Omar Suleiman: Lysistrata, prima del viaggio…

omar suleiman Dice:
marzo 24, 2010 alle 4:26 pm |

APPUNTI DI VIAGGIO PRIMA DEL ………VIAGGIO

Sabato 5 dicembre 2009
Proveniente da Amman sono arrivato al ponte Alenby sul Giordano che dovrebbe essere la frontiera tra i territori dell’Autorità palestinese e la Giordania secondo gli accordi di Oslo, invece è sempre più controllato dall’esercito israeliano. Sembrava l’inferno sulla terra! Una folla indescrivibile di donne, bambini, anziani, qualche disperato turista straniero,che però ha dei percorsi diversi dai palestinesi, più comodi e meno stressanti. Ci sono molti pullman di pellegrini palestinesi che tornano dalla Mecca, cosa che aumenta la confusione con tutto il loro carico di valigie, pacchi regali, c’è qualcuno che porta delle stufe a gas, forse costano meno in Giordania. L’ultima volta che sono passato da qui c’erano meno sportelli e meno file inutili, ora dappertutto ci sono dei soldati che hanno massimo 18 anni, i loro superfucili mitragliatori sono più alti di loro. La cosa triste che spezza il cuore è che loro non si degnano neanche di gridare gli ordin in quel modo volgare e arrogante “asini, animali..mettetevi in fila due a due..”, ma lo fanno fare ad altri palestinesi che lavorano li come facchini e personale di pulizia.
In certi momenti quando si prolunga l’attesa sembra che il cielo cada sulla terra, donne che si lamentano, bambini che gridano, soldatesse arroganti che in un arabo storpiato strillano a squarciagola alle donne di far stare zitti i bambini. Grazie alla mia faccia che può dire tutto meno che sono un turista, mi sono messo in mezzo a questa folla. Volevo sentirmi come loro, volevo capire. Il sole era forte e la dila era ancora all’esterno in attesa di scaricare il bagaglio dagli autobus. Giravo intorno con gli occhi e attira la mia attenzione una macchina super lusso sulla quale è scritto “servizio Vip” che si ferma di fronte a noi. L’autista scende con i documenti del passeggero per mettere i timbri sul passaporto dell’illustre personaggio, i nostri sguardi si incrociano, ci conosciamo, lui gira la testa dall’altra parte e fa finta di non vedermi e non riconoscermi. Sembra che neanche tutta quella folla di disperati esista: era Nemer Hammad, ex rappresentante palestinese in Italia, oggi uno dei personaggi importanti dell’Autorità Palestinese, molto vicino al Presidente Abu Mazen. Ho sentito una lacrima calda scorrermi sul viso, perché questa gente è così abbandonata da dio e dagli uomini, che entrambi voltano la faccia per non vedere la sofferenza della gente. Perchè una donna anziana sulla propria terra deve pregare un soldato ragazzino estraneo a questa terra per permetterle di andare al bagno o per poter comprare una bottiglia d’acqua? Perchè una rivoluzione si trasforma in un gruppo di persone che collaborano con l’oppressore dimenticando le sofferenze di madri, padri e mogli che hanno perso i loro cari, martiri che si sono sacrificati per la libertà?
