Pugliamondo, un viaggio in versi – Festival Il Montesardo

Festival Il Montesardo – 29 agosto 2010,  Palazzo Legari, Alessano (Lecce), ore 20.30 

PUGLIAMONDO un viaggio in versi di autori pugliesi, reading di Franco Corlianò, Vincenzo Errico, Annamaria Ferramosca, Abele Longo, Vincenzo Mastropirro, Pierluigi Mele, Francesca Pellegrino, Pasquale Vitagliano.
Interfacce musicali di Luca Tarantino alla chitarra e Vincenzo Mastropirro ai flauti
Presentazione del libro Pugliamondo – un viaggio in versi, Edizioni Accademia di Terra d’Otranto Neobar

 


Franco Corlianò. Nasce a Calimera (Lecce) il 7-2-1948 e sin da piccolo manifesta una spiccata predilezione per il griko, lingua comunemente usata in famiglia, ma non da lui, che appartiene già a quella generazione a cui, per convenzione, il griko non doveva essere insegnato in quanto considerato lingua di poveracci e analfabeti.
T’ASTÈRIA (Le stelle)

 

 

 

T’astèria

Tunìfta ì’ t’astèria pu me kanonùne
jatì ‘èn ècho tìpo ecès t’ammàddia-mu.
Amès to kòsmo èchi ‘i zoì
makà ‘i zoì-mmu.
Pos sòzo kanonìsi tin anghèra?
Pos ti sòzo milìsi pu ‘s emèna?
Evò ‘èn ècho tipo
jatì ‘èn ime tipo.
Ta guàita dikà-mu
ì’ poddhì plèon kèccia
a ta pràmata ‘s addhò.
Otikanè mu fènete dhammèno
puru t’astèria …
c’evò ‘è fitèome n’us kanonìso.

Le stelle

Sono le stelle stanotte a guardarmi
perché vuoti sono i miei occhi.
Nell’universo domina la vita
non la mia vita.
Come posso guardare il cielo?
Come posso parlargli di me?
Non ho niente
perché sono niente.
I miei problemi
sono piccola cosa
rispetto a quelli degli altri.
Tutto intorno è cambiato,
anche le stelle …
che io non riesco a guardare.

Vincenzo Errico. Nato a Collepasso (Lecce) nel 1960, ha svolto l’attività legale per qualche anno e poi si è trasferito a Roma nel 1991. Il suo interesse per la letteratura è cominciato alle superiori con il professore Aurelio D’Andrea, fratello del poeta Ercole Ugo, e una tesina su Arthur Rimbaud agli esami. La permanenza nella capitale è stata, e a volte è ancora, un continuo ondeggiare tra salite al centro e discese a sud, a congiungere i fili di una doppia trama che cresce.

ALTERATA EGO

 Da giorni quasi barricato

relazioni pubbliche che scadono,
conversazione che non procede,
lettere che non corrispondono,

gli altri hanno in mente altro.

Riesco solo a non evitarmi,
sistemandomi attorno tutto ciò
che può dare l’idea
di ogni cosa al suo posto,

in tanto sorprendente decadere.

da Taccuino scarso (1995-1997)

  


Annamaria Ferramosca. Nata a Tricase (Lecce). Vive e scrive, non importa dove. Porta ovunque con sé la salentudine come bussola di umanità. Convinta che le voci i suoni i cerchi della terra d’origine non fanno che indicare al mondo l’urgenza di una nuova guarigione, di invertire la rotta da egoismo e distanza dal cuore, verso la dimensione generosa e creativa del voler essere insieme, per costruire insieme.
PUGLIAMONDO

 

 

la piazza delle vinte tarantole *

Abbiamo altre parole questa notte
un corpo musicale
a vendicare il tempo
passato senza fuochi
Abbiamo l’alba
che batte su pelli tese in sarabanda,
furore d’argento sugli olivi,
fino al mare – l’eco
ingelosisce le grotte –
Piedi
a scandire colpi d’amore sulla terra
e tuoni
a dissipare tutte le aracnitudini

In piazza l’aria
è disegnata di spade con le braccia
le ragazze scintillano la terra
dove ballano
volano i cerchi delle gonne alla luna
S’incendiano i tamburi. Fino a sangue
(a sciogliere i cani ritmici, all’unisono,
si sfianca la paura)

* E’ la piazza di Torrepaduli, nel Salento

da Il versante vero, FERMENTI, 1999


Abele Longo. Nato a Depressa (Lecce), si è immaginato fin da subito altrove. Ritiene che andare via sia anche un ritorno, un ripercorrere la vita a ritroso; oltre che uno strappo immane che la poesia tenta invano di ricucire.
LE COSE DI UNA VITA

 

 

 

 

 

Le cose di una vita

Una striscia di case sul mare
un branco di cani
l’inverno dei tossici randagi.

