DRAMMAIALE – coming soon on neobar

 

PROSSIMAMENTE SU NEOBAR

Malos Mannaja e Lapo Orage presentano:

*Progetto quadrumania teatrale*

DRAMMAIALE

Incredibile, ma verro: niente va buttato, tutto si trasforma
in merce. Così è, anche se non vi pare.
Possiamo anteporci al profitto?
Rende essere sconvenienti o è meglio porci comodi?
Ogni risposta è vana… Macché suina:
l’unica pandemia è l’ininfluenza!
E allora tutti a Radicofani, il prossimo week-end !!

Tra i personaggi:
Caio Tabac, strillone, disoccupato e venditore ambulante di fumo
Luigi Ralaterra, coltivatore diretto, cervello fino con tanto di vanga sottobraccio
Romano Sulfallo, vecchietto priapico di novant’anni che vuole ancora scopare e smania per le pastigliette blu
Celeste Tista, una donna tutta intabarrata e col burqa, originaria di Pontida
Wendy Ecasillabi, poetessa sperimentale, affetta da una fastidiosa alitosi

ESTRATTO DI DRAMMAIALE:

Col suo numerino tatuato sul braccio, Nicola Insauna va a sedersi accanto a Gustava Labbacchio. Gli sta colando acqua da un orecchio.

Gustava Labbacchio: – Mi scusi, ma le sta uscendo acqua da un orecchio.

L’uomo si tampona con un kleenex. La signora Conta fa vedere le cicatrici a Sulfallo, facendogli seguire i tracciati col dito. Altri leggono, altri sospirano. Dalla fessura della porta del bagno, riemerge la testa di La testa. Il palestrato prima scruta la sala d’aspetto in cerca del nemico invisibile, poi, rincuorato, esce dal bagno.

Luigi Ralaterra: – Ecco di ritorno lo xenofobo!

Corrado Latesta: – Non sono xenofobo! Sono diversamente tollerante!

Celeste Tista: – Lasa star, l’è mei. Non vedi ch’l’è un contadino, poereto d’un vilàgn.

Luigi Ralaterra: – E proprio perché son contadino, la dico pane al pane e vino al vino.

Wendy Ecasillabi ha un moto di stizza: come si permette il bifolco con la zappa di rubarle il mestiere?? Incurante, Ralaterra rincara la dose.

Luigi Ralaterra: – Quindi dalle mie parti il carciofo è carciofo. E la rapa è rapa, Latesta.

Il mastino palestrato scatta verso l’agricoltore di mezza età, lo afferra per il bavero e lo squassa a destra e a manca, quindi inizia a schiaffeggiarlo dritto e manrovescio.

Corrado Latesta: – Porta rispetto per chi difende la purezza delle tradizioni, la cultura e i valori della nostra terra.

Luigi Ralaterra: – (affannato, in mezzo ai colpi) Non sai di… cosa parli… io la terra la conosco bene… la giro in lungo e in largo… ragioneresti meglio coi… calli della zappa sulle mani.

Il contadino ha firmato la sua condanna a morte: Latesta ha gli occhi fuori dalle orbite…

Gli assesta un pugno in pieno volto, mandandolo al tappeto, quindi estrae dal taschino una spranga telescopica e la schianta sul cranio di Ralaterra svenuto.

Nessuno interviene o dice nulla. Nella sala d’aspetto è calato il silenzio: tutti transennano gli occhi dietro alle pagine d’una rivista.

Soddisfatto, il colosso torna a sedersi al suo posto.

Plic Plic Plic Plic.

Nel silenzio assoluto, si sente il gocciolio d’un rubinetto. Prontamente, per esorcizzare il senso delle cose, Gustava Labbacchio prende il controllo della situazione.

Gustava Labbacchio: – Segretaria? Mi scusi, ma probabilmente in bagno un rubinetto perde.

Wendy Ecasillabi: –  Oddio! Dal margine della capoccia / quest’uomo perde acqua goccia a goccia

In effetti, la fonte del gocciolio è proprio Nicola Insauna. La segretaria, tra il perplesso e il premuroso, colloca un catino sotto la sedia dov’è seduto l’uomo.

Approfittando del diversivo, senza dare nell’occhio Caio Tabac sguscia verso il corpo di Luigi Ralaterra, riverso al suolo, tastandogli le pulsazioni al collo.

Caio Tabac: – (a mezza voce, rivolto agli altri pazienti in attesa) E’ morto…

In sala d’attesa tutti fanno finta di non capire. Gustava Labbacchio sbuffa, si alza e si dirige verso il cadavere del contadino.