Dopo le solite tre o quattro ore di attesa riesco ad avere il mio passaporto con il visto, concesso dallo straniero per poter andare a posare un fiore sulla tomba dei miei amati genitori e abbracciare i miei parenti. Saliamo su un pullman che ci porta a Gerico e ad un certo momento sale sull’autobus un’altro ragazzo soldato, questa volta palestinese, male armato e con una divisa meno brillante e lucida del suo coetaneo dell’altra parte. Ha un compito inutile, visto che il grosso l’hanno fatto gli israeliani. Poverino, deve solo controllare che su tutti i documenti ci sia il timbro israeliano per far ripartire il mezzo, non prima di avermi chiesto perchè avevo il passaporto straniero e non palestinese e quale fosse il motivo della mia visita…sic!
Riesco a rilassarmi un po’ dopo una doccia in albergo a Ramallah, dove mi aspettano i miei amici del Teatro Astragali di Lecce, che portano a Napoli??? un progetto molto bello da realizzare nel mese di aprile nei villaggi palestinesi lontani, dove non arriva nessuno, né dalla cooperazione ,né dall’Autorità. Sono emozionato e contento di fare questa esperienza con loro, di far conoscere e guardare la mia terra con i miei occhi e con le mie emozioni. In due giorni riusciamo a fare un ottimo lavoro di preparazione, ci colpisce molto questa città che non sembra sotto occupazione, come una ciliegia finta, di plastica cinese, messa su una torta di carnevale. Piena di bar e ristoranti pieni di gente, di giovani che sono fuori fino a tardi, moltissime macchine nuove, molti uomini d’affari, palestinesi e stranieri, negli alberghi, ma alle sue porte ci sono i soldati israeliani che in qualsiasi momento vogliono entrare per arrestare qualcuno, lo fanno avvisando l’Autorità. E allora tutto questo sparisce.
L’altra notte non riuscivo a prendere sonno, mi sono preparato e sono uscito facendo attenzione a non disturbare e a non svegliare il mio amico Ivano, compagno di stanza. Erano le 5.30, ho fatto un giro per la città che si risvegliava lentamente, sono finito davanti ai mercati generali della frutta e verdura, mi sono messo lì con una tazza bollente di caffè al cardamomo ad osservare i commercianti scaricare i camion. Che ferita al cuore!! La maggior parte della frutta e verdura, l’80% direi, era in confezioni con la scritta in ebraico ed è stato spontaneo domandarmi se fosse merce proveniente dagli insediamenti intorno la città, merce coltivata dagli oppressori in terre confiscate magari a questi stessi commercianti. Ci rubano la terra più fertile e le fonti d’acqua, costruiscono gli insediamenti e le serre e noi dobbiamo comprare e consumare i prodotti della nostra terra sfruttata da altri? M’è venuto da sorridere pensando a tutti i tentativi di boicottaggio, apprezzabili per l’amor di dio, che si fanno in occidente, ma basterebbe fare un giro qui, nei negozi e nei supermercati, salire sui mezzi di trasporto o andare nelle banche per capire che il lavoro bisogna farlo qui. I negozi sono pieni di prodotti israeliani, perfino il sapone ed il latte, la gente in Palestina usa la moneta israeliana, più di 4 milioni e mezzo di persone danno un contributo importantissimo all’economia dello stato occupante, anche le banche, perfino il bilancio del governo dell’Autorità Palestinese viene calcolato in shekil, la moneta israeliana!
Oggi 8 dicembre i miei amici sono ripartiti per l’Italia, mi sento un po’ solo, ma stasera mi sono fatto avvolgere dal calore degli abbracci e dell’affetto dei miei parenti nel mio piccolo, bel villaggio. Nella testa c’è tanta confusione, rabbia, ma negli occhi tristi nel vedere questa terra martoriata anche un po’ di commozione.