La tenga bene signora è morta
qui mia madre sola di crepacuore.

Fu un rumore in cucina a svegliarla,
i cani che guaivano.

Una delle due consolò l’altra.

Conosce la rotta del vento
la polvere che sfida
le cose di una vita.


Vincenzo Mastropirro. E’ di Ruvo di Puglia, vive a Bitonto (Ba), affonda nelle contraddizioni della vita e le traduce in musica e poesia da un osservatorio molto speciale….’ddo ‘bbasce ovvero il Sud.
LA GESTIZIE DE CRISTE

 

 

 

La gestizie de Criste

La povèrtò se mange la povèrtò
e quanne nan’ tine nudde, ‘cchiù nudde è

allore Gesùcriste
maine ‘na scosse de tèrrèmote
e pelizze u munne da tanta gìente
ca nan’le sìerve mangh’ad Idde

difatte tande ca so assè
pe prequalle le mèttene tutte ‘nzime
ammassòte cume l’anemòle
inde-a-re fusse comìune.

Po’ dèisce ca Criste è granne, Criste è ‘bbune.

E’ ‘nu alte ca fosce sole le cazze ca vole idde e baste.

E’ chìesse la gestizie de criste?

Mah, sicce…
forsa-fùorse sime niu
ca ormai facèime acchessi sckèife
ca manche u Criatore ne stè ‘cchiù apprisse…

e comunque stè troppe ‘ngile
pe sapaie chère ca seccède do ‘bbasce.

da Antologia Corale per opera prima, LietoColle, 2010

La giustizia di Cristo

La povertà si nutre di povertà
e quando non hai niente più niente hai

allora Gesucristo dà una scossa di terremoto
e pulisce il mondo da tanta gente
che non serve nemmeno a Lui

infatti essendo  così tanti
per seppellirli li mettono tutti insieme
ammassati come gli animali
nelle fosse comuni.

Poi dici che Cristo è grande, Cristo è buono

E’ un altro che fa solo i cazzi che vuole lui e basta.

E’ questa la giustizia di cristo?

Mah, chissà…
forse-forse siamo noi
che ormai facciamo così schifo
che neanche il Creatore ci sta più appresso…
e comunque stai troppo in cielo
per sapere quello che succede qui giù.

da Antologia Corale per opera prima, LietoColle, 2010


Pierluigi Mele. So davvero poco del sud. Cerco solo di coltivare lo stupore per meglio attraversarla, questa terra. In fondo, vivere a sud è averne le tasche piene anche di dio, ma offrendogli da bere.
QUOTIDIANI

 

 

 

 

 

E la dolcezza non la puoi prevedere.
Prova a dire di chi manca a quest’ora
o della voglia del cielo di mandarci a morire
senza fargli la questua, le carte.
Però ne hai dolcezza del cielo,
c’è che da solo non sai proprio restare.
Tu fingi almanacchi
poeta, tu menti la fine.
E un poeta felice deve ancora venire.


Francesca Pellegrino. Nasce il 5 novembre del 1974 a Taranto, dove tuttora vive, scrive e disegna ponti e strade per le fughe degli altri.
IL TALENTO DI PARLARE AI MURI

  

  

  

  

  

  

Bugia

L’ultima volta si dormiva sui palmi
ed era di flanella il sonno
e se non fosse per l’arroganza dei metri
con la fretta nelle caviglie, verrei
a farti il caldo nelle mani
castagne ad ottobre.

Sapessi com’è sbiadito il furore dagli occhi
forse per via della tramontana
che ci è passata in mezzo, ma non temere
il freddo era solo all’inizio, ora sembra
quasi pace. Quasi
pace.

Ed intanto che non mi sai
vorrei tanto giocassimo assieme
a recitare le foglie, tu con le tue
ed io me le invento
sulle palpebre scese.
O anche provare a inseguirci
dita di maglie nel vento, tane su un muro,
le vite che voglio
con te.

Intanto che non ci sono
tu non aspettarmi così, coi gomiti
sugli stipiti ruvidi delle attese
ché non tornano. Ed io non torno,
ma non te lo sto neanche a dire
che il cielo non può attendermi
e che questo è un paradiso muto
senza la tua voce.

Arrivo presto
Come posso
Come questa

….


