Francesco De Girolamo: Fruscio d’assenza

Francesco De Girolamo, Fruscio d’ assenza, Gazebo Verde Editore, aprile 2009.

Nella collana di testi brevi a cura di Mariella Bettarini e Gabriella Maleti, Gazebo Verde, Francesco De Girolamo propone i suoi Haiku della quinta stagione come lui stesso scrive nel sottotitolo della raccolta Fruscio d’ assenza.

Personalmente ritengo che quella del comporre haiku sia una tecnica piuttosto paragonabile alla scultura che non all’architettura: si tratta, infatti, di togliere la materia in eccesso e di giungere all’ essenziale lasciando sussistere nella versificazione soltanto le tracce di un dire in cui l’io narrante scompare fino a dissolversi. Ecco l’ assenza che si fa ombra, trasparente bellezza in una brevità in cui emergono gli elementi reali come in un fruscio di immagini. La sintesi consente un’ eleganza raffinata non tanto legata al rapido fluire quanto all’ inesistenza del superfluo, all’ attento lavoro di limatura a cui il poeta sottopone il testo. Il gioco di pieno e di vuoto esalta il chiaroscuro che circonda ogni haiku quasi fosse una goccia d’acqua che scorre su un vetro terso lasciando intravedere l’ oltre. Non ci sono confini, ma solo l’ appiglio delle parole rinvenute nel verso quasi a segnare un argine, una sponda per l’ infinito.

Tolgo le scarpe
sulla soglia dell’ uscio
come un viandante.

Pioggia nel bosco:
il lombrico nascosto
ringrazia il vento.

Le margherite
si inchinano al maestrale
ladro di seta.

Accoglie il vento
con un’ eco di viola
l’ala di carta.

Lacrime sorde
sul ciglio della strada
specchiano il fango.

Oltre l’ attesa
un suono sconosciuto
svela l’ assenza.

Ecco il momento
di varcare una soglia
ad ogni passo.

Ad occhi chiusi
nel cerchio dell’ abisso
la luna sale.

De Girolamo convive con l’ inquietudine interiore di un io fluttuante tra desiderio di annientamento e di ri-trovamento di sé che si manifesta in un sentimento di stupore sempre nuovo:

Tendo le mani
al riflesso di accesi
sguardi lontani.

E’ proprio il sole
che ai piedi del mio letto
riappare lento?

Armonie e contrasti connotano un mondo poetico racchiuso in timbri e ritmi che scandiscono una misura universale del tempo e dei temi proposti:

Dietro il cristallo
della neve ferita
soffia l’ azzurro.

Un ramo in fiore
nella nebbia dissolta
semina oro.

Sette haiku per Gaza chiudono la raccolta come a sottolineare l’ impegno di De Girolamo riguardo alla concretezza storica, alla denuncia della violenza e della sopraffazione, della guerra :

I corpi esposti,
esanime vergogna
di un acre abisso.

Bambini scalzi
inseguiti dal fuoco
cieco dei razzi.

Sirene e pianti
nelle tregue tradite.
La Belva è sveglia.

Francesco De Girolamo è nato a Taranto nel 1957; vive a Roma dove, oltre che di poesia, si occupa di teatro, avendo curato la regia di diversi spettacoli, tra cui: “Le sette maschere” ispirato a Gibran Kahlil Gibran (1992) ed “Il piacere di dirsi addio” da Jules Renard (1996).
Ha pubblicato le raccolte poetiche: “Piccolo libro da guanciale” (Dalia Edizioni 1990), con introduzione di Gabriella Sobrino; “La lingua degli angeli” (Edizioni del Leone 1997) ; “Nel nome dell’ombra” (Ibiskos Editrice 1998) con una nota critica di Gino Scartaghiande; e “La radice e l’ala” (Edizioni del Leone – 2000) con prefazione di Elio Pecora.
E’ presente nelle antologie “Poesia dell’esilio” (Arlem Edizioni 1998), “Poesia degli anni Novanta” (Edizioni Scettro del Re – 2000) e “Haiku negli anni” (Empiria – 2005)
Si sono occupate criticamente della sua opera, tra le altre, le riviste: “Poesia”, “Tempi moderni”, “Folium” e “Poiesis”.
Suoi articoli letterari e recensioni sono stati pubblicati su “Le reti di Dedalus”, “La Mosca”, “Polimnia”e su diversi blog e siti specializzati di poesia e critica.
Ha collaborato dal 1994 al 2000 con l’ organizzazione di “Invito alla lettura” a Castel Sant’ Angelo e nel 2006 con “Roma Poesia- Festival della Parola”.