Dovevo incontrare la cantante palestinese Rim Al-Banna, per organizzare un’iniziativa a Napoli, l’ho chiamata ed eravamo rimasti che ci saremmo visti a Nazereth ,durante questo mio viaggio in Palestina , per concordare la data di gennaio 2010.
Ma al mio arrivo al ponte Allenby, al confine con la Giordania, dopo le ore di attesa di cui ho scritto qualche giorno fa, il soldato incazzato dalle mie risposte alle sue provocazioni mi aveva stampato il visto di ingresso solo per i terretori occupati “only for palestinian authority” e questo voleva dire che non potevo andare neanche a Gerusalemme che considerano territorio “israeliano”.
Quando mi sono sentito con Rim, abbiamo trovato un modo per farmi arrivare a Nazareth. Così il giovedi sono passato per Haifa e nel risalire la Galilea siamo passati per una cittadina che si chiamava Hawwaseh e ora non so che cavolo di nome ci hanno messo.
Quando il pomeriggio sono ritornato al mio villaggio ,vicino a Nablus, sono corso nella nostra vechia casa, ora centro culturale per i giovani del villaggio, è una bella casa di pietra bianca di palestina ,un ambiente unico che si poggia su quattro colonne che finiscono in un soffitto a copula come una moschea o una chiesa..il colore allora era blu..con la ristrtturazione del soffitto qualche piccola machia blu è rimasta ancora li..Quando ero piccolo mi stendevo sul pavimento e guardavo il soffitto immaginando il cielo stellato ,e quando era sera mi stendevo sull’erba della terra vicino a casa, guardavo il cielo stellato ed immaginavo il soffitto della mia casa..Anche giovedi pomeriggio mi sono steso sul pavimento e ho fatto volare la mia immaginazione. Mio padre anora giovane avava perso la sua prima moglie che gli aveva lasciato due bambine in tenera età, subito dopo aveva sposato mia madre che era molto giovane, poco più grande delle figlie.
Ho pensato a questi due sposi ,lui giovane, forte, padre di due bambine e lei ragazza sposa, bella con occhi splendidi, neri e grandissimi che non sapeva come fare con queste due figlie che si è trovata in questa piccola casa, con un giardino che si affaccia sul mare della Galilea, si chiamava Hawwaseh, appunto!!! La mattina lui andava a lavorare nelle ferrovie di Haifa e lei rimaneva in casa con le due bambine e la vicina di casa palestinese, il pomeriggio lo passavano nel giardino a chiacchierare cone le loro vicine, ebree, si scambiavano gioie e dolori, pioggia, freddo e sole e non solo. Si scambiavano uova con farina o grano con frutta ed erano gli inizi degli anni quaranta del secolo scorso, quando nasce un’altra bambina e nel 43 il primo maschio. Nel 1948 mia madre era incinta del terzo figlio quando hanno dovuto abbandonare Hawwaseh , per rifugiarsi con mio zio e la sua famiglia, non all’estero come sono stati costretti tanti, ma nella cittadina di Burqa e poi nel villaggio di Nisfjbil, dove oggi hanno trovato sepoltura.
Ho pensato come sarebbe ora la nostra vita se fossimo rimasi lì in quella piccola casa che tra l’altro esiste ancora, mio padre è morto sognando di poterla solo vedere un’ ultima volta. Saremmo sparsi in tanti paesi come lo siamo ora? La famiglia dei nostri vicini ebrei sarebbero rimasti lì ancora?..e io? Cosa starei facendo ora…laureato, pastore o pescatore? Insomma ho immaginato un’altra Palestina, senza posti di blocco, muro, insediamenti e soldati. Meno triste e più gioiosa, con più alberi di ulivo e fiori che colorano montagne, balconi e terreni…
Ora devo correre a casa di mio fratello, mi stanno cercando perché dei parenti vogliono salutarmi. Domani si parte per la Giordania per fare ritorno in Italia
Omar Suleiman – Palestina