Pasquale Vitagliano. E’ nato a Lecce (che ha conosciuto solo a vent’anni) ma vive altrove. E l’altrove è il segno della sua esistenza e della sua ricerca poetica; nella convinzione che la poesia, nella sua ordinaria “mostruosità”, traccia la scia tra la realtà vissuta e infiniti mondi altrove. Come una cometa nella notte.
EUROPA

 

 

 

 

Non c’è HEIMAT

perché non c’è mai stata
una terra, invano invocata
da una poesia civile
inascoltata perché estranea,
isolata perché solitaria,
irreale perché non si incarnò
in un bisogno barbarico di terra.
Ma finì per volteggiare nell’aria
di un luogo che fu e non è più,
di un ninnolo che si ereditò
da un tempo che fu di altri
sulla stessa terra di oggi.
Non i campanili, non le Sezioni,
non gli ipermercati ci appartengono;
il nostro luogo geografico è Scenario.
Apparteniamo tutti a noi stessi
e perciò tutti a nessuno
o al proprio Impresario.
Eppure una terra deve esserci
se esistono paesi a cui qualcuno
dette un nome così sacro:
DELLA DELIZIA.
Dove sempre plumbea
una pietra riaccolse
madre e figlio che a quella terra
appartennero. Ma il figlio non morì lì,
alla ricerca di un luogo che non c’era più,
se c’era mai stato.
Così lo ricorda un posto d’altri:
squallido, ostile, alieno e triste
come una sala d’attesa,
un parlatorio, una sagrestia,
una spiaggia di periferia,
dove andarono a morire
orfani o prodighi
i figli di questo paese senza terra,
neppure per quelli nuovi,
unicamente orfani
che ne vanno cercando una.

                                                                           Disegni di Nadia Esposito

Per informazioni su come acquistare il libro: neobarinfo@aol.com

 
 
 

Edizioni Accademia di Terra d'Otranto

17 pensieri su “Pugliamondo, un viaggio in versi – Festival Il Montesardo

  1. Ciao Abele, leggo il tuo blog ormai da un mese quotidianamente, da quando Doriano me l’ha fatto scoprire. Tutte le volte che qualcosa mi colpisce, vorrei mandari un commento, ma sempre mi fermo, colta da un senso di inadeguatezza. E’ tutto così interessante e bello! Forse è più semplice dirti che leggendo qui ho ritrovato tante emozioni e aspirazioni che avevo messo da parte. Grazie e complimenti. Lu

  2. Ciao Lucia, benvenuta! In un modo o nell’altro ci si sente sempre “inadeguati” e forse per questo ci siamo inventati questo “pugliamondo”. Aspetto i tuoi commenti :))
    a presto, Abele

  3. Sono orgoglioso (senza compiacimento). Bravi gli autori (veramente). Incisi(vi) – nel senso che sembrano intagliati – i disegni. E Abele. Abele è stato un faro.
    Grazie.
    PVita

  4. @Doris, un piacere avere una lettrice come te :))
    @ Pasquale, spero sia solo un punto di partenza… tutto ha funzionato bene perché noi tutti siamo un grande team, e aggiungo, oltre a Nadia (condivido quanto dici a proposito dei suoi disegni), Doriano, che per essere un artista ha un grande senso pratico; è grazie a lui che la casa editrice Edizioni Accademia di Terra d’Otranto esiste, “Neobar” vuole essere una delle collane, che nasce dall’esperienza e dagli incontri/scambi su questo blog.
    a prestissimo :) – abele

  5. un’anteprima, questa, che già rivela un’incredibile sintonia di voci che abele ha voluto mettere assieme. davvero un concerto. e queste suggestive immagini che vanno oltre la parola. sono felice d’essere un piccolo anello di questo cerchio. un abbraccio di grazie a te, a Doriano, Nadia e a tutto il team editoriale. la passione, quella non si ringrazia. accade, semplicemente.
    a presto,
    annamaria

  6. Ripassando… mi dispiace di non aver lasciato anche i complimenti per le illustrazioni a Nadia Esposito, quindi lo faccio ora: sono bellissime, tra l’onirico e il retrò, davvero suggestive… Un saluto a tutti.

  7. Anch’io mi unisco ai complimenti per questa corale di voci così diverse e così ben armonizzate. A suo modo ciascuna è una poesia civile e non può essere altrimenti. Quando ‘le relazioni pubbliche scadono’ e gli affari degli empi prosperano, se anche Cristo ‘si fa i cazzi suoi’ non c’è più Heimat.
    Serve ‘scandire colpi d’amore’ e ‘sfiancare la paura’
    ‘sulle cose di una vita’.
    Anche i disegni sono davvero belli.

  8. eppure i miei di complimenti!!
    adesso comprendo il disegno della testata che avevo già lodato!

    opere grafiche molto belle, tralaltro diverse, ottimamente e non solo a cornice delle altrettanto diverse poesie.

    davvero in bocca al lupo per la riuscita del libro!

    ciao.

  9. Che dire? Una splendida raccolta di gioieli preziosi. Sfruttando internet ho pure visto dove si svolgerà l’evento, direi che è il cofanetto più adatto per custodire questi tesori. In bocca al lupo!

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