Rosaria Di Donato

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38 pensieri su “Francesco De Girolamo: Fruscio d’assenza

  1. Grazie a Francesco per questi haiku “sospesi”, come nella tradizione, e incisivi allo stesso tempo, nel loro cogliere le stagioni della vita e soffermarsi sulla barbarie dei tempi. E grazie anche a Rosaria per averceli proposti nella sua lettura attenta e ispirata.
    Abele

  2. Complimenti a Rosaria per aver saputo cogliere, con così penetrante sensibilità, i riflessi più segreti e preziosi di queste autentiche “perle” di Francesco. E ovviamente, di nuovo, a Francesco, per la sua limpidissima e raffinata scrittura poetica.
    Un carissimo saluto. franco

  3. Diceva Andrea Zanzotto:
    “Gli haiku sono spiragli da cui filtra qualcosa di accecante e insieme di carezzevole, sono cuspidi elastiche di qualcosa che deve restare sommerso, per noi (e forse per tutti), ma che pure sentiamo necessariamente nostro.”
    Spero che questi miei “spiragli”, con l’aiuto dell’acuto e rigoroso lavoro critico di Rosaria, vi abbiano offerto uno sguardo sul nostro essere, nelle sue contrastanti sfumature, degno della vostra attenzione.
    Il mio ringraziamento più sentito e profondo a tutti, a cominciare dal gentilissimo Abele, ospite impagabile, dalla cara, infaticabile Rosaria, fino al generoso Franco, per le sue parole di perentorio consenso, e alla dolcissima conterranea Francesca, che ho avuto il piacere di ritrovare, qui, dopo un po’ di contingente “lontananza”, nella nostra reciproca attività di scrittura, che spero proprio, da oggi, con mia grande gioia, possa essere del tutto terminata.
    Un fraterno abbraccio a tutti.
    Francesco

  4. Ho sempre creduto che chi riesce a scrivere haiku abbia fra le mani il 99% del potere immaginifico e creativo, nonchè l’arte e la stoffa di un vero architetto delle parole. Lo scarto e il minimalismo, la perfezione della costruzione secondo rigide regole che non pregiudicano, bensì esaltano, i concetti intrinsechi sono strumenti preziosi che conducono ad una lettura della pura essenza. Un haiku perfetto è un tempio di bellezza in miniatura nelle dimensioni, ma enorme nei contenuti. Qui, Francesco ha davvero dato dimostrazione di quanto la Bellezza dell’haiku possa rappresentare una forma di Poesia altissima. La raffinatezza e l’abile scalpello di Francesco ci regalano esempi di inestimabile valore letterario.
    Grazie a Francesco per il suo lavoro e grazie a Rosaria Di Donato per il suo acuto e aggraziato occhio critico. Un caro saluto

    Federica Galetto

  5. Francesco…
    per me ogni parola è immagine evocativa… sicura deformazione professionale direi… ma l’essere illustratrice mi porta a non pensar altro che per immagini
    i tuoi haiku… sono squarci nel cielo per me
    se mai un giorno riuscirò a tradurre in un segno le tue parole…te ne farò dono

    Dietro il cristallo
    della neve ferita
    soffia l’ azzurro.

    Un ramo in fiore
    nella nebbia dissolta
    semina oro.

