Drammaiale – Dieci domande a Malos Mannaja e Lapo Orage

 

“Heidi SS: – In fondo, gli esseri umani riescono a concepire atti di fede ben più difficili. Basti pensare alle panzana surreale della *vita dopo la morte*. Eh, ai consumatori viene richiesto molto meno: la fede nell’opportunità di una affermazione personale praticamente istantanea, a prescindere da formazione, sacrificio e meriti oggettivi. Essere mediante l’avere.”

 

brown pig

“Niente va buttato” e appare un culo, la merda si trasforma in merce…
-Malos: è la potenza del neuromarketing… ma drammatico non è tanto il fatto che la merda sia una merce (la merda è anche concime: senza letame non si coltiva nulla), quanto che l’oggetto del commercio da strumento, zitto zitto, muti in *fine*. così, alla *fine*, troviamo a tavola nel piatto non i pomodori, ma una manciata di stallatico. riusciamo a cogliere la *fine* differenza? mmmmh… però… che buon sapore hanno questi popò-modori! :)) 

-Lapo: Ma certo, basta impacchettarla bene! Stiamo vivendo in tutta la sua pienezza la società prefigurata da Guy Debord: la merce è diventata feticcio. Nelle pubblicità televisive si spendono pacchi di euro per allestire musical sulla carta igienica. Nessuno si rende conto dell’assurdità della faccenda. La merda concima, stimola sogni erotici, fa sempre ridere, quindi, prima o poi sarà sicuramente messa in vendita.

Un operaio muore in scena ma lo spettacolo va avanti,  il  sindacato sparisce oltre le quinte…
Malos:il sindacato? non esiste più IL sindacato, esistono I sindacati, ognuno chiamato a rappresentare interessi sempre più *particolari*. il liberismo confederale coronerà con successo il suo fallimento quando avremo un diverso sindacato per ogni singolo lavoratore. mmmm… eppoi, che diamine, il sindacato deve difendere *tutti* i diritti dei lavoratori, compreso quello di poter morire liberamente sul lavoro. questo dovrebbe forse rovinarci lo spettacolo? questo *è* lo spettacolo. speriamo soltanto che il buon dioscount ci faccia la grazia che il libero de-cesso sia sempre pieno di merce!!!

Lapo: Crisi degli organismi rappresentativi.I sindacati sono obsoleti, l’unico fatto che li connota come contemporanei  è che hanno dato via il culo. Ora funziona così:le proteste partono a livello di base e poi vengono veicolate dalla rete. I contestatori iniziano a conoscersi fra di loro ed in breve la sommossa si trasforma in un social network. Invece di ritrovarci per costruire le molotov, ci si scambia i numeri del telefonino e vai con la pizzata!
  
Romano Sulfallo, vecchietto priapico di  novant´anni”… è anche colpa del  Viagra  l´imbarbarimento dei  tempi?
Malos: no. anche se non è da escludersi però che il viagra, oltre a curare i deficit dell’erezione, abbia dato un grosso impulso proprio alle teste di cazzo. comunque il viagra è solo uno strumento (quindi né bene né male in sé): l’imbarbarimento è dovuto all’ignoranza. e qui lasciami dare i numeri, visto che son pazzo: in italia l’analfabetismo *funzionale* (definito dall’unesco come incapacità di un individuo
di usare lettura, scrittura e calcolo in ambito quotidiano) colpisce il 37% della popolazione (20 milioni di italiani!!). link:
http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_06/focus_analfabeti_muglia_dbb092f4-7bdc-11dd-811a-00144f02aabc.shtml
-Lapo: La chimica va alla grande! Dopo i cinquant’anni però. Non devono essere i ragazzini a drogarsi, ma i maturi che dopo una vita di asservimento al potere, al lavoro, alla famiglia, potranno dedicarsi a tutti gli spassi che vogliono. Con il cervello siamo arrivati sino alla Catastrofe. Non sono state programmate pillole per migliorare l’intelligenza, mi pare. Il mercato dell’eterna giovinezza ha previsto invece pasticche per far alzare il cazzo. Devo fare il romantico? Gridare all’effetto miracoloso della passione pura? Non sono ipocrita. Come tutti i maschi del pianeta sono contento. La mia vita è piena di contraddizioni. Sulfallo ha però sbagliato marca: meglio il Cialis. Il sesso dovrebbe essere il grande momento della Ri-creazione, invece anche fra le lenzuola prolifica la meccanica del contratto. Quando si è contratti è difficile scopare bene. 
“Wendy Ecasillabi, poetessa sperimentale,  affetta da una fastidiosa alitosi.” Lo stato in cui versa la  Poesia?
-Malos:- poesia in che stato versi?
– in versi liberismi :)
epperò dovresti chiedere a una persona informata sui fatti. io non sono un poeta.
-Lapo: La Poesia non versa allo Stato, quindi la poesia si estinguerà. Il versamento finale sarà però l’Eterno Silenzio. Un momento infinito di
grande poesia non riscuotibile.
 