Advertisements

18 pensieri su “Omar Suleiman: Lysistrata, prima del viaggio…

  1. grazie. Abele.
    il dolore palestinese non riesce a scuotere il mondo.
    ci sono troppi interessi dietro questa guera civile voluta ai vertici mondiali e per nulla appartenente al popolo.
    Il gruppo Buildeberg, fa sentire la sua longamanus ovunque.
    il potere economico governa ormai ovunque, abilmente innestato sulle questioni indigene.
    e percià l’impegno di Suleiman e dei suoi amici è ancora più lodevole.

  2. incisiva narrazzione su tematica che ha dell’allucinante, tra palestinesi e arabi altri che non riescono a voler entrare nel “moderno essere democratici” e israele, unico faro democratico lì, che non riesce a capire e voler capire le ragioni palestinesi, una vera tragedia della maledizione della storia.. nessuno ha ragione, tutti hanno torti..

  3. cari Cristina e RM…
    quella in palestina non è e non è mai stata una guerra civile…si tratta di una popolazione prelevata dal cuore dell’europa civile per risolvere un problema di coscienza che scuote l’occidente per le persecuzione contro gli ebrei..installandoli al posto e sulla terra di un altro popolo quello palestinese costretto e diventare una massa di profughi che vivie da 63 anni in condizione di miseria lontano dalla propria terra.
    Credo che nel mondo civile della moderna democrazia i palestinesi ci siano sempre stati…nonostante l’occupazione soffocante che toglie perfino l’aria e la terra …
    è il contrario che non si puo chiamare faro della democrazia in MO…sarà pure democrazia..ma appartiene solo agli ebrei…
    che opprime un altro essere umano rubandole tutto non può appartenere al mondo moderno
    un caro saluto

  4. ecco. drammatico e senza speranza, il quadro.
    in questa guerra d’occupazione permamente, l’unico diritto riconosciuto all’essere umano è quello di provare a sopravvivere, preferibilmente altrove.
    uno spiraglio, forse, in questa frase: “lei rimaneva in casa con le due bambine e la vicina di casa palestinese, il pomeriggio lo passavano nel giardino a chiacchierare cone le loro vicine, ebree, si scambiavano gioie e dolori, pioggia, freddo e sole e non solo”
    gli ebrei non sono lo stato di israele, come i palestinesi non sono nemer hammad (e come gli italiani non sono berlusconi).
    inoltre, anche alla luce dell’immagine descritta, ribadisco che se la politica fosse affidata alle donne, le cose nel mondo andrebbero decisamente meglio.
    un abbraccio.

  5. ieri siamo tornati dalla Palestina. non siamo stati tanto ma io ho potuto riconfermare in me, che quella (Cristina Bove) non è una guerra civile, ma un’occupazione disumana indirizzata alla pulizia etnica.
    Per quello che la mia piccola esperienza mi consente di dire, fari democratici (erremme) non nè ho visti.
    Ho visto check point infiniti, presidiati da ragazzine e ragazzini giovanissimi col mitra in mano; Ragazzi esaltati dal potere loro conferito di far passare chi gli andava. e riguardo ai palestinesi, di poterli trattare il peggio possibile, di umiliarli nella dignità.
    poi potrei parlare del muro.
    una barriera, che ultimata dovrebbe superare i 750 Km, costituita da un muro in cemento alto 8 metri, fossati, filo spinato e recinzione elettrificata; torri di controllo, torrette per i cecchini e strade per le vetture di pattuglia.
    poi le colonie, numerosissime, ormai piccole cittadine, l’appropriazione delle strade , le case espropriate a Gerusalemme…
    se questo è un “moderno essere democratici” (come erremme dichiara) spero che la democrazia israeliana e tutte le democrazie simili si frantumino al più presto nella loro stessa idiozia.
    è vero quello che dice malos: gli ebrei non sono lo stato di israele.
    io parlo dello stato di israele infatti, e di tutti quelli che approvano tali forme di ‘politica’.

  6. Caro Gaetano, grazie per il resoconto della tua esperienza. Mi rendo conto di quanto poco ne sappiamo della questione palestinese e soprattutto di quanto poco si faccia in genere per fermare una barbarie del genere. Di ritorno dalla Giordania sonno andato a una mostra, qui in Inghilterra, dedicata a disegni di bambini palestinesi sul tema della guerra. E’ stata un po’ la molla per informarmi maggiormente e scoprire varie organizzazioni molto impegnate ma anche poco conosciute e che non hanno la visibilità necessaria o che meritano. Proporro’ presto un post su Neobar. Spero intanto che il vostro viaggio di ritorno sia andato bene.
    U abbraccio a voi tutti
    Abele

