Eallaigamma: Allunghi

Colette Calascione

 
Sul tapis roulant della notte a giorno
il fiato corto del mondo è messo alla prova.
Non per nulla disegna il battito di luna sul calendario
e l’ordine cronologico di ogni possibile evento
perché vatti a fidare del punto nevralgico

già sulle prime

l’uomo entra in scena con un grido
e nei sudori freddi al buio
più tardi, con la bocca piena di capelli
chi può scommettere sul piacere degli spasmi
che hanno una lepre di luce, a pelle, sui nervi.

*

Che le prove a corpo libero d’amore
strutturino tautologie e non semplici inquadrature
lo vedi da te, da un pezzo. Addirittura l’hai scritto
quando ancora l’esercizio non sembrava a più facce
e il dado rotolava l’amore proprio stampato
a certezza che indietro fosse possibile il balzo.
Del resto ci vuole talento nel rapido morfismo del segno
sia un brivido di ciglia o un ginocchio in fuorigioco.
Puoi sempre spacciarlo per un approccio dialettico
a fuoco.

*

scendere di gran carriera, fin dove l’azzurro migra
e poi nel mucchio. Che il disinnesco
avviene dopo, quando nel buio sudato
dentro l’asciugamano rinvieni il bambino
profumato di talco.
Di colpo proteggi l’ombelico
e non ti basta il ritmo isterico
di un po’ di sangue in circolo.

*

da subito l’acqua
l’estremo onanismo del feto nel guscio di noce.
Non gli importa di nulla: sprofonda.
Non ancora a pelo dell’ombra lievita la parca violenza
che punta le ossa, che al culmine arrossa
la spugna dei vasi, non ancora usignoli
e dentro bagliori, torce dalla testa ai piedi.

*
Erratico entrare e poi uscire
sbattendo dall’iride l’eccesso di colore
in acqua il nuotatore coglie di lato un narciso di luce.
Quello che affiora, disteso lo specchio, sparisce
al di là delle vite, della tela di cui sono fatte le fasce.

*

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18 pensieri su “Eallaigamma: Allunghi

  1. Della poesia di Margherita mi piace la sequenza delle immagini, mai scontate, i continui richiami ai sensi, il ritmo incalzante. Un “tapis roulant”, come conferma Allunghi, in cui il tempo, il passaggio dalla notte al giorno, dal campo lungo al dettaglio, viene fermato scrutato accelerato da “battiti di luna”:
    “Del resto ci vuole talento nel rapido morfismo del segno
    sia un brivido di ciglia o un ginocchio in fuorigioco.”

    Talento e mano sicura che trova le parole nei riti più inesorabili, in quell’esercizio alla vita che prepara e porta con se quel che sarà, “al di là della tela”.
    Abele

  2. la poesia di Margherita mi affascina, è un tripudio di immagini, un rocambolesco, a volte, scorrere e sorprendere.
    spesso è l’ironia che mi colpisce, ma anche questo suo stralunato mondo in sospensione tra universi matematici e poetici, intersecati a questo carnale, di sensazioni intense.
    La tessitura colta, sapientemente cadenzata, fa il resto.
    Poesia ottima, in tutti i sensi!

  3. Belle le sequenze di immagini,come sottolinea Abele, e bello l’incedere svelto dei versi come recitati a perdifiato per spiegare ciò che non si riesce a spiegare, per cogliere un attimo in cui si svelerà il futuro.

    Federica Nightingale

  4. Di Margherita mi piace la testa che leggo nei suoi commenti e nelle sue analisi critiche ed accurate oltre che attente, qui di lei leggo anche anima (così la chiamano) e cuore nelle nei risvolti di immagini vivide e acute.
    complimenti.

  5. scendere di gran carriera, fin dove l’azzurro migra
    e poi nel mucchio. Che il disinnesco
    avviene dopo, quando nel buio sudato
    dentro l’asciugamano rinvieni il bambino
    profumato di talco.
    Di colpo proteggi l’ombelico
    e non ti basta il ritmo isterico
    di un po’ di sangue in circolo.
    *
    da subito l’acqua
    l’estremo onanismo del feto nel guscio di noce.
    Non gli importa di nulla: sprofonda.
    Non ancora a pelo dell’ombra lievita la parca violenza
    che punta le ossa, che al culmine arrossa
    la spugna dei vasi, non ancora usignoli
    e dentro bagliori, torce dalla testa ai piedi.
    .
    Mi sembra appartengano ad un luogo a-lato, mi sembra siano capaci di pronunciare anche il silenzio.
    Meno vicine alla mia capacità di ascolto le altre. ferni

  6. Un linguaggio estremamente efficace che accompagna le immagini che si susseguono come sequenze cinematografiche scandite da un ritmo che incalza il lettore sospingendolo negli “Allunghi” di una scena che diviene incessantemente proprio come la vita.

    Complimenti!

    Rosaria Di Donato

  7. ringrazio moltissimo Abele che davvero sa toccarmi con la sua disponibilità ad accogliermi e le sue puntuali osservazioni.
    Allo stesso modo ringrazio tutti di cuore.
    Per stasera questo, perché è stata una giornata proprio da fiato corto :)
    passo domani in modo più puntuale, intanto tengo care le vostre letture e osservazioni.

    GRAZIE!

  8. Una notevole intelligenza che si fa verso. Quale affascinante abbinamento ! O, forse, solo la naturale manifestazione di uno spirito raro, di quelli che ti farebbe sempre piacere incontrare per ricordarti che c’è molto oltre la carne che tanto patisce senza capirne il senso.