 
Un ambulatorio che diventa contenitore  televisivo, il reality che si fa realtà.
Malos: è un flusso biunivoco: hai presente il vecchio adagio “la realtà supera la fantasia”? ecco: la realtà supera il reality, ma il reality non ci sta per cui rilancia e esagera. così, di rimando, pure la realtà è costretta a strafare. dunque, si arriva al dato stupefacente d’una realtà *strafatta* che vaga per i giardini pubblici chiedendo venti centesimi ai passanti virtuali.

-Lapo:- Cara, è il secondo pollo che bruci, guarda che sei in nomination!- Sono d’accordo con Camus, il mito che più si adatta alla condizione umana è quello di Sisifo. Portare il masso pesantissimo sino alla cima della montagna e appena posato quello ritorna a valle. E continuiamo così, ogni giorno. Non sembra una sfiancante prova da reality , di quelle che alla fine sono tutti sudati e senza fiato?

“Ecco ragazzi, ricostituitevi nell´anima e  nel corpo, crescete acquiescenti ed acquirenti, educatevi fin da piccoli alla  cul in aria, così che il *gran bazar* della vita possa, con genuinità solo  *supposta*, offrirvi proposte sempre adeguate, alla carta… di credito!”  E´ stato  sempre così o mai come in questo  momento?
Malos: beh, mai come in questo momento. epperò, ribadisco rigato (tipo un vinile che salta): il mercato globale non è il problema. il mercato globale è solo uno scaffale traboccante di strumenti sempre più tecnologici e allettanti. il problema nasce dalla mancanza di cultura. e più l’offerta è grande ed insistente, più l’ignoranza ci rende vulnerabili. cioè buoni acquirenti. così il cerchio si chiude.

Lapo: Mai come in questo momento i bambini hanno acquisito diritti. La tutela è proporzionale all’individuazione dell’infante come soggetto economico. Sono già integrati sin dalla nascita, verranno fuori dalla matrice indossando capi già firmati e le loro manine paffutelle sapranno immediatamente firmare. Sto parlando dei bambini occidentali, evidentemente. Di quelli del Terzo e Quarto Mondo a nessuno frega niente. Possono morire. Da loro mi attendo ferro e fuoco,  la Rivoluzione, l’Apocalisse, come i pupi ammorbati e reclusi di “drammaiale”. 

Aleggia Dante e Ghino di  Tacco…
-Malos: dante se non sbaglio è quell’autore che ha scritto alcuni testi per benigni. è bravo, ma o si fa una plastica al naso o non sfonderà mai. ghino di tacco era lo pseudonimo con cui craxi firmava i suoi corsivi sull’avanti: me l’ha  svelato lui personalmente mentre ero anch’io a radicofani, l’estate scorsa. 

Lapo: – Aleggiano, aleggiano…Padre Dante scoreggiante/ ne fa una ne fa tante…Ghino di Tacco era lo pseudonimo con cui Bettino Craxi firmava i suoi sedicenti articoli. Non si prendono a sassate i veri banditi, ma i potenti detronizzati. Il popolo senza peccato che scagliò le pietre contro il leader socialista, consegnò poi il Paese nelle mani del suo grande amico Berlusconi.  Nei miei luoghi di origine – il Basso Piemonte – il ghino è il porco. Per un leghista alessandrino Ghino di Tacco potrebbe dunque essere un porco terrone. Siamo in pieno ‘drammaiale’. 

Cosa ne sarà di questi porci senza ali, ne  daranno in futuro il nome a vie e  piazze?
-Malos: che facciano pure. a me ‘ste cose delle vie e dei parchi fanno piuttosto ridere: i veri problemi sono ben altri.
 