 Gustava Labbacchio: – Su, rimettiamolo a sedere. Se la vedrà il medico, poi.

Caio Tabac: – Ma…

Giorgia Conta: – (alzandosi anch’ella) Giusto: tiriamolo su (e va a sedersi sopra all’inguine del contadino, roteando il bacino).

Romano Sulfallo: – Non è un muscolo: niente rigor mortis. 

Giorgia Conta: – Oh…

 Sollevano il corpo di Ralaterra, adagiandolo su una sedia, quindi ognuno torna al suo posto.

 Corrado Latesta: – Non chiama ancora!

Gustava Labbacchio: – Il forno non sarà  abbastanza caldo.

Wendy Ecasillabi: – Il numero primo stampigliato/ sarà dal medico presto chiamato… oddio, un numero primo! Potrebbe essere 2011!

Corrado Latesta: – (guardando il corpo di Ralaterra col terrore negli occhi) Se nel frattempo inizia la decomposizione, siamo tutti in pericolo mortale!

Wendy Ecasillabi: – Teme l’alabarda o i raggi dei batteri / siccome avessero i superpoteri!

Celste Tista: – Però è vero: quest’attesa è snervante

Romano Sulfallo: – La strada dell’attesa è sempre una *via agra*…

Giorgia Conta: – L’importante è che sappia il suo mestiere, non importa se non ti ascolta.

Celste Tista: – Già speriamo che sia bravo.

Caio Tabac: – Eh già!

Gustava Labbacchio: – Mah!

Wendy Ecasillabi: – Chissà!

Romano Sulfallo: – Boh!

Sospiri, sbadigli, silenzio. I bambini segregati si avvicinano alle sbarre e seguono la scena. Si danno di gomito, alludono. Poi partono col coro, sommossamente.

(voci infantili indistinte)

Soffermato su medica soglia

Colto il piscio nel primo mattino

Tutto assorto in un male intestino

Non previsto dai ticket dell’Asl,

Tesserato: non questa tua doglia

Può curare un dottore di base

Specialisti che usino il laser,

In Italia e nel mondo ce n’è!

….

Si invita intanto a (ri)assaggiare un po’ di Puromanzo

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12 pensieri su “DRAMMAIALE – coming soon on neobar

  1. mi sembra di percepire eredità da verve esilarante proveniente da francesco cangiullo, tra i protagonisti del primo futurismo napoletano prima, cosmopolita poi…. suo fratello, pasqualino, fu il più giovane futurista italiano dall’alto dei suoi 15 anni, ma noto, con piacere, che il filone non è morto.. l’idea del porcomaiale in divenire drammaiale la trovo geniale, i personaggi ben articolati, insomma “hànno” lavorato, Malos Mannaja e Lapo Orage, con gusto graffiantee mi piace! per il termine (da verbo cangiullo lo trasformò in sorta di sostantivo) “hànno” è citazione da un manifesto di cangiullo per una mostra che si tenne a milano alla fine degli anni ’10 inizio anni ’20…
    r.m.

  2. naturalmente e’ solo un assaggio, tra poco serviremo il drammaiale intero. Grazie Cristina, grazie Roberto (un post su Cangiullo ? :-)
    all the best
    abele

  3. se non fosse che ho difficoltà a digerire alcune pietanze, penso sarebbe già questo un assaggio forte! Grazie dell’allestimento della sala e del sale di condimento, usato q.b.
    Grazie.ferni

  4. Fra il teatro dell’assurdo e l’assurdo del teatro, si snoda in modo geniale, a partire da verri e porci e da nomi di personaggi che sono già una garanzia di estasi di lettura.
    Qualche inserimento fra i dialoghi non può essere reso a teatro (ad esempio ‘Prontamente, per esorcizzare il senso delle cose’), ma è assolutamente irrinunciabile per il piacere della lettura.
    Attendo con ansia la versione completa.
    (Grazie)

  5. ah volevo dire anche dell’immagine!

    e da Circe con i compagni di Ulisse, passando per i proci fino alla fattoria degli animali….ecco il “Drammaiale” :)

  6. ringraziamento doveroso anche per questo *coming soon* al “padrone di casa” e ai suoi generosissimi ospiti (qui, oltre a cristina, rosaria e roberto, un abbraccio pure a fenirosso, yanez, patricia, vincenzo, antonella e marghealla)
    :)
    bacioni (anche da lapo-paolo)

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