  6. Grazie, Federica, delle tue parole tanto lusinghiere… ancor più significative per i fatto di venire da un “penna” che tanto stimo e sento vicina. E’ bello avere riscontri di così affidabile portata, è un’emozione profonda e un autentico conforto.
    Un carissimo saluto.
    Francesco

  7. Il giorno in cui avverrà, Silvia, sarà per me un dono davvero prezioso. Grazie infinite della tua splendida “promessa”.
    Francesco

  8. Grazie a te, Cristina, dell’onore della tua sensibilissima lettura e della tua personale scelta che comunichi, sempre molto significativa per chi scrive.
    Francesco

  9. Ho avuto il piacere di ricevere da Francesco De Girolamo, con amabile dedica, il volumetto: FRUSCIO D’ASSENZA (colgo pertanto l’occasione per ringraziare Francesco pubblicamente). Ho letto d’un fiato gli HAIKU: tutti assai belli. Tra essi, oltre “È proprio il sole …” e “Lacrime sorde …” qui egregiamente introdotti e proposti da Rosaria Di Donato, vorrei segnalarne ulteriori due, di cui uno, il secondo, dalla “sezione” per Gaza: “Entra, libeccio: / la tenda del balcone, / velo da sposa.” e “Voci confuse / balbettano la lingua / della vendetta.” A Francesco, Rosaria, Abele e a tutti un cordiale saluto, Marco Scalabrino.

  10. Grazie infinite a Marco Scalabrino del suo articolato intervento, ricco di indicazioni tanto utili…quanto autorevoli. E del suo appassionato, schietto apprezzamento.
    Un cordialissimo saluto.
    Francesco

  11. Cari amici, ringrazio tutti voi per esservi lasciati coinvolgere da “Fruscio d’ assenza” e per i benevoli commenti sia riguardo agli haiku di Francesco sia verso la mia presentazione.
    Un saluto particolare ad Abele che, in questo tempo estivo, non trascura Neobar, ma accoglie e propone un colorato ventaglio di post autentico refrigerio per la mente.

    Abbraccio Francesco e ciascuno di voi,

    Rosaria Di Donato

  12. Per Francesco e Silvia,
    Anche a me sono piaciuti tutti. Dopo comunque aver letto anche “Entra, libeccio”, proposto da Marco, dalla sezione dedicata a Gaza, ho pensato che sarebbe bello pubblicare tutti e sette gli haiku della sezione con una illustrazione di Silvia. Cosa ne pensate? Chi segue Neobar sa quanto ci sta a cuore la causa palestinese, per chi ci legge da poco invito a cliccare sul seguente link:
    https://neobar.wordpress.com/category/teatro/roads-and-desires/

    Abele

  13. Preciso che

    Entra, libeccio:
    la tenda del balcone,
    velo da sposa.

    non appartiene alla sezione dedicata a Gaza, c’ è un equivoco.
    Personalmente plaudo all’ idea di Abele di pubblicare integralmente i “Sette haiku per Gaza” con un’ illustrazione di Silvia Forzani: sarebbe certamente una realizzazione significativa ed in linea con le scelte di Neobar. Spero che i due artisti accettino!

    Rosaria

  14. Grazie, Abele, per la tua civilissima iniziativa, con la quale sono in totale sintonia.
    Grazie, Rosaria, per la giusta precisazione.
    Sono, comunque, d’accordo sul progetto per “Neobar” ed entusiasta della pubblicazione con le illustrazioni di Silvia Forzani, se anche lei vorrà.
    Grazie ancora a tutti.
    Francesco

  15. Grazie Francesco! Riporto il commento di Silvia su FB, e ringrazio anche lei di cuore:

    @ Abele… lusingata… e felice che tu abbia pensato a me!
    Non sarebbe la prima volta che dono una mia illustrazione per aiutare il popolo di Gaza
    @ Francesco… l’onore è mio… felice di poter fare da controcanto ai tuoi meravigliosi haik…u
    Mostra tutto

  16. Li ho trovati interessanti e incredibilmente capaci di evocare immagini, belli perchè immediati, incisivi nella loro specifica struttura. Naturalmente io parlo sempre per ‘emozioni’ come già scritto per Paradigma e parlo da profana perchè ho raramente letto questo ‘tipo’ di poesia

  17. E’ vero che gli haiku sono una scrittura distillata, e per me difficile da apprezzare, di solito. Non qui, invece. Mi piacciono e mi colpiscono molto, misurati e giusti nella loro sottrazione. Complimenti sinceri.