-Lapo: Sì, ma solo a Radicofani ed in altri luoghi utopici. Quando le case voleranno, quando si realizzerà il progetto di architettura sospesa
nell’aria progettata e disegnata da Malevic.
 

Com´è nata l´idea di questo lavoro a quattro  mani?
-Malos: sapevo che lapo-paolo aveva lavorato nel teatro. e leggendo qua e là nel suo sito “ormembar” ho avuto la sensazione che fosse una persona in gamba (sensazione poi rivelatasi del tutto infondata:))). così ho gridato forte al mondo *si-può-fa-reee*  (tipo gene wilder in frankenstein jr di mel brooks)  e lapo-paolo deve avermi sentito. così abbiamo subito iniziato a collaborare buttando giù (dalla finestra) le idee migliori. il peggio, invece,  è finito tutto dentro al drammaiale.

-Lapo: Io stavo camminando sull’argine del Po ed ho notato che qualcuno mi stava seguendo. Era un giovane prestante ed allora ho lasciato cadere un fazzoletto di batista. Il tipo lo ha raccolto ed ha avuto un reazione inconsulta. – Ehi – ha urlato – ma questo fazzoletto non è il tuo, è del mio amico Battista!-.  Si è accesa una furiosa lite e siamo arrivati alle quattro mani. A parte gli scherzi, malos ha mandato un racconto al mio sito  ( a proposito, se qualcuno vuole accomodarsi è www.ormembarscritture.it) e poi da cosa è nata cosa. Io non lo conosco di persona e già gli devo dei soldi!

Quanto ci può salvare un  “drammaiale”?
-Malos: mah. direi pochissimo. sia per lo scarso potere salvifico in sé del maiale, che com’è noto è un animale impuro e fa salire il colesterolo,
sia per la difficoltà di trovare palcoscenici e lettori ancora vivi. epperò, chissà, non è mai detta l’ultima parola visto che “l’incomunicabilità muove il mondo” abbiamo dalla nostra un alleato molto forte… :)
 

-Lapo: Ai nostri tempi si possono e si devono scrivere opere di resistenza, anche se la battaglia è già persa. Il drammaiale è oltre la salvezza.Il panorama di macerie è già completo e l’angelus novus è già partito. Nonostante questo, forse per un’assurda abitudine, raccogliamo un mattone dal muro crollato e lo scagliamo contro il cielo.

  

Umberto Saba  

Il maiale
La broda, fior di sudiciume è pura
solo quanto il suo istinto n’è affamato;
strilla come il bambino sculacciato,
se allontani da lui la sua lordura. 
Certo per lui grande ventura è quello
che per me, per un mio pensiero, è strazio:
che non si chieda perché lo vuol bello
di pinguedine, e il più pasciuto e sazio,
la massaia che scaccia il poverello;
ch’egli, come ogni vita, ignori a cosa
poi gioverà quando sarà perfetto.
ma io, se riguardando in lui mi metto,
io sento nelle sue carni il coltello,
sento quell’urlo, quella spaventosa
querela, quando al gruppo un cane abbaia,
e la massaia ride dalla soglia. 
Solo in me mette un’impetuosa voglia
di piangere quel suo beato aspetto.
 

 

da Trieste e una donna (1910-1912)  

 *  

 Trilussa  

Er porco e er somaro
Una matina un povero Somaro,
ner vede un Porco amico annà ar macello,
sbottò in un pianto e disse. Addio, frate:
nun ce vedremo più, nun c’è riparo!

Bisogna esse filosofo, bisogna.
je disse er Porco via, nun fa’ lo scemo
ché forse un giorno se ritroveremo
in quarche mortadella de Bologna!
 

da Le favole, 1922 

Il porco e il somaro Una mattina un povero Somaro, / vedendo un Porco amico andare al macello, / sbottò in un pianto e disse. Addio, fratello: / non ci vedremo più, non c’è rimedio! // Bisogna essere filosofo, bisogna. / gli disse il Porco via, non fare lo scemo / ché forse un giorno ci ritroveremo / in qualche mortadella di Bologna! 