  7. Caro Abele..
    caro “mio cugino gaetano”..
    proprio bene non è andato il viaggio di ritorno..qualcosa di interminabile ed allucinante durato quasi 18 ore a causa del passaggio via istanbul ..e sampre a causa della mancanza di voli diretti per via delle festività di pasqua
    Effetti collaterali dell’importanza della palestina..
    Concordo con tutte le osservazione di Gaetano..del resto avevo già risposto alle osservazione provocatori sulla democrazia israeliana..
    Democrazia che anche oggi dà dimostrazione di se stessa..
    Due giorni fa il governo israeliano aveva deciso di “espellere..!!” 70.000 palestinesi (illegali e clandestini ..sac” dalla cisgiordania..la decisione entra in vigore oggi..

  8. Caro Omar, ti scrivero’ presto. Come dicevo nel commento precedente sto cercando di capire un po’ meglio cosa si possa fare anche nel nostro piccolo. Questa mostra che ho visitato mi ha molto colpito, sto per scrivere al curatore per avere delle foto. Sono venuto a conoscenza anche di alcune organizzazioni come Action Palestine…
    Mi dispiace per il viaggio, un abbraccio e a presto!
    Abele

  9. الى كل من علق وزار المنطقة
    هاهي قلسطين
    انت ..انت الان داخل المجهر ,لا يوجد تلفزيون او فضائية تنقل لك,انت ,تنقل لنفسك مباشرة ما يحدث على الارض,ان اي انسان في هذه الدنيا يدرك تماما حجم العمل ,لكن لكن المشاركون في العمل اقلاء جدا,في الحقيقة هناك ما يجول في خاطري وخاطر كل واحد فيكم وهو الية ايصال الحقيقة,ان الحقيقة هنا في فلسطن تحجبها الجدران الشاهقة التي تحدث عنها غيتانو وتمنعها فوهات البنادق على الحواجز,لكنها تستطيع المرور من خلالكم انتم ,اتمنى ان تدركو حجم هذه الرسالة الثقيلة على كاهلكم وعلى كل كاهل شاهد من خلال المجهر..

    عمر زغلول
    -فلسطين

  10. Amici miei carissimi..
    E’ passata quasi una settimana dal nostro ritorno..
    Mi mancate molto,anche io m’ero abituato al nostro stare insieme per tre settimane ,importanti!
    Confesso che non riesco ancora a riprendere il ritmo normale della mia vita prima del 19 marzo ..ho pensato tante volte di scrivervi…cercare di fare una valutazione del viaggio e del lavoro fatto sia in giordania che nella “amara” ,splendida e dolce terra di palestina ..ma forse non è ancora il momento.
    A Fabio,Ivano,Serena,فاطمه,Lenia,Antonio,il cugino Gaetano,Manuela,..Iola,Elionice,Francise,Piero..sieti stati dei comagni di viaggio speciali in un viaggio speciale,ho cercato goffamente di dirlo nel mio brindisi dopo la cena di george..tra tutti le persone che ho portato in palestina ,questa è stata l’esperienza più bella ..profonda come la profondità dell’impegno ,del lavoro e dei risultati ottenuti..ho condiviso con voi tante cose..l’emozione di vivere la mia terra ,la genorisità e la semplicità della mia famiglia e la gente del mio villaggio che si ricorderà a lungo dei momenti che hanno avuto in dono..ho condiviso con tutti voi gli occhi lucidi ed i nodi alla gola per la bellezza di ricevere quella “monetina”..di omar zaghlul e di suo fratello…abbiamo condiviso la rabbia e l’impotenza davante all’arroganza e la prepotenza di chi costinge la gente a ritornare all’età delle caverne..a percorrere le strade sotto gli alberi con le auto mentre a due metri ci sono le autostrade riservate alle auto dei coloni e dei mezzi miltari..ho condiviso con voi la tensione e la gioia per la riuscita dello spettacolo ad al kasaba..la stanchezza ed i momenti “spensierati..”fino all’imbarazzo del nostro saluto all’aeroporto di roma al nostro ritorno…
    A presto ..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...