembra essere stato scritto per la recitazione e per un destinatario che deve ascoltare piuttosto che leggere.  “Trobar” significa non soltanto comporre poesie, ma anche comporre musica, inventare una melodia: nel caso degli autori pugliesi possiamo parlare di ritmi, accordi, sequenze che si sposano alle soluzioni stilistiche di ciascuno di loro, ma che utilizzano elementi  della tradizione e non  solo.

E non più PAROLE, ma

SCHIAFFI!

non è più il  tempo

delle preferenze:

Vuoi? Credo…

DICO!

Ripiomberà il tempo

sofferente del silenzio,

acclamato in delirio.

Pasquale Vitagliano

Il suono di Pugliamondo è voce  che si espande dall’ antichità ai nostri giorni, dal griko al dialetto di Ruvo ad altri dialetti alla lingua italiana, in una contaminazione feconda che abbraccia i vari stili nella concretezza espressiva  di autori che hanno con la loro Terra un legame irrescindibile, materico, sostanziale  che connota un dire mediterraneo sonoro, profondo, solare anche quando parla della morte, di un addio, della solitudine.

E penso che ognuno

ha la sua casa. Io ho la mia . E di solito non

mi sorride, né parla molto. Né sa nuotare

Resta zitta, sui silenzi che pensavo solo miei.

Come se ne avessi, in qualche modo,

l’ esclusiva triste tra le labbra cucite.

Francesca Pellegrino

E’ un  “trobar leu” , un parlare chiaro e forte che mai si perde nello smarrimento,  nello sconforto, nello scacco. Lo sguardo al mondo, alla realtà è ancorato a salde radici che rendono l’ appartenenza  ad un territorio, ad una tradizione, ad una storia locale il luogo privilegiato d’osservazione che impedisce al vissuto di ripiegarsi su stesso, ma che, anzi, infonde al canto un vigore nuovo che percorre le vie di una mare che si fa mondo, accoglienza, stupefacente armonia.

Se chiudere gli occhi portasse all’ oblio,

invece che allo scorrere a ritroso del tempo,

alle carte azzurro solcate dalla penna che

affonda

o all’ anima che sbraita.

Vincenzo Errico

E’ come se gli autori fossero su una zattera  dispersa nell’ oceano globale in cui siamo tutti, ma  saldamente ancorata a se stessa , non disposta a lasciarsi sommergere dai flutti.  E’ come se in una realtà svilita ed annichilita la nave della poesia  prendesse nuovamente a solcare il mare e tracciasse una via; come se il giorno e la notte tornassero ad inseguirsi all’ infinito in una schermaglia di colori e sfumature che non ha l’eguale;  come se il tempo riprendesse a battere da un luogo lontano che si fa vicino.

Kratènnonta ti chèra-ssu,

Lulùdi vùrlu,

s’ èperna na trèchome ton nerò,

su èddione strìddia

stin àgra attin tàlassa

ce olu tus ìpunu-mma èddione

es mìa buttìja.

 

Tenendoti per mano,

Fior di ginestra,

ti porterei a rincorrere le onde,

conchiglie ti donerei

sulla battigia

e affiderei tutti i nostri sogni

ad una bottiglia.

Franco Corlianò

Pulsa Pugliamondo  al ritmo di una parola poetica viva, portatrice di senso, di bellezza; testimonianza di un esistere in cui l’ emancipazione è anche identità,  la partenza è ritorno al nucleo fondamentale di sé: la Terra in cui si è nati, il luogo spazio-temporale da cui si proviene.

amo la terra dei miei padri

come tu ami la terra dei tuoi padri

ho il mare nelle braccia

la terra nella testa

in cuore la mia casaperta

salda come un dolmen

nel rosso amaro del tramonto

Annamaria Ferramosca

Pugliamondo scuola di poesia per la varietà degli stili, dei contenuti, delle proposte…e se tutto ricominciasse da qui, di nuovo?

coi solchi chiusi

alle falesie

dove il mare

fa da ponte

all’ universo.

Abele Longo

 

Non resta  che aprire il libro e lasciarsi andare…

 

Roma, 15 settembre 2010

Rosaria Di Donato

Edizioni Accademia di Terra d'Otranto

neobarinfo@aol.com

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21 pensieri su “Rosaria Di Donato su ‘Pugliamondo’

  1. la lettura molto bella e attenta di Rosaria. ha delineato la singolarità delle varie voci, all’interno della riuscitissima coralità dentro questo libro, che è l’aspetto che mi ha colpita di più, come se le voci tutte formassero la chiglia e la vela della altrettanto bella illustrazione di copertina (ma ottime anche quelle delle varie sezioni del volume) .

    Ogni voce, a buon ragione può affermare con i versi bellissimi di Mastropirro:
    “Canto davanti a tutti /e mi sento un domatore di canzoni. ”

    tanto che, ed è l’augurio-vento di Rosaria:
    “Non resta che aprire il libro e lasciarsi andare”
    lungo i suoni parole

    Grazie allora a tutti gli autori, compreso Abele, e grazie a Rosaria!
    ciao!

  2. sì, Rosaria, é proprio la”contaminazione feconda” di cui parli l’anima di questo libro, che nasce dalla nostra voglia di condivisione. si è sempre felici quando si confrontano in sincerità emozioni e canto e se ne sentono le comuni radici. e tu hai messo a fuoco tutto questo, un grande grazie, annamaria

  3. Ciao Rosaria, grazie per avermi segnalato questa originale pubblicazione e complimenti per il tuoi interventi critici: essenziali, scorrevoli e mai pedanti.
    In particolare, condivido pienamente la tua osservazione secondo la quale il destinatario dovrebbe ascoltare, più che leggere.

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