(Traduzione di Luigi Bonaffini)  

  

* 

Salvatore Toma 

Il maiale  

Il maiale
era lí che mi guardava.
Il macellaio
faceva finta di niente
e gli girava intorno indeciso
col coltello allucinato.
Voltai l’angolo
il maiale pareva
implorarmi a restare
posando alla catena
come un lupo in olfatto.
Cosí rimasto incantato
non sentí il coltello
forargli la gola
e non vide il sangue
colargli a dirotto.
Era tutto concentrato
a rivedermi apparire. 
 

da Canzoniere della morte (1999)

*

Vincenzo Mastropirro

I porci ingannano

I porci ingannano,
il loro sguazzare nel fango
è sintomo d’amore
è la loro felicità.
Provate a tenerli puliti
e non si riconosceranno più.
Le bestiole si accoppiano
per la fragranza del medesimo fetore
per l’unto della loro merda.
Noi, gli umani avvertiamo il disagio
ci profumiamo distinguendoci
ma è solo questione di marche, di mercato.
Puzziamo, non ce ne accorgiamo ma è così
noi sì che maleodoriamo
non ci rendiamo conto
di quanto facciamo schifo.
L’amore tra i porci è sano e duraturo
l’altro sprofonda negli spot.

da NUDOSCENO Lietocolle (2007) 

Annunci

17 pensieri su “Drammaiale – Dieci domande a Malos Mannaja e Lapo Orage

  1. scusate e i porci con le-ali?
    Ve li siete persi! Deve esere per forza così, per questo dite che la resistenza non porta da nessuna parte tranne che a una battaglia persa. ..E invece non ci credo: PERCHE’ NON CI VOGLIO CREDERE. Dunque mi prendo dfel porco la cosa più leggera: le setole, ne faccio pennelli per un fresco dipinto serreale,…cosa andate a pensare,sul tale e sul tizio che non vogliono collaborare. Un tempo,dopo la guerra (e questa cos’è da anni ormai?) c’erano le cooperative e cooperavano, non erano in concorrenza! Liberi era una parola chiara, che ti stava non solo nella testa, ma intera in tutto il corpo, persino se mangiavi polvere e polenta, che qui, dalle mie parti era come il maiale,non si buttava via niente del mais (coi scartossi se faseva el leto, coi scanarei se faseva i tapi, coe canne se scaldava el fogoear, e farina, che bona in do coeori,zaea e bianca, in mezo ai piati….NON SO SE VA BENE SCRITTO COSI’,MA SI CAPISCE IL GUSTO!)FERNI

  2. E’ incredibile, amici, la risonanza. Stavo giusto pensando a Porcile di Pasolini (ne avevo parlato con Abele) e alla sua attualità. La poesia di Mastropirro non può non richiamare la storia di Julian. Come dicono i greci? “Stessa faccia, stessa razza”.
    PVita

  3. toccherà poi a porcile, Pasquale :)) visto che ci siamo, andiamo avanti con il maiale!

    alla tua bella domanda, Ferni, lascio rispondere Malos e Lapo (per quanto mi riguarda sottoscrivo la risposta di Lapo, che sottolinea comunque l’impotanza del r-esistere)

    buon primo maggio.

  4. se il maiale non fosse anche un pò tutti noi…
    mangiamo e saremo mangiati.
    possiamo sezionarlo
    con_dirlo
    a nostra volta con_dotti
    che si abbiano parole o setole
    l’importante è che siano utili

  5. Tante verità nella loro grande ironia.Porto via con me questo frammento(a parte le molotov): Ora funziona così:le proteste partono a livello di base e poi vengono veicolate dalla rete. I contestatori iniziano a conoscersi fra di loro ed in breve la sommossa si trasforma in un social network. Invece di ritrovarci per costruire le molotov, ci si scambia i numeri del telefonino e vai con la pizzata!..”e ditegli che nn è vero”!Belle anche le proposte poetiche.Quoto Mastropirro.Grazie Abele.Buon 1 Maggio;)

  6. Grazie Cristina e Vincenzo, buon primo maggio anche a voi!
    a proposito, Vincenzo, non sto prendendo parte a nessuna manifestazione, il mio e’ un primo maggio “veicolato dalla rete” – ho comunque una giustificazione, qui in Inghilterra e’ un giorno come un altro…
    ab

  7. Anche io Abele, è sento molto vicino tanti di voi.anche il mio è così”vissuto/veicolato” in/dalla rete. Quel frammento mi riporta altrove: alle tante iniziative che sfumano in “invita altri amici che già siamo migliaia” e che portano a poco o nulla.Preciso:ci sono anche quelle serie.Inghilterra?azz, un po’ ti invidio