  9. machebellasorpresa!
    : )
    innanzitutto il titolo si fa beffardo all’apparire del “tapis roulant”: che *allunghi* o fughe potremo mai tentare se corriamo stando fermi?
    eh, beh, ma andiamo avanti (rimanendo sempre lì): i cicli della vita (giorno/notte, luna, maree e mestruazioni) in questo senso non fanno che riportarci sempre al punto di partenza (punto nel vivo, per l’appunto) in un eterno ritorno che ci *viene* incontro e che forse non riusciamo a goderci fino in fondo.
    mi pare di scorgere, poi, echi schopenhueriani (la voglia di vivere e il piacere nell’atto sessuale come strumenti in mano alla natura per estorcere all’essere umano una collaborazione procreativa) visto che la *stoccata* dell’allungo va a segno, il dado è tratto e in un attimo il verbo si fa carne (splendidamente surreale il ta-lento/rapido morfismo del segno). e qui la doppiezza della creatura (feto di parole) concepita si fa rottura della acque e poi travaglio nel bagnare il foglio d’inchiostro e poi la bocca di colostro.
    cosa resta? resta il disegno sulla tela (che diventa chiaro solo di fronte all’evidenza, a posteriori) e ancora l’allungo sulle fasce, in chiusa, sperando che non vada in fuorigioco il senso.
    : )
    sarà anche l’estremo onanismo di narciso, che affiora le parole steso sullo specchio, ma qui tutto è poesia, anche lo sbaglio più erratico.
    nota di merito per il doppio ambito (torsione e fuoco) che “torce” la passione del corpo in fiamme dalla testa ai piedi.

  10. eccomi
    parto ancora da Abele perché non posso sorvolare sull’immagine che ha inserita a corredo, gli amanti che provano le ali (sbatacchiandole ihih) mentre si sbaciucchiano :), anzi si baciano con passione dentro un cerchio sul pavimento scacchiera (una sciccheria davvero!, tenuto conto del cerchio con le mattonelle d’oro)
    poi non vedo se la mano che esce dalla carta da parati regge il tempo, lo dà per breve o lo fissa, e nemmeno se la statuetta sul tavolino ripeta i due amanti stilizzandoli.
    Davvero, colpita e affondata da questa scelta Abele, mille grazie.

    Poi un grazie speciale a Federica, Antonella Foderaro, Nàtalia Castaldi, viola, fernirosso, Rosaria Di Donato, pasquale, erreemme, per l’attenzione, le letture e anche le osservazioni riguardanti il ritmo e le immagini, e anche e soprattutto per la disponibilità mostrata pure non “conoscendomi” e nel caso di ferni, anche superando una certa lontananza.

    Un grazie all'”apripista” (apripista) Cristina, sempre generosa e accogliente
    e un grazie com mosso con baciotto, abbraccio ecc…,sommovimento incorporato a malos, al quale mi lega grande ammirazione, stima e un modo talmente affine nel “sentire” che mi rovescia ed espone.
    sono felice di saperti,
    ok, ok, stop che non voglio apparire sentimentale, che non lo sono :)

    ciao ancora a tutti e di nuovo grazie!

    margherita

  11. Menomale che ci sono persone come Malos a farmi lume, perchè lo sai il più delle volte mi aggroviglio dentro i tuoi versi e non ne esco più, sino a che non riesco a trovare qualcosa al di là della pura “fascination” che mi avvolge leggendoti. E questo in fin dei conti è un balletto dove tu suoni, canti e danzi, e coinvolgi tutti con i tuoi lacci.
    Volevo solo dirti ancora quanto sei Unica.
    Grazie a Neobar per la proposta e l’ospitalità.

    frantzisca

  12. cucire…ecco dove sta la genialità di Margherita.
    Per espletare i suoi allunghi, segue il filo (e lo pre/cede)…mirabili cuciture delle sue poesie nella poesia…si, ogni singola parte è poesia a se stante e, perciò, parte del tutto. Un tutto meraviglioso e meravigliante è ciò a cui siamo stati abituati da quel gran geniaccio poetico della nostra splendida amica….
    la mia ammirazione più estatica (ma non è statica!…)

  13. La poesia è uno scorrere eracliteo del linguaggio su una sequenza infinita di metamorfosi.
    Il linguaggio diventa cosmo che poi diventa corpo, ‘col fiato corto del mondo e il battito di luna’.
    Poi il corpo amoroso diventa spasimo e poi diventa ragionamento d’amore il suo ‘rapido morfismo’ e ‘l’approccio dialettico’.
    E’ sempre lo spasimo che scorre come l’acqua e diventa ‘feto nel guscio di noce’ e subisce la tentazione della regressione (come il Pascoli ne La mia sera) nel narciso di luce.
    E poi c’è il guizzo estremo, al di là della tela si riprende il movimento, come rinnovati dall’acqua lustrale dell’inconscio e dei suoi insiemi infiniti.

  14. oh, di nuovo grazie
    a Francesca che balla dentro il mio ballo
    a Stefano estremamente generoso, al quale confesso che uno dei sogni più belli che io abbia mai fatto è quello che ero una sarta cinese (nn so perchè, credo per via dei tessuti, ma questo a posteriori, al risveglio)
    a Giancarlo che coglie in modo ottimo (come lui sa fare ed è solito fare) il mio s-correre.

    Ciao a tutti!
    a presto

  15. Han già detto tutto gli altri (perfetto, tra gli altri, malos), colpevole io per assenze prolungate ma non certo desiderate….
    Quanto alla poesia geniale di Marghe, fatta di pelle e battiti di cuore, di profonde gioie e altrettanto profondi dolori, fatta di numeri e parole ad intreccio, di inferno, purgatorio e spesso anche di paradiso… tutto il mondo sa quanto io la AMMIRI!
    E il bello é che, a leggerla, “svolazzo” e ammattisco anche io!!!
    Grazie, splendida amica.
    E grazie ad Abele per avercela riproposta.
    Rita.

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