    Francesco t.

  18. Complimenti Francesco e Rosaria. Un bella proposta. E il mio plauso.
    Tra tutti gli haiku (tutti bellissimi) scelgo questo, nel quale non solo ravviso i canonici elementi della natura che caratterizzano gli haiku della tradizione, ma per la sua delicatezza ed incanto e per lo stupore regalatomi alla lettura.
    Le margherite
    si inchinano al maestrale
    ladro di seta.

  19. ho letto ATTENTAMENTE i tuoi haiku, li trovo molto vicini.al maestro MASAOKA SHIKI ,credo che i tuoi versi abbiano uno scorrere verso il basso.Non è una critica ma una semplice considerazione ciao

  20. Grazie infinite delle vostre preziose annotazioni di lettura, così particolari e significative, Anna Maria, Francesco e Loredana.
    Ne serberò un’emozione profonda, donatami nel primo giorno di questo dolce, morbido agosto, di un’estate imprevedibile, che ora sembra appena rinata.
    Buona domenica.
    Francesco

  21. Grazie Francesco! grazie per avermi regalato i tuoi versi, in una piacevole domenica!
    silver280970.wordpress.com
    se vuoi passa, mi farebbe piacere
    Dario
    Buona domenica a Tutti

  22. Scusa, Pino, non avevo letto il tuo commento mentre scrivevo la mia precedente risposta. MASAOKA SHIKI è stato un grande innovatore, un grandissimo poeta ed è uno dei miei maestri, in effetti.
    Sono d’accordo con la tua osservazione; e sono, anzi, del tutto convinto che sia propizio scorrere verso il basso, per poi ascendere, come per l’acqua, come per ogni autentico processo interiore creativo.

    Grazie. Ciao.
    Francesco

  23. Grazie, Dario, del tuo apprezzamento e del tuo invito per “Silver”, di cui farò tesoro.

    A presto. Ciao.
    Francesco

  24. Abbracciare l’essenziale è spogliare la Poesia di “superfluo”: sa come e soprattutto dove colpire.

    Splendidi tutti (amando le “Corte” poi per me è come respirare natura allo stato puro).

    Grazie. Glò.

  25. Grazie, Glò, del tuo splendido commento, essenziale anch’esso ma incisivo, proprio come le tue poesie che ho avuto occasione di leggere.

    Ciao.
    Francesco

  26. Questo è sicuramente un libro che comprerò.
    Sono affascinata dagli haiku e qui ho letto, nella sintesi che la forma scelta richiede, un’apertura ed una profondità che mi hanno fatta soffermare su ognuno per poi tornare a rileggerli.
    Viene da berli in fiato, per quanto sono belli, ma questo è un torto che non voglio fare. Ognuno è un piccolo mondo in cui mi voglio trattenere.
    Ritornerò. Intanto grazie.

    betta

  27. Quello che dici mi lusinga immensamente, Betta, e sono io che, per adesso, ti ringrazio, nella speranza di rincontrarti presto.

    Un caro saluto.
    Francesco

  28. Piaciuti tutti, molto bella anche l’introduzione

    “Personalmente ritengo che quella del comporre haiku sia una tecnica piuttosto paragonabile alla scultura che non all’architettura: si tratta, infatti, di togliere la materia in eccesso e di giungere all’ essenziale lasciando sussistere nella versificazione soltanto le tracce di un dire in cui l’io narrante scompare fino a dissolversi.”
    wow!

    ciao

  29. Grazie, Margherita, anch’io trovo l’introduzione di Rosaria molto bella e appropriata: un vero gioiello critico.

    Ciao.
    Francesco

  30. Grazie! Grazie! Grazie Anima Tonda, Elisabetta, Roberto, Margherita, Francesco De Girolamo, Vincenzo e Abele: lieta della vostra amicizia e del comune amore per la poesia!

    Ciao da Roma in agosto,

    Rosaria

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