  8. ottima questa intervista! e ovviamente ho letto, bevendole :), le risposte
    che mi rivelano (come se ce ne fosse bisogno :)) quanto mi ritrovo pienamente con voi.

    e bellissimo in toto anche questo post, ivi le poesie postate (eh, Abele! – grazie)

    Per quanto riguarda il drammaiale
    il gran suino come la grande Bestia :), nella fine rimane poca mistica, molto che si mastica (amaro).
    una visione lapo-calittica, da malos che incombe
    e cmq molto ben congegnato questo copione che alla fine fa acqua da tutte le parti :)
    diluvia e i soliti che salgono sull’arca e il tutto finisce in niente (silenzio diluente)

    mi hanno colpiti innumerevoli passaggi, ma davvero troppi da riportare, poi devo rileggerlo senz’altro, come dire…metabolizzarlo
    (per adesso, ripeto, l’ho bevuto).

    Trovo esemplare per es. il pezzo proprio successivo a quello messo da Abele in incipit alla presentazione dell’intervista:

    “Essere mediante l’avere.
    Wendy Ecasillabi: – Può esser la realtà sì tanto dura? / Che la finzion
    sia vera fregatura?
    Heidi SS: – Il pacco che vi è stato fatto è quello che sognate di vincere,
    ogni sera dopo cena: l’abolizione delle regole, l’agognata scorciatoia
    verso il raggiungimento di uno scopo… indotto.
    51
    Tutti: – E se alla fine noi ci fossimo resi conto di ciò che sta accadendo?
    Heidi SS: – Resta sempre l’arma segreta del potere: la paura come arma
    di distrazione di massa.”

    o anche questo:
    “Pentitevi. Consumatori, mediocri-stiani che tanto vi
    siete allontanati dagli insegnamenti del Signore, pentitevi. Troppo
    spesso, la merce che viene propagandata è illusoria e mendace,
    superficiale e abbagliante fino allo stordimento e rende schiavi, privi
    di speranza e di gioia. Ma se accettiamo che la merce ci tocchi
    intimamente, ci ferisca, ci apra gli occhi, se davvero amiamo col cuore
    la merce allora riscopriamo il potere salvifico dell’acqua e
    dell’acquisto!”

    ma ripeto, sono due su tanti.

    un abbraccio grande ad entrambi gli autori e ad Abele in primis-

    ciao!

  9. La Poesia non versa allo Stato, quindi la poesia si estinguerà. Il versamento finale sarà però l’Eterno Silenzio. Un momento infinito di
    grande poesia non riscuotibile. …VEDO che Abele, Malos e Lapo sono proprio intenzionati a resistere, a non mollare! anch’ io mi unisco all’elogio del maiale vero, quello rosa della fattoria, intendo, e grugnisco, invece, contro tutto il fango che ci sommerge!
    Ho trascorso un 1° maggio sereno e auguro a tutti gli amici di Neobar una felice notte!

    Rosaria

  10. Un abbraccio a Margherita ( “lapo-calittica, da malos che incombe” eh si’!;-) e Rosaria (viva il maiale, preparati ad altro… :-)
    felice notte e tanti auguri di buon compleanno (tra venti minuti) a Ferni (i meriti di Facebook :))
    abele

  11. gran bel post, abele: saba, trilussa, toma e mastropirro mi son parsi provvidenziali nel risollevare il livello qualitativo del tutto, dopo il deliriofiume dei due pig-mei (lapo sostiene d’essere anch’egli molto basso…)…
    :))
    poi, ringrazio tutti (ma in particolare marghealla, il cui commento è lapoteosi dell’affetto).
    e a proposido d’affetto… si dia il via alle danze, amici: salame “casalino” doc e lambrusco virtuali per tutti!
    :)

  12. e riguardavo il poco_cinghiale che sta sullo stemma della mia città, su un testo del ‘700 che rividi l’altra sera aleggia in una incisione stupenda, testo raro e ricercato il de vita (lo conservo gelosamente, un in-folio di arte tipografica direi eccezzionale) ma ha un profumo che esalta la “porchitudinecinghialesca”… chissà se pasolini prima di girare porcile (film di una intensità unica) abbia o meno sfogliato il de vita, mi piace pensare che lo abbia fatto…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...