Fabio Tolledi: I passages di Amman (Roads and Desires)

 

I passages di Amman,
mi chiedo cosa avrebbe pensato Walter Benjamin traversando le strade e i vicoli che formano il suq di Amman.
I passages di Parigi sono quelle costruzioni in vetro e ferro che uniscono due strade, piene di negozi e vetrine, sono le nostre gallerie cittadine, sono forse il prototipo delle finte piazze dei grandi centri commerciali.
In Benjamin sono anche la metafora di Parigi capitale del XIX secolo, della modernità. Vetro e ferro come metafora della trasparenza e della forza. Luogo dell’apoteosi della merce e della pubblicità.
Ecco, il suq di Amman è l’esatto opposto dei passages parigini: cemento in luogo del vetro e del ferro, stretti cunicoli dove si assommano sarti e barbieri, infiniti mercati dell’usato, di merce che è passata di mano in mano senza necessariamente il consenso del proprietario originale, negozi che vendono assieme strumenti musicali e uccelli, rendendo omaggio forse alla famosa virtù canora degli splendidi volatili, venditori di succo di canna da zucchero, e poi il mercato delle erbe, tripudio della fratellanza con la chiazza cuperta, e come nelle nostre feste paesane venditori di pulcini, papere, galline, conigli: tutto rigorosamente vivo. Come al vivo, sotto i tuoi occhi è il taglio della carne. E poi erbe e spezie appena colte: camomilla verde, ogni sorta di frutta secca, essenze che sprigionano odore vivo, forte, deperibile. E in questo mi sembra chiaro che passiamo dal vivido istante della vita, povera e difficoltosa che sa il peso della più piccola moneta al dispendio compulsivo del compri 3 e paghi 2, delle carte di credito, della lunga conservazione, del consumabile. Questi sono luoghi, poco decorosi, poco puliti, poco onesti, ma luoghi. A fronte dei non luoghi infinitamente uguali delle catene commerciali.
Siamo venuti nel suq di Amman per farci incantare dalla vita, dalle urla dei venditori. Senza esotismo, se è possibile. Senza orientalismo, se ne siamo capaci.
Kuššu ‘ala al ma’rad al ‘ašra bi dinar: venite a vedere, 10 per 1 dinaro.
E poi sulla piazza davanti alla moschea disoccupati bodiniani al sole, con gli strumenti di lavoro, pronti per essere chiamati a giornata. Ci fu un tempo, in cui una bimba mi regalò, per il mio compleanno una scatola di passatiempi. Quell’intervento lo chiamammo di arte concettuale. E qui, tra i venditori di lupini, quelli che Verri si metteva in testa da bambino per fare il verso alla luna, trovo il mio tempo, la mia indolenza antica, la mia sete di vita. La vita dei profughi, gli infiniti campi, qui ad Amman dove ci sono 1 milione di profughi scappati dalla guerra in Iraq, che celebrano così l’importazione della democrazia, qui in Giordania dove il 60% della popolazione è palestinese, qui dove il Mediterraneo si coagula e mostra tutte le sue contraddizioni, tra bellezza e strazio della storia.
Fabio Tolledi

Fabio Tolledi

Amman’s passages
I wonder what Walter Benjamin would had thought passing through the streets and the alleys that form the suq of Amman.
The passages of Paris are those iron and glass buildings joining two streets, full of shops with their shop-windows, they are our city galleries, they are probably the prototype of the fake squares of our big commercial centres.
In Benjamin they are also the metaphor of Paris capital of the XIX century, of modernity. Iron and glass as a metaphor of transparency and strength. Place of the apotheosis of commodities and of commercials.
Well, the suq of Amman is the exact opposite of the Parisian passages: cement instead of iron and glass, narrow alleys where tailors and barbers are pressed in, infinite markets of second hand goods, of goods which passed from hand to hand without necessarily the consent of the original owner, shops selling musical instruments and birds together, paying tribute to the famous singing virtue of the splendid fliers, sellers of sugar cane juice, and then the market of the herbs, jubilation of brotherhood with the chiazza cuperta and, just like in our village feasts, sellers of chicks, young gooses, chickens, rabbits: everything rigorously alive. As live, under your eyes, is the cutting of the meat. And then just picked herbs and spices: green camomile, any sort of fresh and dried fruit, essences emanating a haunting, strong, perishable smell. In this way it looks evident to me that we pass from the vivid instant of life, poor and difficult, which knows the weight of the smallest coin, to the compulsive expenditure of “take 3 and pay for 2”, of credit cards, of long-term preservation, of the consumable. These places are not decorous, clean, or honest, but they are places. Instead of the infinitely identical non-places of chain stores.
We came to the suq of Amman to be enchanted by life, by the yells of the sellers. With no exoticism, if possible. With no Orientalism, if we are able.
Kuššu ‘ala al ma’rad al ‘ašra bi dinar: come to see, 10 for 1 dinar.
And then, in the square of the mosque, jobless people, like in Bodini’s poems, under the sun, with their work tools, ready to be called for a working day. There was a time when a little girl gave me a box of passatiempi (pastimes) for my birthday. We called it, intervention of conceptual art. And here, among the lupin sellers, the ones that Antonio Verri, as a child, used to put on his head to mock the moon, I find my time, my ancient indolence, my thirst for life. The life of refugees, the infinite camps, here, in Amman, where there are 1 million refugees escaped from the war in Iraq, celebrating in this way the impact of democracy, here in Jordan where 60% of the population is Palestinian, here where the Mediterranean coagulates and shows all its contradictions, between the beauty and the agony of history.
Fabio Tolledi

Un pensiero su “Fabio Tolledi: I passages di Amman (Roads and Desires)

  1. “tutto rigorosamente vivo. […], forte, deperibile.[…]per farci incantare dalla vita […] Senza esotismo, se è possibile. […]”

    ecco così i tuoi “passages -Roads and Desires”
    molto piaciuti anche le variazioni, i movimenti spazio temporali, interiori-esteriori, mentali-emozionali, che hai saputo offrire in questo post (un tuo suq insomma :))

    ciao e grazie

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